Il servizio fotografico The Last Session di Kurt Cobain sarà venduto come NFT
Chiudi gli occhi e puoi vederli: la giacca leopardata, quel cappello da trapper da ragazzo e quegli occhiali da sole bianchi Jackie O. Insieme, gli articoli sono inconfondibili, ma chi li indossa sembra un po ‘diverso da ogni angolazione. Forse è perché la personalità di Kurt Cobain era come una fiamma – a volte audace e brillante, ma solo a quei tempi non era un tremolio caotico o una lotta contro l’estinzione. Presto, un mega-fan…
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Run-DMC rilascerà il suo NFT insieme con un artwork in vinile in edizione limitata
I Run-DMC sono coinvolti nel gioco NFT, con l’intenzione di coniare opere d’arte in vinile in edizione limitata dalla loro compilation a doppio disco con l’etichetta 12on12. Sono disponibili solo 500 edizioni numerate a mano del vinile da 12on12 , con la tracklist con le canzoni che hanno ispirato la musica del gruppo. L’artwork di NFT, nel frattempo, è stato progettato dall’artista di Los Angeles Reena Tolentino ed è disponibile in 12 diverse varianti qui…
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La start-up Alchemy finanziata con 80 milioni di $ da Coinbase rivoluzionerà il mondo NFT ?
Alchemy, una start-up che alimenta sottilmente il recente boom delle NFT, sta raccogliendo un altro giro di capitali mentre cerca di tenere il passo con l’industria in rapida crescita. La società con sede a San Francisco ha annunciato mercoledì un round di finanziamento di serie B da 80 milioni di dollari, guidato da Coatue e Addition. La nuova iniezione di denaro porta la valutazione di Alchemy a circa $ 500 milioni. Al round hanno partecipato…
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Just NFT Fund lancia il primo Picasso certificato NFT al mondo
Justin Sun, il fondatore di TRON e CEO di BitTorrent, ha recentemente annunciato che il fondo JUST NFT ha lanciato ufficialmente l’NFT per “The First Collections”, comprese le opere di Picasso. La proprietà delle collezioni è stata mappata alla catena TRON attraverso lo standard TRC-721. È memorizzato in modo permanente sulla catena pubblica TRON e BTFS (sistema di archiviazione decentralizzato), che segna il “primo spettacolo” nella storia dei lavori di Picasso sulla blockchain. Gli NFT…
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Bye bye, Emotet
A gennaio scorso avevo segnalato che un intervento coordinato di varie forze dell’ordine in numerosi paesi aveva messo fuori uso Emotet, uno dei malware più diffusi, che da solo era responsabile di circa il 30% di tutti gli attacchi informatici.
La tecnica era classica: un documento Word, che molti utenti ritengono innocuo, conteneva il malware, che veniva lanciato se la vittima apriva il documento e attivava le macro in Microsoft Word.
Ora è arrivata la conclusione dell’intervento di polizia: il 25 aprile scorso i computer che erano stati infettati da Emotet hanno cancellato il malware. Questo è stato possibile perché le forze di polizia avevano preso il controllo degli aggiornamenti di Emotet e ne avevano diffuso uno autodistruttivo.
Alla scadenza impostata, appunto il 25 aprile, è scattata l’autodistruzione. Il portale dedicato ad Emotet presso Abuse.ch indica ora zero computer infetti, che è un risultato notevolissimo, considerato che Emotet aveva preso il controllo di oltre un milione di computer in tutto il mondo, generando incassi illegali per oltre 2 miliardi di dollari.
Va notato che in un intervento come questo le forze di polizia in sostanza aggiornano forzatamente i computer infettati, senza chiedere il consenso dei rispettivi proprietari, ponendo interrogativi sulla legalità di questa tecnica, indubbiamente efficace ma potenzialmente pericolosa. Ovviamente in questo caso nessun protesta, però è formalmente un’intrusione.
Anche l’FBI di recente ha usato lo stesso approccio per ripulire a forza i server Microsoft Exchange infettati da una serie di attacchi denominati Hafnium, visto che i legittimi proprietari di questi server si ostinavano a non aggiornarli.
Aggiornate macOS alla versione 11.3, tura una falla molto grave già in uso (e una sessantina di altre meno gravi)
Se avete un Mac, non aspettate ad aggiornarlo: la versione 11.3 di macOS corregge una vulnerabilità davvero grossa, che consente di scavalcare Gatekeeper, ossia il controllo di sicurezza del sistema operativo che in teoria dovrebbe rendere impossibile eseguire software proveniente da fonti non attendibili.
In realtà, spiegano i ricercatori di sicurezza, era possibile confezionare un malware che non veniva affatto verificato da Gatekeeper e che poteva infettare il computer della vittima semplicemente con un doppio clic sull’icona del’app.
