La stagione delle festività 2021
Il Black Friday e il periodo natalizio si avvicinano e quest’anno i consumatori italiani hanno già iniziato a pianificare i propri acquisti in vista della stagione delle festività.
Come sappiamo, nel 2020 il digitale ha riscontrato una grande accelerazione che ha interessato anche questo particolare periodo dell’anno: secondo uno studio Google/Ipsos Canada condotto nel 2020, il 64%(1) degli acquirenti italiani ha evidenziato di aver completato i propri acquisti per il periodo natalizio online, e il 63%(2) degli acquirenti italiani intervistati aveva evidenziato di aver realizzato i propri acquisti da mobile (per esempio da uno smartphone). Gli acquisti online sono stati protagonisti anche della Cyber Week 2020 (26 novembre – 2 dicembre 2020), durante la quale gli italiani hanno completato il 30%(3) degli acquisti dedicati alle festività.
Quali sono invece le tendenze per il 2021? Secondo un nuovo studio Ipsos Canada commissionato da Google si possono evidenziare alcune peculiarità che riguardano l’Italia:
- Per il 42%(4) dei rispondenti italiani, la pandemia avrà un impatto su come verrà organizzato lo shopping nel corso delle festività.
- Il 71%(5) degli italiani intervistati pianificherà i propri acquisti in anticipo così da evitare affollamenti, e il 55%(6) cercherà di concentrare le proprie uscite dedicate allo shopping.
- Il 57%(7) degli italiani intervistati sarà più attento a come spenderà il proprio denaro, e il 40%(8) acquisterà di meno a causa dell’impatto del Covid-19 sulle proprie finanze. Allo stesso tempo, il 35%(9) dei rispondenti italiani cercherà con anticipo sconti, offerte o promozioni online.
- Se il 48%(10) dei rispondenti italiani afferma che acquisterà di più online nel periodo delle festività, il digitale si conferma anche uno spazio dove trovare ispirazione: infatti, il 57%(11) dei rispondenti italiani trova idee e ispirazioni per i propri acquisti online.
Lo studio riflette inoltre da un lato la rilevanza dell’online in relazione al negozio fisico, dall’altro il desiderio di non rinunciare all’esperienza di acquisto in store. Il 53%(12) dei rispondenti ha affermato infatti che prima di recarsi in negozio per effettuare l’acquisto di un determinato prodotto, verificherà online che sia effettivamente disponibile in store.
Conoscere il consumatore: il “messy middle” e i bias cognitivi che influiscono sul processo di acquisto
Oggi il consumatore prende le proprie decisioni in un contesto online dove si moltiplicano le informazioni a disposizione e le possibilità di scelta, rendendo più complicato il processo di ricerca e il percorso che il consumatore compie per arrivare a completare il proprio acquisto. Lo spazio tra il momento in cui si inizia la ricerca (trigger) e l’acquisto viene definito messy middle, un “centro disordinato”, che ben rappresenta il “nuovo” percorso del consumatore. Per indagarlo, Google ha realizzato insieme agli esperti di scienza comportamentale The Behavioural Architects la ricerca “Decoding Decisions”, uno studio che utilizza le scienze comportamentali per indagare il modo in cui i consumatori prendono decisioni online, proprio all’interno del messy middle.
Le persone cercano informazioni su prodotti e brand di una categoria e poi valutano tutte le opzioni che hanno a disposizione, affidandosi anche a dei bias cognitivi che influenzano il comportamento e le decisioni di acquisto, in un processo che alterna fasi di esplorazione e valutazione. Sebbene i bias cognitivi siano centinaia, sono sette i più rilevanti nella ricerca per l’Italia:
- Euristica di categoria: brevi descrizioni di informazioni chiave del prodotto possono semplificare le decisioni di acquisto.
- Potere dell’immediatezza: più tempo bisogna aspettare per usufruire di un prodotto e minore diventa l’intenzione di acquistarlo.
- Prova sociale: consigli e recensioni da altre persone possono rivelarsi molto efficaci.
- Bias di scarsità: un prodotto diventa più desiderabile quanto più diminuisce la sua disponibilità.
- Bias di autorità: l’opinione di un esperto o di una fonte attendibile è particolarmente influente.
