Vivo X80 Pro: potrebbe essere orientato al gaming?
Quando alla NASA girano i volani: come variare l’assetto di 420 tonnellate in orbita
Ospito con molto piacere un nuovo articolo scritto per questo blog dall’amico Paolo G. Calisse, astronomo che ha lavorato per vari progetti come ALMA, Simons Observatory, CTAO e primo italiano a trascorrere un anno intero al Polo Sud, sempre lavorando come astronomo al locale osservatorio. In questo articolo spiega bene un aspetto poco conosciuto delle attività spaziali e in particolare della Stazione Spaziale Internazionale: come si mantiene o si cambia l’assetto di un veicolo spaziale orbitante? – Paolo
Giroscopi e ruote di reazione
Alcune recenti dichiarazioni riguardanti la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) fatte da Dmitry Rogozin, capo dell’Agenzia Spaziale Russa Roscomos, hanno suscitato un certo sconcerto tra gli appassionati del settore e nel grande pubblico. Una delle minacce derivanti da queste dichiarazioni sarebbe infatti quella di far rientrare la Stazione in maniera incontrollata, con la possibile caduta di frammenti su zone abitate, in caso di esclusione della Russia dagli accordi di collaborazione con NASA ed ESA a causa della guerra in Ucraina.
Rogozin ha infatti affermato che in caso di perdita dell’appoggio russo alla Stazione Spaziale Internazionale si renderà impossibile compensare la progressiva perdita di quota dovuta all’attrito aerodinamico (che esiste anche a 400 km dalla superficie terrestre, dove orbita la Stazione) senza l’ausilio delle navicelle russe. Questa operazione viene detta reboost.
Già deorbitare la ISS alla fine della sua vita operativa sarà comunque un’operazione estremamente delicata, che richiederà un’accurata
Tutto bene, sembrerebbe, ma il problema è che prima o poi l’asse di rotazione del CMG si allineerà con la forza applicata. A quel punto il sistema non sarà più in grado di creare alcuna coppia e bisognerà riportare i giroscopi nella posizione iniziale e si dirà che il CMG è saturato. A questo punto, come già visto con le ruote di reazione, l’unica soluzione è utilizzare gli RCS, con conseguente consumo di propellente e produzione di gas di scarico.
La desaturazione del CMG avviene più di frequente dei reboost, soprattutto dopo operazioni come il docking (attracco) e l’undocking (sgancio) di una navicella, o una EVA (Extra Vehicular Activity) che, come già detto, richiedono una variazione nell’assetto della ISS, sia all’inizio che alla fine. In più, i retrorazzi dovranno puntare nella direzione giusta (altrimenti la ISS, invece di ruotare, cambierebbe parametri orbitali) e in maniera estremamente precisa per non creare rotazioni non volute.
Inoltre l’intero CMG deve essere estremamente affidabile per non incorrere mai in una saturazione completa con la ISS ancora in rotazione e per misurare con precisione la velocità angolare. Un satellite giapponese, Hitomi, realizzato con la partecipazione di NASA ed ESA, andò distrutto poco più di un mese dopo il lancio, nel 2016, a causa di una serie di malfunzionamenti ed errori progettuali presenti nel CMG di bordo che lo portarono a ruotare su se stesso a velocità tali da farlo disintegrare rapidamente. È chiaro che un rischio del genere è impensabile nel caso di un satellite con astronauti e/o cosmonauti a bordo come la ISS. Va anche considerato che se dovessero presentarsi dei problemi al CMG mentre la ISS è in rotazione su se stessa e fosse necessaria la desaturazione, sarebbe di fatto impossibile per una navicella di emergenza agganciarsi o sganciarsi dalla stazione, rendendo impossibile l’uso di retrorazzi.
Il sistema deve anche agire in “loop chiuso”, in quanto i razzi devono modulare la coppia con precisione per non consumare inutilmente propellente e per puntare in ogni istante nella direzione giusta. Le navicelle russe sono connesse al sistema direttamente. Le Dragon e le altre capsule USA, non essendo progettate per questo scopo, non sono al momento – a quanto ho capito, ma potrei essere smentito – in grado di garantire questo loop chiuso, il che richiederebbe una modifica progettuale importante.
Comunque sia, anche a causa della posizione dei retrorazzi su queste navicelle, l’operazione potrebbe non risultare molto efficiente. Ovviamente si potrebbe aggiornare una delle navicelle USA disponibili per svolgere questo compito al meglio. Ma la posizione dei retrorazzi sarebbe difficile se non impossibile da cambiare in un veicolo già in fase avanzata di progetto. Nella prospettiva realistica che la ISS venga decommissionata entro qualche anno e considerato il tempo tipico necessario per sviluppare, testare e validare anche minimi cambiamenti in questo settore, è improbabile che una soluzione arrivi in tempo utile.