Questa tecnica era nota ai criminali almeno da gennaio 2021: veniva usata, per esempio, per diffondere Shlayer, un falso aggiornamento di Flash Player che tempestava il Mac di pubblicità (un adware, insomma, mostrato qui sopra). Gli utenti si fidavano del fatto che Gatekeeper non protestava se si tentava di eseguire il programma non verificato e quindi lo eseguivano, scatenando l’infezione.
Esisteva anche un altro modo per eludere Gatekeeper: era sufficiente confezionare il programma ostile all’interno di un file ZIP appositamente confezionato. Anche questo problema è stato risolto dall’aggiornamento del Mac, insieme a una sessantina di altre vulnerabilità.
Fonti aggiuntive: JAMF, Ars Technica, Graham Cluley, Cybersecurity360.it.
When artists and machine intelligence come together
Throughout history, from photography to video to hypertext, artists have pushed the expressive limits of new technologies, and artificial intelligence is no exception. At I/O 2019, Google Research and Google Arts & Culture launched the Artists + Machine Intelligence Grants, providing a range of support and technical mentorship to six artists from around the globe following an open call for proposals. The inaugural grant program sought to expand the field of artists working with Machine Learning (ML) and, through supporting pioneering artists, creatively push at the boundaries of generative ML and natural language processing.
Today, we are publishing the outcomes of the grants. The projects draw from many disciplines, including rap and hip hop, screenwriting, early cinema, phonetics, Spanish language poetry, and Indian pre-modern sound. What they all have in common is an ability to challenge our assumptions about AI’s creative potential.
Apple rende visibile il tracciamento pubblicitario: Facebook teme di perdere così metà del proprio fatturato
Con l’aggiornamento alla versione 14.5 di iOS e iPadOS gli utenti di iPhone e iPad possono disattivare facilmente il tracciamento pubblicitario da parte delle app.
La cosa ha mandato su tutte le furie molti siti che vivono vendendo i dati acquisiti con questo tracciamento, come Facebook, Alibaba e altri.
Per disattivare il tracciamento su iOS o iPadOS da parte di una singola app si va in Impostazioni, si tocca l’app e si disattiva Consenti tracciamento. Si può anche andare in Impostazioni – Privacy – Tracciamento e disattivare globalmente il tracciamento disattivando Richiesta tracciamento attività.
La Electronic Frontier Foundation, da sempre in prima linea nella difesa dei diritti digitali, ha lodato l’iniziativa di Apple descrivendola come “un passo nella direzione giusta”.
La funzione antitracciamento si chiama formalmente AppTrackingTransparency e in sintesi comporta il fatto che le app ora devono chiedervi il permesso se vogliono tracciare le vostre attività nelle altre app.
Questo tracciamento è spesso molto invasivo e finora è stato praticamente invisibile e accettato passivamente: geolocalizzazione, siti visitati, informazioni sulla salute e moltissimi altri dati personali venivano raccolti dalle app senza che gli utenti ne fossero avvisati, come spiega il video promozionale di Apple. Ora invece tutto diventa ben visibile, le app devono chiedere esplicitamente il permesso di tracciare e l’utente può decidere facilmente se concederlo o no.
Il timore delle aziende che vivono di tracciamento è che questa nuova visibilità del loro operato spinga gli utenti a rendersi conto di come stanno le cose e rifiutare di lasciarsi tracciare.
Facebook dice che durante i test ha “rilevato un calo di oltre il 50% dei ricavi degli editori con Audience Network dopo la rimozione della personalizzazione dalle campagne con inserzioni per promuovere l’installazione di un’app mobile. In realtà, è possibile che l’impatto su Audience Network su iOS 14 sia molto maggiore.” Notate l’uso del termine “editori”, che maschera il fatto che si tratta di società che campano tracciando, profilando, schedando e catalogando le persone. E che Facebook a sua volta campa su queste società. Nel 2019 ha incassato 71 miliardi di dollari.
Gli Ad ID sono molto diversi dai cookie, con i quali vengono spesso paragonati: i cookie hanno molte funzioni utili per gli utenti, come per esempio ricordarsi le preferenze di lingua quando si visita un sito, conservare i dati presenti in un carrello della spesa online se ci si scollega, oppure evitare di doversi identificare ogni volta che si accede a un sito protetto da login e password. Gli Ad ID, invece, servono soltanto per consentire alle aziende pubblicitarie di tracciare i singoli utenti.
La AppTrackingTransparency non è perfetta, spiega la EFF: non agisce sul tracciamento fatto da un’app per monitorare come l’utente usa quell’app. Inoltre c’è il rischio che l’utente, tartassato da tante richieste di decidere se accettare tracciamenti da parte di tante app, finisca per stufarsi e accettare senza pensarci.