- Potere della gratuità: un regalo incluso con un acquisto, anche se non correlato al prodotto acquistato, può essere un ottimo incentivo.
- Componente emozionale: a differenza di altri paesi, quest’ultimo bias è emerso come particolarmente rilevante in Italia su alcune categorie di prodotto che presentano una marcata componente di design.
Considerare questi aspetti può essere molto utile per le aziende, per andare incontro alle esigenze delle persone:
- Farsi trovare quando il consumatore si muove nel “messy middle” è fondamentale per un’attività, soprattutto quando il consumatore si trova nelle fasi di esplorazione e valutazione, in cui è aperto a considerare tutti i brand e le opzioni a disposizione. Spesso, come abbiamo visto, la fase esplorativa e di ricerca di idee inizia soprattutto online. Per questo può essere utile per le attività mantenere aggiornato il loro Profilo dell’attività su Google, per farsi trovare dalle persone che cercano ispirazione sulla Ricerca Google e su Google Maps.
Da qualche settimana le aziende possono aggiornare il loro profilo direttamente dalla Ricerca Google e da Google Maps e, per rendere il tutto più semplice, quello che prima chiamavamo “Google My Business” ora si chiama proprio “Profilo dell’attività su Google”. Maggiori informazioni sono disponibili qui.
- Le scoperte fatte nel messy middle possono spesso determinare il processo di acquisto e non sono sempre le scoperte razionali ad avere il maggiore impatto. Per questo, è importante per le attività essere a conoscenza dei sette bias cognitivi che emergono dalla ricerca, così da poter valorizzare la propria attività e aiutare il consumatore a valutare e scegliere il prodotto più adatto alle proprie esigenze.
(1) Google/Ipsos Canada, “Holiday Shopping Study”, November 2020 – January 2021, Online survey, ITALY, n=4397 Christmas purchases (Online Italians 18+ who shopped for Christmas in the past two days).
(2) Google/Ipsos Canada, “Holiday Shopping Study”, November 2020 – January 2021, Online survey, ITALY, n=2774 Christmas online purchases (Online Italians 18+ who shopped for Christmas in the past two days).
(3) Google/Ipsos Canada, “Holiday Shopping Study”, November 2020 – January 2021, Online survey, ITALY, n=315 online Italians 18+ who shopped for Christmas in the past two days – Cyber Week (Nov 26-Dec 2).
(4) Google commissioned Ipsos Canada COVID-19 Tracker, US, CA, UK, FR, DE, IT, AU, JP, RU, IN, CN, BR, MX, ES, ZA, KR ~n=500-1000 online consumers 18+ per market. Nov 4-7, 2021.
(5) Google commissioned Ipsos Canada COVID-19 tracker, US, CA, UK, FR, DE, IT, AU, JP, RU, IN, CN, BR, MX, ES, ZA, KR ~n=300-300 online consumers 18+ per market who will shop for the holiday season. Oct 21-24,2021.
(6) Google commissioned Ipsos Canada COVID-19 Tracker, US, CA, UK, FR, DE, IT, AU, JP, RU, IN, CN, BR, MX, ES, ZA, KR ~n=500-1000 online consumers 18+ per market. Nov 4-7, 2021
(7) Google commissioned Ipsos Canada COVID-19 Tracker, US, CA, UK, FR, DE, IT, AU, JP, RU, IN, CN, BR, MX, ES, ZA, KR ~n=500-1000 online consumers 18+ per market. Nov 4-7, 2021.
(8) Google commissioned Ipsos Canada COVID-19 tracker, US, CA, UK, FR, DE, IT, AU, JP, RU, IN, CN, BR, MX, ES, ZA, KR ~n=300-300 online consumers 18+ per market who will shop for the holiday season. Oct 21-24,2021.
(9) Google commissioned Ipsos Canada COVID-19 tracker, US, CA, UK, FR, DE, IT, AU, JP, RU, IN, CN, BR, MX, ES, ZA, KR n=1000 online consumers 18+ per market. Nov 4-7, 2021.
(10) Google commissioned Ipsos Canada COVID-19 tracker, US, CA, UK, FR, DE, IT, AU, JP, RU, IN, CN, BR, MX, ES, ZA, KR ~n=300-300 online consumers 18+ per market who will shop for the holiday season. Oct 21-24,2021 .
