È giunta poco fa la notizia della morte di Michael Collins, protagonista della missione Apollo 11 che nel 1969 portò i suoi due compagni, Neil Armstrong e Buzz Aldrin, a camminare sulla Luna per la prima volta nella storia, mentre lui li attendeva da solo in orbita intorno a quella Luna sulla quale non avrebbe mai posato piede.
La sua autobiografia è una delle più belle e poetiche fra le tante scritte dagli astronauti di tutto il mondo. Ho tentato per due anni, finora invano, di ottenerne i diritti di traduzione in italiano, ma la casa editrice americana non ha ancora dato una risposta definitiva, nonostante io abbia offerto un anticipo molto ragguardevole usando tutti i canali ufficiali e professionali. Non è detta l’ultima parola. Spero che almeno la facciano tradurre e la pubblichino anche in italiano, una delle poche lingue al mondo nella quale Carrying the Fire non è stato tradotto, nonostante Collins sia nato a Roma. La poesia di Collins merita di essere conosciuta anche in Italia.
Family Statement on Passing of Astronaut Michael Collins pic.twitter.com/6OAw7CzFaz
— Michael Collins (@AstroMCollins) April 28, 2021


