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Google per il Turismo: arriva in Italia Destination Insights
Con l’avvicinarsi della stagione estiva il settore del turismo, composto da milioni di piccole e medie imprese a livello globale, sarà impegnato ad affrontare nuove sfide; nell’ultimo anno abbiamo trascorso più che mai del tempo online e il settore dei viaggi, come molti altri, avrà bisogno di farsi trovare online per mettersi in contatto con i futuri clienti, gestire le prenotazioni, le recensioni. Per questo Google ha collaborato con aziende, istituzioni ed esperti di tutto il mondo per costruire le competenze digitali necessarie per un settore dei viaggi sempre più digitale, e intende continuare a farlo.
Strumenti senza costi per cogliere le opportunità del digitale
Per andare incontro alle esigenze degli operatori del settore turistico oggi Google lancia in Italia Destination Insights, un nuovo strumento che permette di ottenere informazioni utili per esplorare come cambia la domanda turistica nel tempo e monitorare le tendenze di viaggio. Così, attraverso Destination Insights, gli imprenditori, le agenzie di viaggio e le istituzioni potranno osservare l’andamento della domanda, per poter prendere decisioni di business e di marketing sulla base di informazioni e insight consultabili in tempo reale.
Destination Insights entra a far parte del nuovo Travel Insights with Google, da oggi disponibile anche in Italia, una guida che raccoglie informazioni e strumenti utili per raggiungere i viaggiatori, a disposizione di strutture ricettive, operatori del turismo e agenzie di viaggi. Fa parte di Travel Insights with Google anche Hotel Insights, la piattaforma lanciata in Italia a gennaio e presentata insieme a MiC, ENIT, UNWTO e a Confindustria Alberghi, Federalberghi e Federturismo Confindustria, che offre informazioni e risorse pensate per aiutare il settore alberghiero a intercettare la domanda turistica potenziale.
Gli strumenti senza costi che Google mette a disposizione degli operatori del turismo aiutano le aziende del settore a cogliere le opportunità del digitale per farsi conoscere, comunicare con i clienti potenziali e attuali e prendere decisione di business sulla base di dati aggiornati e sintetizzati in modo chiaro. Per esempio, l’Hotel Piazza Bellini di Napoli ha utilizzato diversi strumenti di Google, tra i quali anche Hotel Insights, per poter cogliere informazioni utili sulle preferenze dei turisti interessati alla loro zona, utilizzate poi per comunicare e promuovere la struttura in modo più preciso ed efficace. O ancora è il caso di Club del Sole, un’azienda attiva nell’industria dell’ospitalità con ventuno villaggi nelle principali località italiane, che ha accelerato il proprio percorso di trasformazione digitale e adeguato la propria offerta in base alle esigenze dei turisti, comunicandola online.
Le tendenze in Italia attraverso Destination Insights
Ma come utilizzare Destination Insights? Prendiamo per esempio l’Italia: la tendenza delle ricerche effettuate su Google da gennaio ad aprile 2021 registra un crescente interesse verso le mete turistiche nazionali, che passa da una quota del 55% nel 2019 a una del 79% del 2021.
Se si osserva inoltre l’interesse verso le destinazioni locali, da Google Trends si nota come le ricerche di luoghi da visitare “vicino a me” nel 2021 abbiano visto una crescita dell’8% a livello mondiale rispetto al 2019.
È possibile anche approfondire l’interesse proveniente dall’estero verso le destinazioni italiane, che negli ultimi trenta giorni è spinto dai Paesi Europei vicini, come Germania e Francia; tra i primi 10 paesi dai quali proviene l’interesse di ricerca ci sono anche gli Stati Uniti, mentre gli altri sono al momento europei.
L’impegno di Google per il turismo
Google è impegnata da tempo nel sostenere il turismo, mettendo a disposizione la tecnologia e gli strumenti che possono aiutare imprese, agenzie, operatori e istituzioni nel dare impulso a un settore così importante per l’Italia, che crea opportunità e dà lavoro a centinaia di migliaia di persone. A partire dall’anno scorso collaboriamo con imprenditori, istituzioni ed esperti di tutto il mondo per sviluppare le competenze digitali necessarie ad affrontare le sfide future, all’interno di un settore che vedrà crescere l’importanza dell’online.