(11) Google commissioned Ipsos Canada COVID-19 Tracker, US, CA, UK, FR, DE, IT, AU, JP, RU, IN, CN, BR, MX, ES, ZA, KR ~n=500-1000 online consumers 18+ per market. Nov 4-7, 2021.
(12) Google commissioned Ipsos Canada COVID-19 tracker, US, CA, UK, FR, DE, IT, AU, JP, RU, IN, CN, BR, MX, ES, ZA, KR ~n=300-300 online consumers 18+ per market who will shop for the holiday season. Oct 21-24,2021.
YouTube ha contribuito al PIL italiano con 190 milioni di euro
Antivaccinisti, avete rotto i coglioni. Ecco, l’ho detto
(tratto da questo mio thread su Twitter, ripulito)
A chi ancora pensa che l’antivaccinismo sia semplicemente una rivendicazione di un diritto personale o di una diversità di opinioni consiglio la lettura dell’ondata di odio che mi è arrivata per questo tweet.
Ovviamente silenzio tutti questi hater inesorabilmente, e presumo che sappiano benissimo che questa è la fine che fanno i loro insulti. Ma lo fanno lo stesso. Per cui no, mi spiace: l’antivaccinismo non è una semplice differenza di opinioni. Ê odio. È violenza. E come tale va trattato.
Discutere, ragionare, portare i dati, spiegare concetti è inutile con questa gente che capisce solo l’odio. Quindi scusatemi se non perdo tempo ad argomentare con chi tanto ha già deciso in partenza che non ascolterà.
Scusatemi se non spiego per filo e per segno perché non debunko il video X o la frase Y. E scusatemi se non debunko puntualmente ogni singola frase Y, video X e grafico Z.
Ammiro la pazienza infinita dei colleghi debunker che in questi quasi due anni hanno diligentemente cercato di spiegare i miti, le bugie e le manipolazioni alla base dell’antivaccinismo.
Ma sinceramente, a questo punto, dopo tutto questo tempo, dopo oltre cinque milioni di morti nel mondo (centrotrentamila morti in Italia), chi non ha ancora capito non capirà mai.
Perché il suo antivaccinismo non è basato su argomenti, dati, numeri, ricerche. Parte dall’odio, dal fottersene degli altri, dall’egoismo smisurato, dall’arroganza ignorante, e solo dopo sceglie i dati, i video, le frasi che gli confermano la sua visione del mondo.
L’antivaccinista hater non è uno che si è informato male. È uno che odia in partenza e che nell’antivaccinismo ha trovato l’appiglio per vomitare il suo odio. Prima c’è l’odio, poi arriva l’antivaccinismo.
Se questa mia descrizione dell’antivaccinismo vi pare drastica o estrema, ripeto: guardate i commenti che arrivano a qualunque tweet o post sui vaccini.
Quindi che si fa? Si rinuncia a fare debunking? Si smette di spiegare pazientemente cose che ormai sono o dovrebbero essere straovvie?
Opinione personale: sì, si smette. Io, perlomeno, smetto. I colleghi più pazienti di me che continueranno avranno tutta la mia ammirazione e tutto il mio rispetto. Ma per quel che mi riguarda, il tempo delle spiegazioni pazienti è finito.
È ormai chiaro che c’è una fetta di popolazione, in ogni paese, che è completamente refrattaria a qualunque spiegazione e ragionamento. Per colpa di questa fetta, ci stiamo andando di mezzo tutti.
Si è cercato di puntare sul buon senso, sulla solidarietà, sullo spiegare con parole semplici, sulla fiducia nell’intelligenza del prossimo, ma alla fine siamo ancora qui, alla quarta e presto quinta ondata, con i malati gravi e i morti che aumentano.
E alla fine qualcuno si è arreso all’evidenza e ha deciso che siccome dialogare non serve a nulla e per colpa degli idioti ci stiamo andando di mezzo tutti, resta una sola via, da affrontare con sconsolata rassegnazione dopo aver esaurito tutte le altre. L’obbligo.
L’Austria è la prima ad aver esaurito la pazienza.
Perché se ti dicono che se metti le dita nella presa di corrente rischi la scossa e tu insisti a dire che prendere la scossa è un tuo diritto e tanto un po’ di corrente non ha mai ucciso nessuno e la lobby degli elettricisti ce l’ha con te, allora mi spiace: sei scemo.
