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Alex Jones, milionario della menzogna, condannato
Alex Jones, il sostenitore di infinite tesi di complotto tanto caro a parecchi complottisti nostrani, deve pagare il conto per le fandonie oscene che ha smerciato in questi anni. Fandonie oscene come quella, detta e ridetta nei suoi video interminabili su YouTube, che i bambini uccisi nel 2012 nella strage della scuola elementare di Sandy Hook, negli Stati Uniti, e i loro genitori sarebbero tutti in realtà attori pagati dal governo americano.
Ora Alex Jones è sotto processo e una giuria lo ha condannato all’unanimità a pagare oltre 45 milioni di dollari di danni come punizione e in parte come risarcimento a una di quelle famiglie. Famiglie che, nei dieci anni passati dopo la tragedia nella quale hanno perso i propri figli, spesso hanno dovuto scappare e cambiare casa, perché i seguaci di Alex Jones li perseguitavano, grazie anche al fatto che Jones divulgava nei suoi video i loro indirizzi di abitazione.
Ma lo faceva intanto che vendeva kit di sopravvivenza e prodotti pseudomedicinali e quindi i soldi per pagare quella cifra li ha. Eh sì: quello che molti pensano sia una “voce libera”, uno che “dice le cose come stanno”, uno che “parla fuori dal coro” ha ammassato oltre 130 milioni di dollari dicendo le stesse fesserie di Napalm 51 ma parlando sul serio. Così sul serio da essere stato anche elogiato da Donald Trump.
Alex Jones si è fatto le ossa con le tesi di complotto sugli attentati dell’11 settembre 2001: su Undicisettembre.info trovate il repertorio delle sue accuse, totalmente infondate ma accolte a braccia aperte da persone come Maurizio Blondet.
I messaggini trovati sul telefonino di Jones documentano che le sue aziende (sì, il guru complottista che lotta contro il potere e che si atteggia a “uno di noi” è un imprenditore che ha una rete di aziende) nel 2018 incassavano fino a 800 mila dollari al giorno.
La BBC riassume i momenti salienti del processo qui, con le false testimonianze di Jones, il confronto diretto con le famiglie colpite dalla strage di Sandy Hook, e lo shock di Alex Jones nello scoprire che il suo avvocato difensore ha fatto avere per errore all’accusa tutto il contenuto del suo telefonino, compresi messaggi enormemente incriminanti. Trovate altre info su Il Post.
Se vi chiedete come mai ci sono così tante notizie false in giro, questo è uno dei motivi: raccontar balle, aizzare l’odio, fa diventare milionari. Non sono pensatori indipendenti o combattenti contro il sistema: sono ciarlatani arraffasoldi. La loro ambizione non è salvare il mondo, ma fare soldi come Alex Jones.
Li ospitate in TV? Siete complici.
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