A maggio abbiamo dato il via a una collaborazione con la Commissione Europea per il Turismo per sviluppare le competenze digitali degli operatori turistici europei e, più recentemente abbiamo annunciato una partnership globale con UNWTO, l’Organizzazione Mondiale del Turismo, per supportare la ripresa del settore. Sulla base dei risultati raggiunti dei nostri programmi di accelerazione delle competenze digitali in Africa Sub-Sahariana, in Medio-Oriente e nel Sud-Europa, i corsi organizzati da Google e dall’Organizzazione Mondiale del Turismo aiuteranno gli addetti al turismo e le agenzie turistiche a comprendere i trend di settore e ad adottare le decisioni strategiche necessarie per mettere in campo una migliore pianificazione del turismo.
Abbiamo avviato collaborazioni con le istituzioni culturali e governative per mettere in luce e stimolare i viaggi nei luoghi di interesse culturale. In Italia, abbiamo lanciato lo scorso anno Meraviglie d’Italia, il progetto di Google Arts&Culture per ispirare e favorire l’interesse nei confronti dell’Italia e del suo immenso patrimonio culturale. Mentre non era possibile varcare i confini o, addirittura, uscire dalla propria abitazione, le persone di tutto il mondo hanno potuto scoprire e visitare virtualmente un ampio numero di musei, luoghi d’interesse culturale e monumenti digitalizzati grazie alla tecnologia di Google Arts&Culture.
Mentre i confini riaprono, il turismo interno cresce e i viaggi internazionali ripartono, lavoriamo per rimanere vicini al settore. Non importa se la ripresa sarà graduale o più rapida, ci impegniamo a supportare il mondo dei viaggi e il turismo, con tutte le persone e aziende che lo compongono.
Scritto da: il Team Google Italia
G7, accordo per una tassa minima globale per le multinazionali
Il veliero Amerigo Vespucci compie 90 anni e issa il guidone IYFR
Navigare sul veliero più bello del mondo: Donatella Bianchi, conduttrice di “Linea Blu” su Rai1, sabato 5 giugno ha portato i telespettatori alla scoperta dell’Amerigo Vespucci. La squadra del programma è…
L’articolo Il veliero Amerigo Vespucci compie 90 anni e issa il guidone IYFR scritto da Paolo Brambilla proviene da Assodigitale.
Perché la guida autonoma è così difficile: la bufala dell’“intelligenza artificiale”
Vado subito al sodo per chi ha fretta:
- Il machine learning è semplicemente un riconoscimento di schemi (pattern recognition) e non costituisce “intelligenza” in alcun senso significativo della parola.
- Il riconoscimento di schemi fallisce in maniera profondamente non umana e in situazioni che un umano invece sa riconoscere in maniera assolutamente banale. Questo rende difficilissimo prevedere e gestire i fallimenti del machine learning.
- Qualunque sistema di guida autonoma o assistita basato esclusivamente sul riconoscimento degli schemi è destinato a fallire in maniera imbarazzante e potenzialmente catastrofica.
Sono asserzioni molto forti, e le faccio sapendo di non essere un esperto di questi settori ma semplicemente un loro osservatore con un pizzico di esperienza personale: se vi fidate di me, lo fate a vostro rischio e pericolo, e sono disposto a cambiare idea di fronte a smentite documentate. Però temo che ignorare queste riflessioni possa essere un grosso problema per molti.
Provo a spiegare cosa mi ha portato a queste conclusioni.
Prima di tutto riassumo cosa si intende per machine learning: in estrema sintesi, si dà in pasto a un software tantissimi esempi di una cosa, tantissimi esempi di cose differenti e lo si “premia” quando riconosce correttamente la cosa in questione. Questo apprendimento automatico può raggiungere livelli di affidabilità altissimi e in molti casi funziona egregiamente. Il riconoscimento ottico dei caratteri (OCR) e il riconoscimento vocale sono esempi di grande successo del machine learning.