E con gli scemi non si perde tempo in spiegazioni. Ci provi una volta, perché è giusto provarci, dare una possibilità, ma quando vedi che non ti ascoltano ma anzi ti attaccano e ti insultano, allora lasci perdere.
Se lo scemo che rivendica il diritto di mettere le dita nella presa di corrente contro la “dittatura elettrica” si folgora e toglie la corrente al palazzo, allora gli altri inquilini che devono fare? Sopportare? Mettersi a discutere con chi dice che 220 volt sono troppi e forse 110 o 50 sarebbero meglio, anzi facciamo 12 volt e non se ne parla più? Dibattere se togliere tutte le prese elettriche in ossequio al “principio di precauzione”? O semplicemente levare la corrente a lui?
Quante cretinate, quanti cavillamenti su numeri, percentuali, “di / con / per” dobbiamo sopportare, quanti altri malati cronici e morti, quante altre ondate, quanti altri mesi di chiusure e mascherine dobbiamo pagare per colpa degli scemi irrecuperabili?
In conclusione, scusatemi la schiettezza: mi sono rotto i coglioni di sopportare le idiozie degli antivaccinisti. E anche quelle di quei colleghi giornalisti che, puttane del clic, soffiano sul fuoco pur di vendere qualche copia in più e compiacere l’omuncolo politico di turno.
E mi rassegno all’idea che l’appello al buon senso e alla solidarietà è fallito miseramente. Sarebbe ora di accettare questo fallimento.
—
Piccolo avviso finale: se mi insultate, verrete silenziati. Se esigete debunking su questa o quella affermazione sui vaccini, verrete silenziati. Se mi coinvolgete in battibecchi con gli antivaccinisti, verrete silenziati. Nessun preavviso, nessun meme con delfino, nessun appello.
Perché avete il sacrosanto diritto alla vostra opinione, ma io ho il sacrosanto diritto di non doverla ascoltare. E di non rispondere ai rompicoglioni attaccabrighe.
E per il vostro bene, vaccinatevi.
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Digital Marketing Automotive: vendere automobili online
Il Digital Marketing Automotive è essenziale per vendere automobili online e, dal 2020 in poi, il mondo del marketing digitale è diventato molto importante e competitivo. In Italia il settore…
L’articolo Digital Marketing Automotive: vendere automobili online scritto da Paolo Brambilla proviene da Assodigitale.
PubCast Season 2: turning passions into profits
PubCast is a podcast featuring the stories of website creators and app developers who turned their passions into profit with help from Google. In our second season of the series, you’ll hear from small business founders across the globe sharing how they launched their digital businesses and navigated challenges like the pandemic. Using AdSense, Ad Manager and AdMob to earn ad revenue, these businesses create free content, tools and resources that contribute to a thriving, open internet.
You can listen to the miniseries on the Talks@Google podcast channel — just look for PubCast in the episode title — or anywhere you find podcasts.
Check out our Season 2 episodes:
- Jessica Rovello | Building your favorite games and a thriving digital business: Jessica Rovello is the CEO and Co-Founder of Arkadium, a game development company that has built hundreds of games enjoyed on over 800 million devices worldwide. Arkadium has been voted one of Inc. Magazine’s best places to work and takes an employee-centric approach to growth.
- Dennis Littley | Helping the world create restaurant-quality food at home: Chef Dennis Littley got his start as a classically trained chef, and kindled his passion for teaching by creating a culinary program at the high school he worked at. Now, Chef Dennis works full time on his food and travel site, Ask Chef Dennis, helping people create restaurant-quality meals at home.
- Christeen Skinner | Bringing astrology online and building an audience from zero: Christeen Skinner is the Director of City Scopes, an astrology-focused company founded in 1998 in London. The company has grown to offer a variety of resources, like astrology sites, training courses, books and more. Christeen now focuses her time on expanding into other areas, such as using astrology to try to predict financial outcomes.
- Paul Husbands | Amplifying Caribbean artists on the world stage: Paul Husbands is the CEO and Founder of Selecta Charts, a first-of-its-kind music streaming platform for Caribbean artists. Since its launch, Selecta Charts has drawn thousands of listeners and propelled hundreds of artists to new heights.