Ma è, appunto, un primo passo, ed è più di quello che sta facendo Google per Android. Cioè nulla, visto che gli Ad ID sono ancora saldi al loro posto.
Fonti: The Register, Protocol, Punto Informatico, Ars Technica, Apple, Associated Press/Snopes, Gizmodo.
Michael Collins, l’astronauta poeta, ci ha lasciato
È giunta poco fa la notizia della morte di Michael Collins, protagonista della missione Apollo 11 che nel 1969 portò i suoi due compagni, Neil Armstrong e Buzz Aldrin, a camminare sulla Luna per la prima volta nella storia, mentre lui li attendeva da solo in orbita intorno a quella Luna sulla quale non avrebbe mai posato piede.
La sua autobiografia è una delle più belle e poetiche fra le tante scritte dagli astronauti di tutto il mondo. Ho tentato per due anni, finora invano, di ottenerne i diritti di traduzione in italiano, ma la casa editrice americana non ha ancora dato una risposta definitiva, nonostante io abbia offerto un anticipo molto ragguardevole usando tutti i canali ufficiali e professionali. Non è detta l’ultima parola. Spero che almeno la facciano tradurre e la pubblichino anche in italiano, una delle poche lingue al mondo nella quale Carrying the Fire non è stato tradotto, nonostante Collins sia nato a Roma. La poesia di Collins merita di essere conosciuta anche in Italia.
Family Statement on Passing of Astronaut Michael Collins pic.twitter.com/6OAw7CzFaz
— Michael Collins (@AstroMCollins) April 28, 2021
Zoom: come fare videochiamate più reali con Immersive View
Zoom annuncia tramite il proprio blog ufficiale una nuova funzionalità che porterà fino a 25 colleghi nello stesso ufficio, seppur virtualmente. Si chiama Immersive View e come anticipato dalla stessa azienda consente di inserire fino a 25 partecipanti in una videochiamata la cui ambientazione richiamerà uffici e scuole, proprio per ricreare confronti in lontananza ma in maniera più realistica. La pandemia, purtroppo, ha aumentato le distanze tra le persone, anche in ambito lavorativo ed educativo, ma con la nuova funzione di Zoom si fa un passo avanti verso una maggiore “umanità” del virtuale.
Samsung svela la nuova serie Galaxy Book Pro e Galaxy Book
Samsung ha presentato oggi i nuovi Galaxy Book Pro e Galaxy Book Pro 360, la nuova generazione di PC ultraportatili che combinano le prestazioni di un notebook con il DNA mobile degli smartphone Samsung Galaxy, e il nuovo Galaxy Book, il PC ad alte performance dal design premium e ultrasottile, pensato per un utilizzo confortevole e dotato delle ultime tecnologie per garantire prestazioni potenti.
OSDIA Business Meeting di Aprile con l’Avvocato internazionale Paolo Zagami
Il Capitolo di Roma dell’Ordine dei Figli d’Italia in America (OSDIA), organizza a cadenza mensile un Business Meeting invitando una personalità del mondo dell’impresa e/o delle professioni a tenere uno speech su un tema di attualità. Giovedì 29 Aprile,dalle ore 19 sulla piattaforma Zoom, si terrà un keynote speech, a cura dell’Avv. Paolo Zagami, sul tema degli scambi commerciali tra l’Italia e gli Stati Uniti d’America con particolare riferimento alle novità introdotte dall’Amministrazione Biden. Lo speech sarà…
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Google Translate: One billion installs, one billion stories
When my wife and I were flying home from a trip to France a few years ago, our seatmate had just spent a few months exploring the French countryside and staying in small inns. When he learned that I worked on Google Translate, he got excited. He told me Translate’s conversation mode helped him chat with his hosts about family, politics, culture and more. Thanks to Translate, he said, he connected more deeply with people around him while in France.
The passenger I met isn’t alone. Google Translate on Android hit one billion installs from the Google Play Store this March, and each one represents a story of people being able to better connect with one another. By understanding 109 languages (and counting!), Translate enables conversation and communication between millions of people which otherwise would have been impossible. And Translate itself has gone through countless changes on the path to one billion installs. Here’s how it has evolved so far.

One of the earliest versions of the Google Translate app for Android.
January 2010: App launches
We released our Android app in January 2010, just over a year after the first commercial Android device was launched. As people started using the new Translate app over the next few years, we added a number of features to improve their experience, including early versions of conversation mode, offline translation and translating handwritten or printed text.
