TIM saluta Huawei: niente rete 5G italiana per l’azienda cinese
TIM ha deciso di escludere Huawei dalla costruzione dell’architettura legata alla rete 5G. Una notizia inaspettata, considerando che l’azienda cinese era uno dei partner più importanti già indicato dall’operatore telefonico italiano per la gestione dell’infrastruttura (il 40% era stato affidato a Huawei, mentre il 60% a Ericsson). A dispetto delle motivazioni ufficiali addotte da TIM, ovverosia che il gruppo preferisce rivolgersi esclusivamente a Nokia ed Ericsson per una questione di costi-benefici, la scelta di escludere Huawei sembrerebbe in realtà rientrare all’interno di una situazione politica internazionale che vede contrapposti due veri e propri schieramenti relativi alla questione cybersicurezza delle reti mobili, anche se questo tipo di infrastruttura in Europa, ovverosia il Radio Access Network (RAN), non ha ufficialmente mai generato troppe preoccupazioni.
Trek It!, stasera su RaiQuattro la storia dei fan italiani di Star Trek
Questa sera, poco prima delle 23, andrà in onda in prima visione su RaiQuattro Trek It! – La vera storia degli appassionati di Star Trek in Italia, il documentario di Marcello Rossi e Roberto Baldassari dedicato al fandom italiano di Star Trek, condotto dallo scrittore e storico della fantascienza Giovanni Mongini.
Io l’ho visto in anteprima: non vi faccio spoiler, ma posso dirvi che contiene tantissimi momenti e tante confessioni personali che in qualunque fan di Star Trek, ma in generale in qualunque appassionato di qualunque serie di fantascienza, produrranno sorrisi di gioia e comprensione (“Sì! Anch’io sono così!!”). Vi faranno capire che non siete soli, non siete strani: c’è tanta gente come voi e come noi, tutta convinta di essere un’isola anomala in un oceano di “normali”.
Queste persone, una o due volte l’anno, ormai da decenni, si radunano in convention come la StarCon per ritrovarsi e celebrare la propria passione, non solo per Star Trek ma per la fantascienza in generale e per la scienza e per quella speranza positiva che rappresentano. Io sono orgogliosamente uno di loro (mi scorgerete fra gli intervistati). Se vi siete mai chiesti cosa avvenga realmente durante una convention di fantascienza e come sia possibile che un gruppetto di appassionati (molti dei quali ormai sono serissimi professionisti in posti di responsabilità insospettabili) possa riuscire a far arrivare in Italia gli attori protagonisti delle serie TV, a costruire un intero ponte di comando di un’astronave, a fare beneficenza o a portare qualcosa nello spazio, è la vostra occasione per scoprirlo.
Trek It! è un bellissimo tributo al fandom, all’orgoglio di avere una passione e di essere considerati diversi ma apprezzati per la propria diversità e unicità, alle difficoltà e ai drammi che purtroppo avvengono in ogni grande famiglia. Guardatelo: vi riconoscerete in molte delle cose che vedrete e sentirete, sorriderete e vi commuoverete.
Il documentario ha richiesto quattro anni di lavorazione ed è stato realizzato con interviste in sette diverse città e con la collaborazione dello Star Trek Italian Club – Alberto Lisiero. Qui sotto trovate il trailer; la pagina Facebook è qui; la recensione di Fantascienza.com è qui; l’intervista di InGenereCinema ai realizzatori è qui su Instagram. Non guardare questo documentario stasera sarebbe… illogico.
La prossima StarCon è prevista per novembre 2021. Siateci.
Hear educators’ stories this Teacher Appreciation Week
Editor’s note: In honor of Teacher Appreciation Week, 2020 National Teacher of the Year Tabatha Rosproy is sharing her story, as well as some of the ways Google is supporting teachers this year.
Every year, Teacher Appreciation Week falls near the end of the school year, which is an emotional time for many teachers. Saying goodbye to our students is always tough, and after a year of educating during a pandemic, those emotions are more prominent than ever.
As National Teacher of the Year, I’ve had the honor of hearing hundreds of teachers’ stories over the past 12 months. I can say with confidence that this year, educators have truly given everything they have. There are the things people see, like teaching lessons, holding meetings and keeping kids on track academically. But there is also work most people don’t see, like the 14-hour days, or the extra mile we go to comfort children who are not our own. Those invisible moments are a critical piece of every teacher’s story.
So this week, I hope that you’ll join us in listening to teachers’ stories to uncover some of these invisible moments — and celebrating the teachers who have shaped your own story.