- Horatiu Boeriu | From zero to millions: How BMW Blog drove to journalistic success: Horatiu Boeriu is the CEO and Founder of BMW Blog, a Chicago-based website dedicated to automotive journalism with a focus on the BMW brand. Horatiu transformed his website from a passion project into a respected media outlet in the car industry, and has grown his audience to several million car enthusiasts.
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How making lists became this entrepreneur’s brand
The day Saya Hillman got fired from her last full-time job in 2004, she made two lists. One was of all the things she wished she could get paid to do, no matter how ridiculous. The other was a list of names, ones that gave her a “warm and fuzzy” feeling, for the company she decided she would start. And so Mac & Cheese Productions℠ was born — and lists would become a big part of its success.
Saya had always made lists as a way to connect with people. She’d been sending emails to friends for a while, “really random lists of ‘here are things that I have found interesting,’” such as articles, tech gadgets and books. The feedback was great, and Saya realized it could be a great sales tactic for her new business. “I don’t have that used-car salesman, ‘buy me buy me’ feeling,” she says. “I’m just doing what I already love to do.’”
Today Mac & Cheese Productions℠ offers a wide range of resources, events and content designed to connect people and help them live aLife of Yes℠, a concept Saya created and defines as “making life easy and more fulfilling.” Her lists — which she sends out in newsletters and posts on her website — continue to serve as a gateway to attract more “Cheese-Its,” as she calls her followers.
While some lists are humorous and lighthearted, like Saya’s boyfriend criteria, she also offers practical ones — including her popularservice provider list. Even that one abides by Saya’s community-minded credo: She only includes providers who she has worked with directly or have been recommended by someone she knows and trusts.
Saya shared some tips on how lists can help attract attention to a website, and why they’re so integral to her brand.

One of Saya’s lists captures her “Life of Yes℠” philosophy.
You don’t have to reinvent the wheel
“I don’t think any of us are coming up with anything new — it’s all how you put your own personal spin on the thing,” says Saya. So while her list concepts might not be a novel idea, her whimsical approach — where lists for home office equipment recommendations and her own pet peeves are on the same page — is.
Lists also help busy people make sense of an overwhelming amount of information. “People are hungry for curators,” she points out. “That’s why lists are so popular. They’re easy to share, they’re easy to consume.”
Lists also align with her overall ethos for Mac & Cheese Productions℠. “One of my favorite things is helping people to be more efficient and create systems,” she says. “The list format lends itself to be productive and efficient and good at time management.”
Be authentic — but it’s OK to make money too
Trustworthy referrals and recommendations have been a huge part of Saya’s success. “People know you’re doing it because you actually love the product or the person,” she says, explaining she has never received money from anyone that she’s put on her service provider list or other recommendation lists. Instead, it’s a “win-win” that spreads goodwill and website traffic all around, and can eventually result in opportunities and income, if not always directly or immediately.
That said, she’s unapologetic about taking a piece of the pie through affiliate marketing and her paid marketing services, as long as the products and services meet her requirements. “You just have to share that upfront,” she says.
Use lists to expand your network and draw visitors
Saya uses lists strategically to grow her network and draw more visitors to her site. “I’m spending all this time curating and creating for free, but to get that information, you need to go to my website, instead of me just giving you the information,” she points out.
Tying lists to holidays, seasons or other events can also forge connections and drive engagement. For example, while most of her lists are evergreen, Saya also offers an annual gift guide where she tags the businesses’ or individuals’ Instagram accounts — which helps expand her reach. “I’m always thinking, how can you make what you create easy to share?” she says.
5 linguaggi di programmazione destinati a scomparire
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Nel 2020 l’ecosistema creativo YouTube in Italia ha contribuito per 190 milioni di euro al PIL del paese
YouTube, strumento importante per le piccole realtà imprenditoriali
- Il 75% afferma che YouTube ha avuto un impatto positivo sui loro obiettivi professionali
- Il 76% concorda nel dire che essere YouTuber fa provare un senso di identificazione e appartenenza.
- Il 70% concorda sul fatto che YouTube ha avuto un ruolo nell’aiutarle ad ampliare la propria base clienti,
- Il 75% ha convenuto che la presenza su YouTube aiuta a essere trovati dai clienti,
- Il 72% concorda sul fatto che YouTube le aiuta a raggiungere nuovi segmenti di pubblico in tutto il mondo.