January 2014: 100+ million
Our Android app crossed 100 million installs exactly four years after we first launched it. In 2014, Google acquired QuestVisual, the maker of WordLens. Together with the WordLens team, Translate’s goal was to introduce an advanced visual translation experience in our app. Within eight months, the team delivered the ability to instantly translate text using a phone camera, just as the app reached 200 million installs.

November 2015: 300+ million
As it approached 300 million installs, Translate improved in two major ways. First, revamping Translate’s conversation mode enabled two people to converse with each other despite speaking different languages, helping people in their everyday lives, as featured in the video From Syria to Canada.

Second, Google Translate’s rollout of Neural Machine Translation, well underway when the app reached 500 million installs, greatly improved the fluency of our translations across text, speech and visual translation. As the installs continued to grow, we compressed those advanced models down to a size that can run on a phone. Offline translations made these high-quality translations available to anyone even when there is no network or connectivity is poor.
June 2019: 750+ million
At 750 million installs, four years after Word Lens integrated into Translate, we launched a major revamp of the instant camera translation experience. This upgrade allowed us to visually translate 88 languages into more than 100 languages.

February 2020: 850+ million
Transcribe, our long-form speech translation feature, launched when we reached 850 million installs. We partnered with the Pixel Buds team to offer streaming speech translations on top of our Transcribe feature, for more natural conversations between people speaking different languages. During this time, we improved the accuracy and increased the number of supported languages for offline translation.
March 2021: 1 billion — and beyond
Aside from these features, our engineering team has spent countless hours on bringing our users a simple-to-use experience on a stable app, keeping up with platform needs and rigorously testing changes before they launch. As we celebrate this milestone and all our users whose experiences make the work meaningful, we also celebrate our engineers who build with care, our designers who fret over every pixel and our product team who bring focus.
Our mission is to enable everyone, everywhere to understand the world and express themselves across languages. Looking beyond one billion installs, we’re looking forward to continually improving translation quality and user experiences, supporting more languages and helping everyone communicate, every day.
AI assists doctors in interpreting skin conditions
Globally, skin conditions affect about 2 billion people. Diagnosing and treating these skin conditions is a complex process that involves specialized training. Due to a shortage of dermatologists and long wait times to see one, most patients first seek care from non-specialists.
Typically, a clinician examines the affected areas and the patient’s medical history before arriving at a list of potential diagnoses, sometimes known as a “differential diagnosis”. They then use this information to decide on the next step such as a test, observation or treatment.
To see if artificial intelligence (AI) could improve the process, we conducted a randomized retrospective study that was published today in JAMA Network Open. The study examined if a research tool we developed could help non-specialists clinicians — such as primary care physicians and nurse practitioners — more accurately interpret skin conditions. The tool uses Google’s deep learning system (that you can learn more about in Nature Medicine) to interpret de-identified images and medical history and provide a list of matching skin conditions.
In the study, 40 non-specialist clinicians interpreted de-identified images of patients’ skin conditions from a telemedicine dermatology service, identified the condition, and made recommendations such as biopsy or referral to a dermatologist. Each clinician examined over 1,000 cases — clinicians used the AI-powered tool for half of the cases and didn’t have access to the assistive AI tool in the other half.
Introducing Android Earthquake Alerts outside the U.S.
In a natural disaster or emergency, every second counts. For example, when it comes to earthquakes, studies show that more than 50% of injuries can be prevented if users receive an early warning, and have the critical seconds needed to get to safety. That’s why last year, we launched the Android Earthquake Alerts System, which uses sensors in Android smartphones to detect earthquakes around the world. The free system provides near-instant information to Google Search about local seismic events when you search “Earthquake near me.”
Today we’re announcing an expansion of the Android Earthquake Alerts System that uses both the detection and alerts capabilities, bringing these alerts to Android users in countries that don’t have early warning alert systems. We’re introducing the Android Earthquake Alerts System in Greece and New Zealand, where Android users will receive automatic early warning alerts when there is an earthquake in their area. Users who do not wish to receive these alerts can turn this off in device settings.
We launched alerting in August 2020, in partnership with the United States Geological Survey (USGS) and powered by ShakeAlert®, which made alerts available for Android users in California. This feature recently expanded to users in Oregon and will be rolling out in Washington this May.
Early warning alerts in New Zealand and Greece work by using the accelerometers built into most Android smartphones to detect seismic waves that indicate an earthquake might be happening. If the phone detects shaking that it thinks may be an earthquake, it sends a signal to our earthquake detection server, along with a coarse location of where the shaking occurred. The server then takes this information from many phones to figure out if an earthquake is happening, where it is and what its magnitude is.
New Zealand and Greece will be the first countries to take advantage of both the detection and alert capabilities of the Android Earthquake Alerts System. Through this system, we hope to provide people with the advance notice they need to stay safe.








