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La strana storia dell’utente HME2 di Arpanet
È il 26 marzo 1976. Presso la sede del Royal Signals and Radar Establishment, un istituto di ricerca scientifica del Ministero della Difesa britannico situato a Malvern, nel Regno Unito e specializzato in telecomunicazioni, una donna si avvicina a un terminale connesso ad Arpanet, il precursore di Internet, e invia una mail con il seguente testo:
“This message to all ARPANET users announces the availability on ARPANET of the Coral 66 compiler provided by the GEC 4080 computer at the Royal Signals and Radar Establishment, Malvern, England. Coral 66 is the standard real-time high level language adopted by the Ministry of Defence.”
La donna, in altre parole, sta annunciando a tutti gli utenti di ARPANET che il compilatore per Coral 66, il linguaggio di programmazione realtime di alto livello standard adottato dal Ministero della Difesa del Regno Unito per i suoi computer, è disponibile online ed è fornito dal computer GEC 4080 presso l’istituto di ricerca stesso.
Un annuncio molto tecnico, insomma, che la donna firma usando il proprio nome utente: HME2. È l’acronimo di Her Majesty Elizabeth II, perché quel messaggio viene inviato appunto dalla regina Elisabetta II. Si tratta di una delle primissime mail mandate da un capo di stato.
Intendiamoci, quel giorno la regina Elisabetta non ha rivelato di essere segretamente una hackeressa smanettona d’informatica: l’account e il messaggio sono stati preparati per lei da Peter Kirstein, l’uomo che era riuscito nell’impresa tecnica e politica non banale di collegare il Regno Unito, e specificamente l’Università di Londra, alla nascente rete informatica internazionale ARPANET nel 1973.
Kirstein sarà poi uno dei principali artefici dell’adozione, una decina di anni più tardi, dei protocolli TCP/IP che permetteranno a computer di marche differenti di parlarsi usando una serie di regole condivise (un protocollo, appunto) e renderanno possibile Internet come la conosciamo oggi. La sua vicenda è raccontata in dettaglio in un articolo di Wired del 2012, che include questa foto della prima mail della regina Elisabetta.
Non sarà l’unico incontro della regina con la tecnologia: nel 1997 inaugurerà la prima versione del sito Web della famiglia reale (www.royal.uk), anticipando di vari anni persino molti giornali nazionali; nel 2007 lancerà il canale Youtube della famiglia (Youtube.com/c/TheRoyalFamilyChannel); nel 2010 arriverà su Facebook e nel 2014 manderà il suo primo tweet dall’account @RoyalFamily.
It is a pleasure to open the Information Age exhibition today at the @ScienceMuseum and I hope people will enjoy visiting. Elizabeth R.
— The Royal Family (@RoyalFamily) October 24, 2014
A marzo 2019 manderà il suo primo post su Instagram, dedicandolo al pioniere dell’informatica Charles Babbage.
Durante la pandemia da Covid-19, a giugno 2020 sarà la prima monarca del Regno Unito ad adottare le videoconferenze.
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Per dare un’idea di quanto sia cambiato il mondo nei suoi lunghi anni di regno, quando fu incoronata, a giugno del 1953, non esisteva la TV via satellite (anzi, non esistevano proprio i satelliti, visto che lo Sputnik fu lanciato nel 1957) e i segnali televisivi britannici non erano ricevibili nel continente americano se non in rare occasioni di riflessione della ionosfera e comunque con qualità scarsissima.
Per far vedere alla TV americana e canadese la cerimonia della sua incoronazione con il minimo ritardo possibile, fu necessario realizzare una staffetta tecnica senza precedenti: le immagini televisive, rigorosamente in bianco e nero, furono riprese con una cinepresa, su pellicola 35 mm (perché all’epoca non esistevano i videoregistratori su nastro), e le pellicole furono caricate man mano su bombardieri militari Canberra della RAF. Le pellicole furono sviluppate durante il volo transatlantico e poi proiettate davanti a una telecamera per diffonderle ai telespettatori d’oltreoceano qualche ora dopo l’evento.
Oggi abbiamo non solo la TV via satellite ma anche lo streaming in tempo reale, a colori e in alta definizione, via Internet.
Può sembrare strano con gli occhi ipermediatici di oggi, ma all’epoca la trasmissione televisiva dell’incoronazione fu accompagnata da alcune polemiche, perché si riteneva poco dignitoso aprire al pubblico questo momento così rituale della monarchia. Alcuni membri del Parlamento e della famiglia reale britannica si opposero a questa presunta mancanza di rispetto e all’idea che qualche suddito potesse, per dirla con le parole di un membro del Parlamento, “assistere a questa Cerimonia solenne e significativa tenendo al gomito una tazza di tè” (Science Museum). Ma la regina in persona insistette per fare la diretta TV.
