Helping digital news outlets serve local communities
Journalism has always been about bringing communities together, and delivering information that is valuable to them. But traditionally, the most influential outlets have focused on serving the majority, often inadvertently leaving people behind. The result is entire communities who are unable to find quality journalism which reflects their lives and values.
Today, it’s possible for digital publishers to reach local and niche audiences online with journalism readers care about and can see themselves in. Despite this, we know that achieving financial sustainability as a digital news business is often a major challenge.
That’s why we at Media Lab Bayern are partnering with the Google News Initiative and the European Journalism Centre to launch the GNI Startups Lab Europe – an intensive six-month accelerator program designed to help a group of up to 12 early-stage digital news organisations find solid financial footing.
The program has been designed specifically for news startups producing original content, drawing on our team’s collective expertise. This will be the GNI’s fourth Startups Lab, following runs in Brazil, North American and Hispanoamérica. The European Journalism Centre brings their deep domain knowledge and vast network from across the continent. We at Media Lab Bayern will leverage our experience as a media innovation hub for more than 200 European media startups over the past six years. During this time, we have learned how startups can build a sustainable business, with the three most important things to get right being building something your users need, getting the word out and finding a viable business model.
That’s why we have structured the program into three phases:
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In the first two months we’ll work with the participating teams on their product and team. Which audience do they serve? Which problems do they solve for them? And do they have the resources inside their team to build an amazing product?
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In the middle months, we provide inspiration on how to grow an audience. Do they have the right marketing strategy? How big is the addressable market?
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And finally, for the final two months of the program we will help them develop a sustainable business model — something which no company can survive without. How many income streams do they have and what might be unconventional ways to monetize their content? Experimentation will be a key element of this phase, as there is no one-size-fits-all solution.
The GNI Startups Lab Europe will start this November. You can learn more and apply here; applications are open until September 20, 2021. If you are an early-stage digital news publisher who is passionate about reaching an underserved community then we want to hear from you.
Together we can build a sustainable future for digital news, so every European who searches for a community can find exactly what they are looking for.
Samsung, i nuovi pieghevoli sostituiranno i Galaxy Note 21?
50 anni fa, la prima missione lunare con auto elettrica: Apollo 15
Esattamente cinquant’anni fa al momento in cui scrivo queste righe, tre uomini erano in viaggio verso la Luna per una delle missioni spaziali più spettacolari di sempre. Con la missione Apollo 15, la NASA non solo ambiva a far arrivare due dei tre astronauti sulla Luna, in diretta TV mondiale, come nelle missioni precedenti: voleva anche farli viaggiare sulla superficie lunare usando un’automobile. Mentre Al Worden restò in orbita lunare, lanciando un satellite e svolgendo esperimenti scientifici e mappature fotografiche di altissima precisione della Luna, Dave Scott e Jim Irwin furono i primi esseri umani a viaggiare su un’auto al di fuori della Terra.
E che automobile. Interamente elettrica, con quattro motori indipendenti e quattro ruote sterzanti, comandata tramite un joystick, capace di portare due persone in tuta spaziale e i loro attrezzi, dotata di navigatore (basato su un sistema di sensori inerziali) e di telecamera e trasmettitore TV e soprattutto leggerissima (200 kg sulla Terra) e ripiegabile per poter essere alloggiata in uno scomparto del Modulo Lunare, il veicolo di allunaggio. Si chiamava Lunar Roving Vehicle, e in questo debutto trasportò gli astronauti per una trentina di chilometri, allargando enormemente il loro raggio esplorativo, visto che prima erano costretti a camminare dentro le loro rigidissime tute spaziali (leggermente migliorate per questa missione rispetto alle precedenti).
Apollo 15, la prima delle missioni più strettamente scientifiche del progetto lunare statunitense, partì dalla Florida il 26 luglio 1971 a bordo di un vettore Saturn V. Il modulo lunare Falcon, con Scott e Irwin, atterrò sulla Luna il 30/7/1971, alle 22:16:29 UTC, vicino al Mare Imbrium (Mare delle Piogge).
Scott e Irwin effettuarono tre escursioni lunari in aggiunta a una stand-up EVA: Scott, in tuta spaziale, si sporse all’esterno dal condotto di attracco del modulo alla sommità del veicolo e perlustrò visivamente e fotograficamente la zona circostante per circa mezz’ora.
I due astronauti restarono sulla Luna per due giorni, 18 ore e 54 minuti, raccogliendo 77,3 kg di rocce lunari e scattando 1151 fotografie in aggiunta alle trasmissioni televisive in diretta (incluso il decollo del LM) e alle riprese cinematografiche su pellicola. Nel loro bottino geologico ci fu la Genesis Rock, una delle pietre lunari più antiche mai recuperate (oltre 4 miliardi di anni).
Questa è la missione durante la quale Scott lasciò cadere simultaneamente una piuma e un martello per confermare l’ipotesi di Galileo sulla caduta identica dei corpi nel vuoto e collocò di nascosto sulla Luna una statuetta, il Fallen Astronaut, per commemorare gli astronauti statunitensi e i cosmonauti sovietici caduti dei quali si era a conoscenza all’epoca.
Come se tutto questo non bastasse, durante il viaggio di ritorno Al Worden fece la prima passeggiata spaziale nello spazio profondo, fra Terra e Luna, per recuperare le pellicole delle fotocamere automatiche di ricognizione.
La missione si concluse il 7 agosto 1971 con un ammaraggio nell’Oceano Pacifico dopo 12 giorni, 7 ore e 11 minuti.