Naturalmente questo scenario è ipotetico e resta altamente improbabile. Dichiarazioni a parte, le operazioni della Stazione Spaziale Internazionale continuano come al solito. Nonostante le minacce di Rogozin, astronauti e cosmonauti rientrano tranquillamente in Kazakistan. Insieme. Anche perché se proprio si volesse arrivare a dispetti reciproci e a voler danneggiare deliberatamente città ed infrastrutture di Paesi terzi al conflitto lo si potrebbe fare a terra molto più semplicemente. Senza dimenticare che, come notato da molte fonti, la Federazione Russa danneggerebbe prima di tutto se stessa e la sua unica possibilità di accesso allo spazio per molti e molti anni.
Paolo G. Calisse, astronomo ed appassionato di astronautica
Motorola: ecco tutti gli smartphone che arriveranno nel 2022
Amazfit GTS 2e, PRENDILO ORA a 89€ su Amazon
UTILE caricabatterie 2 Porte USB, REGALO su Amazon (7€)
Echo 4+lampadina Philips (E27) compatibile Alexa, BOMBA Amazon
Amazon: SSD SanDisk NVME da 500 GB tra le offerte di Primavera, prezzo BOMBA
iPhone 14 Pro: niente fingerprint in-display e nessuna lente periscopica
Apple sta testando un pieghevole da 9 pollici
In giro a costo zero col monopattino elettrico Xiaomi SCONTATO
MSI Cubi 5: miglior mini PC con i5 e supporto montaggio VESA ad un prezzo SUPER su Amazon
Questo Samsung Galaxy A52 5G lo porti via con niente (-38%)
Xiaomi Mi Vero, auricolari in SUPER OFFERTA: ora a 19€
CryptoChallenge: riuscite a decodificare questo (possibile) messaggio in codice di Star Trek?
Ho il sospetto che questa immagine tratta dalla seconda stagione Star Trek: Picard contenga un messaggio in codice. Come ho scritto altrove, il numero di telefono è reale (risponde una segreteria molto particolare), e quindi è possibile che quello schema circolare di vuoti e pieni non sia casuale.
Oltretutto lo stesso tipo di schema compare anche nella sigla di testa, ed è identico perlomeno nella parte inquadrata:
Se qualcuno sa usare Photoshop o simili per “srotolare” lo schema o riesce pazientemente a ricostruire lo schema leggendo le immagini, possiamo provare a interpretarlo. Non si vince nulla, che io sappia, ma se per caso il codice rivela come vincere qualche ricompensa o avere qualche chicca nascosta, la condividerò volentieri con chi mi ha dato una mano!
Ho provato a elaborarla un pochino per vedere meglio i dettagli: io conto 10 righe e 57 o 58 colonne. Partendo dalla destra della riga diametrale e andando in senso antiorario, leggo per esempio (con 1 = pieno, 0 = vuoto) 10-10-10-10-10, 01-00-10-10-00-11… e poi mi perdo. Idee?
Ho trovato un file STL per stampa 3D del biglietto da visita. Se è attendibile, questa dovrebbe essere un’immagine più facilmente decodificabile, perché è vista frontalmente:
Primi risultati: @massimomusante segnala che somiglia moltissimo a un annular barcode, le cui specifiche tecniche sono descritte qui. Interessante: questi annular barcode ospitano 56 caratteri (e io ne ho contati 57 o 58, forse sbagliando) e il loro bordo esterno alterna vuoti e pieni per fornire una linea di riferimento per gli scanner. Il presunto codice sul biglietto da visita in effetti ha un anello esterno che è quasi tutto composto da un’alternanza di questo tipo.
La ricerca continua…
18:45. Ecco uno “srotolamento” fatto da Lorenzo Poderi:
Il mio contributo. Ho corretto la prospettiva dell’immagine cercando di farla tonda più possibile e poi ho tracciato a mano tutte le linee. Alcune rimangono ambigue ma si dovrebbe riuscire lo stesso ad interpretare gli 0 e 1. pic.twitter.com/RIWeP6wPJw
— Lorenzo Poderi (@lorenzopoderi) April 2, 2022
2022/04/03 00:15. @leoschumy nota che codici di questo genere sono stati chiamati anche shotcode e risalgono al 1999 (Wikipedia). Il sito originale, Shotcode.com, non esiste più ma è archiviato su Archive.org. Forse qualcuno riesce a recuperare un software di decodifica?
Nei commenti, Nico Chiavegato suggerisce che si tratti di una codifica UTF-8 e ci sono vari tentativi di “srotolamento” (questo di Word Smuggler è particolarmente promettente); qui sotto vedete quello di Diego Cuoghi che riguarda l’annular barcode mostrato sopra). C’è anche un thread su Twitter con alcuni spunti.




