Ma si può dire che un sistema di OCR sia intelligente? Capisce che sta leggendo un sonetto di Shakespeare o una mail di spam, e può adeguarsi di conseguenza? È in grado di considerare il contesto e capire che magnifica e magni fica sono due letture molto differenti e potenzialmente imbarazzanti, ma che la seconda potrebbe essere valida se lo scrivente si esprime in romanesco? Un lettore realmente intelligente lo capirebbe dal contesto. Un OCR no. Non è intelligente, perché non ha conoscenza del mondo reale, ma conosce soltanto delle forme (le lettere) e assegna loro una probabilità di corrispondere a uno dei modelli che conosce. Non sa nulla del loro significato e quindi non può correggersi di conseguenza. E non importa quanti miliardi di campioni di lettere o di parole gli dai: non acquisirà mai la comprensione del testo.
Ogni tanto questi sistemi di riconoscimento sbagliano, ma non è un problema. Se un sistema di OCR “legge” una parola al posto di un’altra non muore nessuno. Se Alexa crede che l’abbiate chiamata mentre stavate pronunciando il nome della vostra spasimata Alessia durante un momento di passione, il peggio che può succedere è che la registrazione del vostro amplesso finisca nel cloud di Amazon e venga scambiata fra i dipendenti dell’azienda che fanno il monitoraggio dei campioni audio. Imbarazzante, ma probabilmente non letale.
La ragazza che si chiama Alessia è un cosiddetto edge case: un caso limite, una situazione rara che però fa sbagliare il sistema di riconoscimento.
Questi sbagli avvengono in modi strani perché l’addestratore umano, quello che insegna al software a riconoscere una forma, non riesce a calarsi nella “visione del mondo” che ha quel software e non riesce ad anticipare tutti i modi possibili nei quali potrebbe prendere un granchio e a insegnargli a riconoscere tutti questi casi limite. Lo spiega benissimo uno che di queste cose ne capisce a pacchi, Andrej Karpathy, direttore del reparto di intelligenza artificiale di Tesla, in questa lezione magistrale del 2018. Due esempi fra tanti: un’auto caricata a coda in avanti su una bisarca è un’auto in contromano? Una bici montata sul retro di un’auto è una bici che mi sta tagliando la strada e devo quindi frenare?
Di recente su Reddit è stato pubblicato un bell’esempio di questi edge case: un camion ha dei cartelli di stop dipinti sul portellone posteriore, e il sistema di riconoscimento ottico dei cartelli di una Tesla li etichetta e li mostra come se fossero cartelli reali.
Cosa succede se il sistema di decisione dell’auto ritiene che quei cartelli siano reali e quindi inchioda in mezzo alla strada, creando la situazione perfetta per un tamponamento a catena? Ìl sistema è sufficientemente sofisticato da tenere conto del contesto e quindi “sa” che i cartelli stradali normalmente non si muovono lungo le strade, per cui rigetta il riconoscimento e lo ignora nelle sue decisioni di guida?
Un conducente umano, avendo conoscenza del mondo, non avrebbe la minima esitazione: sono cartelli dipinti sul retro di un camion, li posso tranquillamente ignorare. Un sistema di guida autonoma o assistita sarà altrettanto consapevole? E il conducente saprà anticipare questi possibili errori che lui non farebbe mai?
Beh, direte voi, dai, una cosa del genere sarà un caso raro. Poi succede questo:
Una Tesla Model 3 viaggia a 130 km/h e mostra un flusso costante di semafori che appaiono dal nulla sulla corsia del conducente.
Un essere umano sa in un millisecondo che questo è impossibile; il sistema di guida assistita di Tesla no, perché non “sa” realmente che cosa sono i semafori nel mondo reale e quindi non “sa” che non possono apparire dal nulla a 130 km/h.
Che cosa ha causato questo clamoroso errore di riconoscimento? Un camion che trasportava semafori.