Se l’argomento vi interessa, l’amico Gianluca Atti, collezionista di cose lunari e spaziali, e il sottoscritto vi offrono Apollo 15 Timeline, un sito-blog interamente in italiano che contiene una cronologia e un racconto della missione, con tante foto di altissima qualità, video restaurati, e trascrizioni e scansioni degli articoli comparsi all’epoca sui giornali e sulle riviste in Italia. Rileggere quella prosa e pensare con quali mezzi fu possibile scriverla è un tuffo nella nostalgia e anche un confronto impietoso con il giornalismo divulgativo di oggi.
Consiglio anche gli articoli di Astronautinews (in italiano) dedicati alla missione, scritti oggi come se fossero redatti da un viaggiatore nel tempo.
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La Combriccola, da un’idea di Filippo Marciano’
Lo speaker Filippo Marciano’ continua a condurre, con grande successo di pubblico, il pomeriggio di Radio Number One, dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 17. L’idea di Marciano’ è…
L’articolo La Combriccola, da un’idea di Filippo Marciano’ scritto da Paolo Brambilla proviene da Assodigitale.
Leveling the playing field in sports — and at Google
As a middle schooler, Mackenzie Thomas would wake up at 5 a.m. to watch SportsCenter. “I hoped to see my childhood heroes Mia Hamm, Briana Scurry and Lisa Leslie,” she says, “but instead I memorized tons of MLB and NBA scores.” Even then, she saw how differently the media celebrated women athletes compared to men. Now she’s dedicated to driving equity on and off the court.
Today Mackenzie leads marketing inclusion, and her days are spent asking hard questions and ensuring that Google is focusing on historically underrepresented voices in tech and in media, where only 4% of television sports coverage is dedicated to women’s sports, for example. And she’s a core member of the team responsible for driving Google’s partnership with the WNBA and National Women’s Soccer League (NWSL).
Fresh off of Google’s sponsorship of the WNBA All-Star Game and presentation of ESPN Film’s latest 30 for 30 documentary featuring Maya Moore — and as we prepare to watch the world’s top athletes compete in Tokyo — we talked to Mackenzie about Google’s efforts to bring equity to sports and what it means to her personally.
FLY FREE AIRWAYS SI PRESENTA SUL MERCATO, E FA SUBITO IL PIENO
In corso l’aumento di capitale. Fly Free Airways ha spiegato il proprio modello di business e le attività di tour operator a una platea di quasi 100 investitori Grandissima affluenza…
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Quiz: l’aumento di CO2 nell’aria causa i cambiamenti climatici. Ma allora perché è permesso venderla per rendere frizzante l’acqua?
Sfogliando un catalogo online mi è venuta spontanea una riflessione. Le automobili vengono tassate in base alle loro emissioni di CO2. I processi produttivi sono gravati da una tassa sull’anidride carbonica generata; idem i combustibili per riscaldamento. È la cosiddetta carbon tax. In Svizzera, per esempio, questa tassa incide per circa 30 centesimi di franco su ogni litro di olio da riscaldamento e aumenterà nel 2022.
La preoccupazione per i cambiamenti climatici è incentrata in gran parte sull’aumento della CO2 nell’atmosfera, che produce un effetto serra che aumenta la temperatura media planetaria. Dovremmo, insomma, fare di tutto per evitare di produrre e rilasciare CO2.
In queste condizioni, non è assurdo che invece la CO2 venga addirittura messa in vendita in bombolette, oltretutto per un’applicazione decisamente superflua come gasare l’acqua da bere? Ci sveniamo per ridurre le emissioni di anidride carbonica e poi andiamo a comprarla e la rilasciamo in atmosfera? Pare un controsenso.
Non ho ancora una risposta. Voi cosa riuscite a scoprire?
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An expanded skills program to empower Singaporeans
Like many young people in Singapore last year, Gaviota Rajendhiran graduated in a tough environment. The economic impact of COVID-19 meant there were fewer jobs to apply for and more competition for the positions that were available. So when she heard about Skills Ignition SG, a Grow with Google program, Gaviota rushed to put in an application — earning a placement with Omnicom Media Group. She impressed the team there so much that they offered her a full-time job, making her one of eight Skills Ignition trainees to secure permanent roles with Omnicom.
Gaviota’s story is testament to her talent and determination. But it also shows the power of governments and businesses working together to create opportunity. We created Skills Ignition last year as a partnership between Google and three Singapore government agencies: the Economic Development Board, Infocomm & Media Development Authority and SkillsFuture Singapore. The program equips trainees with the skills they need for an economy becoming increasingly reliant on technology — helping build a talent pipeline that will benefit Singapore for years to come.
When we launched Skills Ignition, we set a goal of training 3,000 Singaporeans and permanent residents: 2,400 through online vocational training and 600 through a combination of online training and on-the-job learning with 38 (and counting) global and local host companies. We’re on track to meet that target, and 90% of the trainees who’ve been through the program so far feel it’s allowed them to gain the right skills to succeed in the digital economy. The 100 trainees we hosted at Google certainly made a huge impact with their energy and enthusiasm.
Xiaomi presenta in Italia cinque nuovi prodotti smart
Le 5 migliori app di intrattenimento in Italia
La necessità di ritagliarsi degli spazi per se stessi, magari attraverso dei passatempi che possano divertirci, è quasi una scelta fisiologica. In nostro aiuto viene senza dubbio la tecnologia che…
L’articolo Le 5 migliori app di intrattenimento in Italia scritto da YOUR_DIGITAL_VOICE! proviene da Assodigitale.