Sharing teachers’ stories with StoryCorps
In addition to today’s Doodle, which includes five teacher stories from the StoryCorps archives, Google and the Council of Chief State School Officers (CCSSO) are teaming up to support StoryCorps’ new Thank an Educator campaign. Anyone can use StoryCorps’ self-directed recording tools to record their stories, so you can grab a friend or family member and start reflecting upon the ways in which your favorite teacher changed your life. In the midst of one of the most challenging school years to date, the campaign hopes to spark a moment of gratitude for teachers everywhere. Be sure to check out their website to hear my recording and those from other 2021 State Teachers of the Year.
Escucha las historias de los educadores en esta Semana de Apreciación del Profesor
Nota: En honor a la Semana de Apreciación al Profesor, la Profesora Nacional del Año 2020 Tabatha Rosproy nos comparte su historia, así como algunas de las formas en que las que estamos apoyando a los maestros este año.
Cada año, la Semana de Apreciación al Profesor llega en un momento emotivo para muchos maestros, alrededor del final del ciclo escolar. Decir adiós a nuestros estudiantes siempre es difícil, y después de un año de educar durante una pandemia, esas emociones se vuelven más intensas que nunca.
Como Profesor Nacional del Año, he tenido el honor de escuchar cientos de historias de maestros durante los últimos 12 meses. Puedo decir con confianza que este año, los educadores realmente han dado todo lo que tienen. Hay cosas que la gente ve: cómo se dan las clases, se hacen reuniones y cómo mantienen a los niños en su recorrido académico. Pero también hay un trabajo que la mayoría de la gente no ve: las jornadas de trabajo de 14 horas o los esfuerzos extras que realizamos para consolar a los niños que no son nuestros. Esos momentos invisibles son una pieza fundamental de la historia de todo maestro.
Así que esta semana, espero que se unan a nosotros para escuchar las historias de los maestros, descubran algunos de estos momentos invisibles y celebren a los maestros que han dado forma a su propia historia.
Compartiendo historias de profesores con StoryCorps
Además del Doodle de hoy, que incluye cinco historias de maestros de los archivos de StoryCorps, Google y el Consejo de Jefes Estatales de Educación (CCSSO) se están uniendo para apoyar la nueva campaña de StoryCorps:Agradece a un Educador. Cualquiera puede usar las herramientas de grabación autodirigidas de StoryCorps para grabar sus historias. Así que llama a un amigo o familiar y comienza a reflexionar sobre las formas en las que tu profesor favorito cambió tu vida. En uno de los años escolares más desafiantes hasta la fecha, la campaña espera generar un momento de agradecimiento para los maestros de todo el mundo. Asegúrate de visitar el sitio web para escuchar mi grabación y las de otros ganadores del título de Profesor del Año.
VanityClass, diretta da Francesca Lovatelli Caetani, on line dal 3 maggio
Una nuova testata telematica autorevole e con firme prestigiose del mondo dello spettacolo e del giornalismo, edita dalla casa di produzione LC Production dell’imprenditore Luca Contini. La nuova realtà editoriale, on line all’URL www.vanityclass.it, diretta dalla giornalista Francesca Lovatelli Caetani, proporrà notizie e approfondimenti quotidiani con l’intento di costituire un’autentica novità nel campo dell’informazione: si presenta come un progetto ambizioso non tenderà solo a valorizzare non i contenuti, ma anche a dar voce e visibilità…
L’articolo VanityClass, diretta da Francesca Lovatelli Caetani, on line dal 3 maggio scritto da Paolo Brambilla proviene da Assodigitale.
WhatsApp: la revisione dei messaggi vocali
I messaggi vocali sono una delle funzionalità più apprezzate dagli utenti che utilizzano WhatsApp, ma anche altre app di messaggistica in generale. Negli ultimi mesi c’è stato un ulteriore boom nella condivisione e nella trasmissione degli audio, principalmente per via del successo di Clubhouse. Per rincorrere il nuovo social sul terreno dei podcast, molti social network e app si sono aggiornate in modo da potenziare appunto le funzioni legate agli audio ed è anche per questo che WahtsApp sta lavorando ad un restyling che vada in questa direzione.
Rientro e ammaraggio notturno di una Crew Dragon, si conclude la prima missione operativa con equipaggio di SpaceX
Stanotte la capsula Resilience, una Crew Dragon di SpaceX, si è sganciata autonomamente dalla Stazione Spaziale Internazionale ed ha effettuato un rientro automatico, riportando sulla Terra quattro astronauti (Michael Hopkins, comandante; Victor Glover e Shannon Walker, astronauti NASA; Soichi Noguchi, astronauta dell’agenzia spaziale giapponese) con un ammaraggio notturno nel Golfo del Messico.
