Matteo Flora ha pubblicato poco fa su Twitter questo suo resoconto dedicato alla vicenda dei “green pass” falsi offerti in vendita online. Leggete l’originale e condividetelo, visto che potrebbe educare qualcuno: lo riassumo qui ripulendo alcuni refusi. Il link in fondo porta a uno dei gruppi Telegram citati.
I #GREENPASS FALSI? UNA DOPPIA FRODE!
Può una truffa essere talmente bella da configurarsi come Arte? La risposta è sì, e la migliore è quella ai danni dei #NoVax che ha visto la luce nelle scorse ore.
Come forse sapete i “#NoGreenPass” hanno acquistato, a caro prezzo (150€-350€) su gruppi #Telegram che avete visto su tutti i quotidiani, dei documenti falsi nonostante fosse palese che i pass NON POTEVANO essere contraffatti.
Ora si sono aggregati in gruppi di “utenti delusi” quando hanno scoperto che il FOTTUTO GENIO dietro ai gruppi non può e vuole (ovviamente) consegnarli. Scoperto l’inghippo vogliono indietro i soldi, altrimenti minacciano di denunciare chi glieli ha venduti.
Ma qui viene il bello: i truffatori ora hanno detto ai clienti che hanno pagato (con codice fiscale e carta d’identità) che O PAGANO un riscatto di 350€ in Bitcoin OPPURE diffonderanno i documenti online e faranno avere i nominativi dei clienti alla Polizia.
È tutto così bello da fare quasi piangere. E non so chi tu sia, impavido truffatore, ma passa che ti stendo di birre e pacche sulle spalle. #Darwin vince. Sempre. :D