Mica male, per il fantomatico utente HME2.
Fonti aggiuntive: CBC, Pro Video Coalition, Bamagz, BBC, TV Insider.
Photos gets a new look for Memories and a collage editor
When Google Photos launched Memories three years ago (almost to the day), it was the beginning of an ongoing evolution from an app where you store photos and videos to a place where you can reflect on meaningful moments. Since then, Memories has become one of Photos’ most beloved features, with more than 3.5 billion Memories viewed each month.
To make looking back on and sharing important moments easier, we’re rolling out the biggest update to Memories since its launch and giving you a new collage editor so you can easily make shareable creations.
Immerse yourself in your Memories
The redesigned Memories experience transports you back in time. With the update that starts rolling out today, you’ll see more videos — including the best snippets from your longer videos that Photos will automatically select and trim so you can relive the most meaningful moments. Even your still photos will feel more dynamic thanks to a subtle zoom that brings movement to your memories. And to bring it all together, next month we’ll start adding instrumental music to some Memories. It’s amazing how the combination of movement, video and music immerses you in your memories. I often catch myself rewatching these new Memories multiple times — especially those of my kids.
As always, you have the control to hide photos of certain people or time periods from showing up in Memories so you can relive the moments you want to.
See your Memories brought to life
When you have hundreds of photos, it’s hard to manually scroll through your library to relive important moments. That’s my favorite thing about Memories — Google Photos does the work of resurfacing those moments so you can reminisce. I love seeing my old photos in a new light with creative edits like animations, Cinematic photos and collages.
Cinematic photos — the vibrant, moving, 3D representations of your photos shown in Memories — have quickly become one of our most-saved visual effects since they launched in 2020. Soon, you’ll begin to see full Cinematic Memories that transform multiple still photos into an end-to-end cinematic experience, taking you back to that moment in time. Cinematic Memories will also have music, making your photos feel a little more like a movie.
Drawing inspiration from old scrapbooks, we’re also rolling out a new feature called Styles where graphic art is automatically added to your memories to make them pop. There will be several designs at launch, including limited-time styles from featured artists Shantell Martin and Lisa Congdon made just for Google Photos.

Share your Memories
Your Memories in Google Photos are only visible to you, but we know there are times when you may want to share them with family and friends. In fact, this has been the number one requested feature. I’m always eager to share Memories of a trip I took with friends or of my twins doing something cute. Today, we’re starting to roll out the ability to share entire Memories with your friends and family in just a few taps on Android (with iOS and Web coming soon), so they can view them right from Google Photos on any device.

Get creative with easy editing tools
Want to express your creativity and add your personal touch? Easy-to-use editing features, like smart suggestions and Real Tone filters, are a few of the ways you can do just that. And now, we’re adding a new collage editor (that starts rolling out today on Android and iOS).

With the new collage editor, you can easily create shareable collages. Pick your photos, select your design (including styles from featured artists) and easily rearrange the layout with simple drag-and-drop controls. You can even edit the photos right from the collage editor — adjust brightness or contrast, apply filters and more. Google One members and Pixel users can also use additional editing features like Portrait Light or HDR within their collages and access more than 30 additional designs.

Pick from unique styles, including ones from Lisa Congdon (left) and Shantell Martin (right).
Next time you’re feeling nostalgic or have a creative itch, just remember: Google Photos has easy ways to look back, share and edit your important moments in just a few taps.
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