Gli astronauti, reduci da cinque mesi e mezzo a bordo della Stazione, sono rimasti a bordo della capsula fino al momento in cui è stata caricata a bordo della nave appoggio, dalla quale sono poi tornari sulla terraferma con un volo in elicottero.
La decisione di effettuare un rientro notturno è stata presa per via delle condizioni meteorologiche, che avevano già portato a un rinvio di diversi giorni del rientro e che secondo le previsioni sarebbero peggiorate nei prossimi giorni.
Si è concluso così il Crew-1, il primo volo operativo del veicolo di SpaceX: per gli statunitensi è il primo ammaraggio notturno dai tempi di Apollo 8, nel 1968. Nel 1976 i russi effettuarono un “ammaraggio” imprevisto, quando la capsula Soyuz finì in un lago invece di atterrare sulla terraferma.
Il video qui sotto consente di apprezzare le operazioni di recupero e di estrazione degli astronauti, molto differenti da quelle tradizionali alle quali ci hanno abituato le storiche immagini delle missioni Apollo: al posto di una portaerei, una piccola nave apoggio; immagini a infrarossi in diretta; riprese in HD, anch’esse in diretta, delle operazioni di aggancio e caricamento a bordo. Notate anche che la capsula (a 1:31:00 circa nel video) viene fatta scorrere, una volta issata a bordo, fino a una passerella sulla quale gli astronauti escono in piedi abbastanza agevolmente. Non è il lusso della scaletta aeroportuale degli Shuttle, ma non è neanche il rustico scivolo di metallo dei recuperi delle Soyuz sulla terraferma.
Fonti: NASA; NASA; SpaceflightNow,.
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Hyundai Ioniq 5: 18 minuti per caricare 270 km
Robert Llewellyn (sì, quello di Red Dwarf) ha provato in anteprima la Hyundai Ioniq 5. Non si sanno ancora prezzi e dimensioni, ma si sa già che quest’auto indica chiaramente quanto è rapida l’evoluzione dei veicoli elettrici.
A parte le invidiabili telecamere laterali che mostrano il bordo della strada quando si curva o fa manovra, c’è la possibilità di usare l’auto come fonte di corrente a 220 volt (fino a 3,6 kW): l’auto diventa generatore d’emergenza per la casa, energia portatile per un pic-nic, quello che volete, con un piccolo accessorio che trasforma la presa di ricarica in una presa elettrica domestica. La si può usare persino per caricare un’altra auto elettrica, in emergenza.
Inoltre c’è la ricarica rapida a 800 volt e fino a 350 kW, che porta la batteria dal 10% all’80% in 18 minuti. I tempi di ricarica, che oggi sono la fonte principale delle critiche verso le auto elettriche, stanno insomma diventando paragonabili a quelli del rifornimento di carburante. Diciotto minuti sono il tempo che serve per fermarsi a fare pipì, prendere un caffé e fare uno spuntino (o un pisolino nei comodissimi sedili anteriori, se non avete passeggeri dietro).
Non si fa neanche in tempo a pranzare o cenare, e l’auto è già pronta per fare altri chilometri.
Questo è un time-lapse della ricarica rapida: notate che a differenza di quasi tutte le altre auto, la ricarica non rallenta granché man mano che la batteria si “riempie” e resta sempre sopra i 100 kW.
Quanti chilometri si ricaricano in quei 18 minuti? Se ho fatto bene i conti, con una batteria da 78 kWh (descritta a 3:30) e stimando 5 km di autonomia a velocità autostradale per ogni kWh, un “pieno” (che si fa a casa, prima di partire, sulla presa domestica) offre circa 390 km di autonomia. Dopo 350 km si arriva ad avere il 10% di carica residua (7,8 kWh), che in 18 minuti di colonnina rapida si portano all’80% (62,4 kWh), caricando quindi 54,6 kWh, equivalenti a circa 270 km.
Insomma, 620 km di autonomia con 18 minuti di ricarica. I prezzi saranno ancora piuttosto elevati (intorno ai 30-40.000 dollari), ma credo che queste caratteristiche possano realisticamente coprire buona parte delle esigenze comuni anche per i viaggi lunghi, perché a questo punto il limite non è l’autonomia dell’auto: è l’autonomia della vescica.
Per chi avesse dubbi o domande sul mondo dell’auto elettrica, ricordo il mio blog-libro gratuito Fuori di Tesla.
Fonti aggiuntive: Electrek, Electrek.
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