Questo è esattamente il tipo di errore che un conducente umano non farebbe mai e che invece un sistema di guida basato esclusivamente sul riconoscimento delle immagini farà, e farà in circostanze imprevedibili. Con conseguenze potenzialmente mortali. Se state valutando un’auto dotata di questi sistemi, pensatevi bene. Se ne avete una, pensateci ancora di più.
Certo, gli umani commettono altri tipi di errori, per cui alla fine l’obiettivo non è creare un sistema di guida assolutamente infallibile, ma semplicemente uno che fallisca mediamente meno (ossia causi meno incidenti) della media dei conducenti umani.
Tutto questo vuol dire che la guida autonoma basata sul riconoscimento puro degli schemi è impossibile? No. Può darsi che estendendo il concetto di riconoscimento degli schemi all’asse del tempo (ossia imparando a riconoscere come cambia un oggetto nel corso del tempo) ed estendendo il concetto di schema a oggetti complessi (incroci, rotatorie, attraversamenti pedonali) si riesca a ottenere risultati accettabili. Ma questo richiede un database di esempi colossale, una classificazione vastissima e una potenza di calcolo ancora più colossale. Nessuno dei sistemi attualmente in commercio ci si avvicina. Siate prudenti.
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How this vegan chef is empowering the disability community
Food and cooking have been the backdrop to so many special moments for me — after all, it’s what connected me and my wife when we first met. That made it hard not to smile when seeing videos of Alexis Hillyard, a LGBTQ+ chef with limb difference and the creator behind the YouTube series Stump Kitchen, with her partner and family sharing what she loves: cooking.
Six years ago, Alexis found out she was gluten intolerant and soon became vegan, so she had to learn how to cook for herself. When her partner saw how much fun she was having using her stump in the kitchen, she suggested that Alexis film herself. To learn how to film a video for YouTube, she turned to, well, YouTube. Stump Kitchen was born, becoming not only an award-winning YouTube vegan cooking channel, but also a way for Alexis to reach out to other limb-different people who might also be navigating relationships with their bodies.
Alexis uses her “stump” (hence the program name) as a cooking tool — using it to mash avocados, juice citrus, and scrape batter-filled bowls to create “gluten-free vegan eats and stumptastic treats.” As her program grew, she began featuring local guests who were missing limbs as co-hosts — many of whom she met through the comments section of her videos. She also uses Google Meet to bring people from all over the country into her kitchen to learn to cook.
For me, the spirit of Pride is about celebrating and recognizing the LGBTQ+ community and its voices, history and continued challenges. Alexis’ channel and teaching sessions connect a broad intersection of people, cultures, and communities — from limb-different youth to LGBTQ+ new parents to aspiring chefs from all walks of life. And to me, that’s something worth sharing and celebrating.
B2B Marketing News: Key Remote Team Motivators, Google’s New Marketing Features, & Twitter’s New Blue Subscription Service


Ad Exec Vaccinations Reach 87%, Plans For Business Travel Improve Dramatically
In May 77 percent of U.S. advertising industry executives said they were willing to travel domestically for business, a sharp increase from the 23 percent figure in February, while 87 percent said that they have been vaccinated against the coronavirus, according to newly-released survey data of interest to digital marketers. MediaPost
Key Takeways From the Google Marketing Livestream
Google’s Marketing Livestream event saw the search giant reveal an array of new features and product upgrades, including wider availability of its Google Ads custom audience functionality, new conversion tracking for Google Tag Manager, and updated Google Analytics insights, along with other changes, Google recently announced. Search Engine Journal
Twitter: Social media giant lists new ‘Blue’ subscription service
Twitter has make moves to begin its Twitter Blue subscription offering, which has been viewed by some Twitter observers as likely to contain an array of potentially enticing new features including the ability to undo a tweet for a period of time after it’s been posted, an improved TweetDeck interface for power users seeking to keep tabs on multiple brands or topics in real-time, and custom subscriber-only color theme options. BBC
