Quest’angolo è stato scelto perché i veicoli russi che l’hanno parzialmente costruita e che la riforniscono decollano dal centro spaziale di Baikonur, che sta a 46° di latitudine, e la regola generale è che il lancio spaziale più efficiente (che richiede meno propellente a parità di massa da lanciare) colloca il veicolo in un’orbita inclinata con lo stesso angolo della latitudine di lancio (in modo da sfruttare al massimo la spinta aggiuntiva data dalla rotazione terrestre). Dal Kennedy Space Center si lancia solitamente a 28°, che è la latitudine del centro spaziale in Florida. Altre collocazioni orbitali sono possibili, ma richiedono piu propellente.
Però un decollo con una traiettoria inclinata a 46° farebbe sorvolare il territorio cinese ai lanciatori russi, e in caso di malfunzionamento una caduta in territorio cinese sarebbe decisamente imbarazzante, per cui da Baikonur si lancia normalmente con un’inclinazione maggiore (51,6°, appunto) che non sorvoli la Cina durante la salita verso lo spazio. Questa traiettoria è più dispendiosa, ma è politicamente necessaria.
Era più facile per gli americani usare una traiettoria di lancio meno efficiente, e quindi quando si negoziò la costruzione della Stazione si scelse quest’inclinazione orbitale di 51,6°, che ha oltretutto il vantaggio di consentire alla Stazione di sorvolare una porzione maggiore della superficie terrestre.
Infatti mentre la Stazione (come qualunque satellite) orbita sempre sullo stesso piano, mantenendo la medesima inclinazione rispetto al piano dell’Equatore, la superficie terrestre ruota, e lo fa a una velocità differente da quella della Stazione. Il risultato di questi due moti combinati è che la Stazione sorvola una fascia della superficie terrestre compresa fra due latitudini che equivalgono all’inclinazione del piano orbitale.
In parole povere: se l’orbita è inclinata a 51,6°, la Stazione prima o poi sorvola praticamente qualunque punto della superficie terrestre che si trovi fra 51,6° sopra l’Equatore e 51,6° sotto l’Equatore.
Questo produce una ground track (la traccia dei punti sopra i quali la Stazione sta perpendicolarmente nel corso delle sue orbite) che ha questa forma e che si sposta progressivamente rispetto alla superficie:
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