Una vetrina globale per la cultura italiana
- Il 75% degli italiani intervistati conferma che YouTube permette loro di fruire di contenuti a cui non potrebbero accedere diversamente,
- Il 65% degli imprenditori della creatività concorda sul fatto che YouTube permette loro di esportare i propri contenuti a un pubblico internazionale a cui altrimenti non avrebbero accesso.
- Più della metà dei creativi italiani è d’accordo nel dire che l’accesso a un pubblico al di fuori dell’Italia è essenziale per la sostenibilità del loro canale.
YouTube è il luogo a cui le persone si rivolgono per imparare
- Il 92% ha riferito di usare YouTube per informarsi e ampliare le proprie conoscenze,
- Il 57% è concorde nell’affermare che YouTube è stato fonte affidabile di informazione fin dall’inizio della pandemia a Covid-19,
- Il 69% concorda sul fatto che YouTube è stato utile dall’inizio della pandemia da Covid-19.
YouTube promuove la diversità culturale
- Il 61% delle imprese nell’UE con un canale YouTube che si occupano di musica, media e intrattenimento concorda sul fatto che YouTube gioca un ruolo positivo nel promuovere la diversità tra gli autori.
- Il 65% delle imprese nell’UE con un canale YouTube che si occupano di musica, media e intrattenimento concorda sul fatto che YouTube ha aumentato la presenza di talenti creativi nel settore.
- L’83% degli utenti italiani concorda sul fatto che YouTube ospita contenuti legati alla diversità.
La metodologia
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La Nike lancia Nikeland, il suo spazio digitale nel Metaverso
Designing a new local product for French urban readers
Editor’s Note from Ludovic Blecher, Head of Google News Initiative Innovation:The GNI Innovation Challengeprogram is designed to stimulate forward-thinking ideas for the news industry. The story below by Pascal Brouet, EBRA COO and Local Pulse Project Director, is part of an innovator seriessharing inspiring stories and lessons from funded projects.
When I took on the job of leading digital transformation for the French local daily newspaper group EBRA in 2018, print circulation was falling. The challenge for our future was revealed in our data — while circulation in the countryside was holding up, there was a sizable opportunity for expansion in metropolitan areas. And so our three-pronged internal project (at that time code-named “Local Pulse”) was conceived.
Working with Google
We applied for the Google News Initiative’s DNI Fund, spelling out how we wanted to: (1) win back urban readers with a new editorial offering for each of the main cities covered by EBRA brands, (2) deliver that news through a mobile platform more attractive to urbanites and (3) ensure its sustainability with a subscriber-led business model.
The starting point for the work was a survey of more than 1,200 urban readers to get a better understanding of their consumption of local information, their main topics of interest, and most pressing concerns in their day-to-day life. We used their input and feedback to define an editorial mix and value proposition with some key principles:
- Dedicated journalists on the project
- A limited number of useful, essential and deeper-dive articles covering city life, without an information overload
- A brand refresh and new style guide for the design and reading experience within a mobile app
Our editorial purpose required us to define a new revenue model mainly based on subscription and native advertising, breaking with the old advertising models which could only deliver results with mass audiences. Marketing this model — without any previous experience of this type of model — continues to be one of the biggest challenges for commercial teams and was exacerbated further by the impact of the COVID-19 pandemic.
It also posed a challenge for our core editorial teams. During the beta phase in spring 2021, we did not completely succeed in delivering our editorial promise and value proposition. Over two weeks, we exposed our daily editorial mix to more than 200 beta-testers and as a result of the insights, refocused the editorial team on original local news rather than lifestyle content.
Launching ASAPP
In the Fall of 2021, after two years of work with the support of the DNI Fund, Local Pulse gave birth to ASAPP — a mobile app designed for younger, urban readers — and launched in Lyon and Strasbourg. The first results of ASAPP seem positive: 2,000 registered users and high engagement with an increased number of page views per visit (about 10 page views per visit),and high engagement rates with social communities (especially on Instagram, with 150,000 page views in the first month). Over the next three months, we will continue to improve user experience and specific benefits for subscribers before launching ASAPP in more metropolitan areas.