More People Report Leaving Reviews Online for Positive than Negative Experiences
56 percent of U.S. consumers say they leave online reviews because of product excellence, while 41 percent do so after finding a product unsatisfactory — two of several statistics of interest to online marketers contained in recently-released survey data. MarketingCharts
Facebook Now Enables You To Embed Facebook Videos at a Chosen Time in the Playback
Facebook has added functionality to share and embed video content that begins playing at any chosen spot — a feature YouTube has long offered — the social media giant recently announced. The new Facebook feature brings greater flexibility to marketers looking to utilize various portions of their videos on the platform. Social Media Today
Twitter’s Fleets are getting Stories-like ads
Twitter has begun rolling out a new advertising format for its Fleets story-format content, offering full-screen Fleet billboard ads up to 30 seconds long, the firm recently announced. The Verge

4 in 10 US Internet Users Say They Check Their Phone Every Few Minutes
39.1 percent of U.S. adult Internet users turn to their phone for research instead of their computer, while 38.3 percent say that they check their phone every few minutes, with 23.1 percent often having 10 or more web browsing tabs open at any one time, according to newly-released global survey data. MarketingCharts
How to Keep Your Team Motivated, Remotely
How businesses have kept their remote teams motivated is examined in new survey data and analysis from the Harvard Business Review, which takes a look at the key motivators that are able to energize remote teams, along with an equally-important group of negative motivators that present challenges to employers. Harvard Business Review
Facebook and Instagram will now allow users to hide ‘Like’ counts on posts
Testing complete, Facebook and its Instagram platforms have both begun to roll out options for hiding public like counts, the firm recently announced — a change which may eventually impact how some content creators measure the success of marketing efforts. TechCrunch
ANA: Black-Owned Suppliers Still Are The Minority Of Ad Industry’s Diversity Mix
The Association of National Advertisers (ANA) most recently report on diversity in advertising revealed that black-owned suppliers were the minority, with a 10 percent figure that came in slightly less than the 11 percent Hispanic-owned figure, while 62 percent were women-owned, according to the association’s ad budget survey data. MediaPost
ON THE LIGHTER SIDE:

A lighthearted look at the “back to normal” by Marketoonist Tom Fishburne — Marketoonist
How the Commodore Amiga Powered Your Cable System in the ’90s — Hard Drive
TOPRANK MARKETING & CLIENTS IN THE NEWS:
- SAP — Influencer Marketing and Building Customer Relationships: Ursula Ringham on Marketing Smarts [Podcast] — MarketingProfs
- Lee Odden — Pubcon Florida Social Influencer and Neuromarketing Workshop — Pubcon
- LinkedIn — AdExchanger Talks: The Lowdown On LinkedIn Marketing Solutions With Product VP Gyanda Sachdeva — AdExchanger
- Lee Odden — Marketing in unsicheren Zeiten [In German] — LinkedIn (client)
Have you uncovered your own most important B2B marketing article from the past week of industry news? Please drop us a line in the comments below.
Thanks for taking the time to join us for the TopRank Marketing B2B marketing news, and we hope you’ll return again next Friday for more of the week’s most relevant B2B and digital marketing industry news. In the meantime, you can follow us at @toprank on Twitter for even more timely daily news.
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Podcast del Disinformatico RSI di oggi (2021/06/04) pronto da scaricare
È disponibile il podcast di oggi de Il Disinformatico della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera, condotto da me insieme a Tiki. Questi sono gli argomenti trattati, con i link ai rispettivi articoli di approfondimento:
- “Muore a 84 anni Carla Frozi, ballerina espressa italiana”: un perfetto esempio di sham news
- Guida a TikTok per genitori, in italiano
- WhatsApp cambia idea di nuovo
- Trading online fasullo, illusione completa
Il podcast di oggi, insieme a quelli delle puntate precedenti, è a vostra disposizione presso www.rsi.ch/ildisinformatico (link diretto) ed è ascoltabile anche tramite feed RSS, iTunes, Google Podcasts e Spotify.
Buon ascolto!














