Binance a rischio chiusura?
L’autorità di vigilanza finanziaria del Regno Unito ha ordinato a Binance di interrompere qualsiasi attività regolamentata nel paese. Binance deve interrompere questi servizi nel Regno Unito entro il 30 giugno.…
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Titolo falso del Corriere: non è vero che ci sono 285mila Tesla da ritirare o richiamare. Verranno aggiornate via Internet e basta
Il Corriere della Sera ha pubblicato la notizia (falsa) che “Tesla ritirerà oltre 285 mila auto dal mercato cinese: potrebbero causare incidenti” (copia permanente su Archive.is).
In realtà non c’è nessun ritiro. Le auto verranno semplicemente aggiornate via Internet, senza neppure andare in officina.
Il verbo “ritirare” usato dal Corriere fa pensare che le auto debbano essere tolte dal mercato e portate materialmente alla riparazione o siano irreparabili o invendibili, con conseguenti costi enormi per la casa automobilistica.
Reuters, invece, spiega correttamente e concisamente, già nel titolo, come stanno le cose: Tesla ‘recalls’ vehicles in China for online software update.
La parola recall (richiamo, non ritiro) è fra virgolette, per segnalare che è un richiamo solo per modo di dire, e Reuters chiarisce subito che verrà fatto un aggiornamento software online. Nel testo della notizia, inoltre, precisa che i proprietari non dovranno portare i propri veicoli in officina: “owners not required to return their vehicles.”
Il Corriere ha successivamente modificato il suo titolo (non so se a seguito della mia segnalazione pubblica) in “Tesla richiamerà oltre 285 mila auto dal mercato cinese: potrebbero causare incidenti” e anche il testo, aggiungendo finalmente che l’aggiornamento “potrà essere effettuato da remoto da parte dei tecnici Tesla, senza bisogno di recarsi in officina”, che però continua a contenere altre affermazioni false e ingannevoli.
Il quotidiano scrive infatti tuttora che ci sarebbero “criticità a livello di software. I sistemi di assistenza alla guida dei veicoli potrebbe [sic] infatti causare collisioni e incidenti” e aggiunge che il richiamo (quello che non c’è) consentirà di controllare il “sistema di cruise control, che sembrerebbe si possa attivare da solo, con il rischio di aumentare la velocità di crociera improvvisamente, mettendo a repentaglio l’incolumità dei passeggeri dell’autovettura per possibili incidenti.”
Non è vero. Il sistema di cruise control non si “attiva da solo”, così, a caso, magari a macchina ferma. Ancora una volta, Reuters spiega invece correttamente come stanno le cose: il sistema di guida assistita può essere attivato accidentalmente dai conducenti, producendo un’accelerazione improvvisa (“an assisted driving function in the electric cars, which can currently be activated by drivers accidentally, causing sudden acceleration”).
In dettaglio, secondo le informazioni raccolte e tradotte dagli utenti, se l’auto è in D (drive, ossia la normale modalità di guida in marcia in avanti) e il conducente aziona di nuovo la leva del selettore di “marcia” (sulla destra del piantone) per cambiare modalità, e se il veicolo deve curvare bruscamente il conducente può accidentalmente toccare e azionare questa leva, attivando inconsapevolmente il cruise control. Se il cruise control è impostato a una velocità maggiore di quella attuale, l’auto accelererà per raggiungere la velocità impostata.
Devono insomma verificarsi vari fattori concatenati in sequenza: non è affatto un’attivazione casuale. In ogni caso è un problema da risolvere, per maggiore sicurezza, e verrà risolto con un aggiornamento over the air. Il Corriere ha travisato completamente la notizia, rischiando di causare un danno economico e di reputazione a un’azienda.
Fonti aggiuntive: Gizmodo, CleanTechnica, Engadget, Bloomberg, Tesla (in cinese), Nikkei Asia.
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KAMPOS e Consorzio Costa Smeralda lanciano la prima capsule collection
Kampos e Consorzio Costa Smeralda fanno un ulteriore passo avanti nella loro partnership lanciando la prima capsule collection dedicata a due colori: turchese e bianco. Kampos: la collezione si compone…
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Windows 11 imporrà l’uso dei chip TPM: ma è proprio il caso?
Dopo Che Le Miniere Cinesi Hanno Chiuso Gli Ordini, l’hashRate Di Ethereum Scende Del 20%
I recenti ordini di chiusura delle miniere cinesi hanno avuto un impatto significativo anche sui minatori di Ethereum. Nelle ultime settimane, sia l’hash rate per i pool di mining cinesi…
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Che Cos’è Binance Coin Esattamente? Vale Qualcosa?
Una delle forme di valuta più popolari al mondo oggi è Binance Coin. Questa particolare valuta virtuale è diventata molto popolare per molte persone e viene utilizzata in numerosi siti…
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Le Criptovalute e L’Impatto Ambientale
Le criptovalute sono ben lontane dai loro umili inizi. Sebbene una volta la valuta digitale fosse considerata uno strumento per criminali e speculatori dall’industria finanziaria tradizionale, ha compiuto progressi sostanziali…
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Sims Sessions, un evento musicale in-game per The Sims 4
Le videochiamate di gruppo su Telegram sono arrivate!
UE: Unità congiunta per gestire le crisi di cybersicurezza
Il famoso rapporto militare sugli UFO che tutti aspettavano è stato pubblicato. Gli ufologi piangeranno, come previsto
L’attesissimo rapporto militare statunitense sugli UFO o UAP, quello che gli ufologi e i giornalisti a caccia di clic facili hanno strombazzato per mesi come il “salto di qualità” e il momento della “grande rivelazione”, è stato pubblicato.
Mi spiace per gli ufologi, che piangeranno e pesteranno i piedi come bambini viziati. Ma erano stati avvisati.
La versione pubblicata del rapporto è lunga…
…NOVE PAGINE.
E non dice nulla a proposito di alieni. Anzi, non accenna neppure a veicoli che effettuano manovre fisicamente impossibili. Tutta roba estremamente banale, normale, di interesse per la sicurezza nazionale perché interferisce con le attività militari. Ma niente di extraterrestre.
Gli ingenui che si aspettavano che il Pentagono se ne uscisse con un “Sì, siamo in contatto con i venusiani tentacolati, ecco le foto, i video e i loro profili Onlyfans” ci resteranno con un palmo di naso. Non dite che non ve l’avevo detto.
Ecco il link per scaricare il rapporto.
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Lasciando da parte gli ufologi scornati, il rapporto è interessante per vari aspetti tecnici.
Per esempio, avverte che “alcuni UAP possono essere attribuibili ad anomalie dei sensori” e che “in un numero limitato di eventi, gli UAP asseritamente sembravano manifestare caratteristiche di volo insolite. Queste osservazioni possono essere il risultato di errori dei sensori, di spoofing [generazione intenzionale di segnali per fingere di essere qualcos’altro — Paolo], o di errori di percezione dell’osservatore”. Inoltre “I sensori montati sulle piattaforme militari degli Stati Uniti sono tipicamente progettati per soddisfare missioni specifiche. Pertanto tali sensori non sono generalmente adatti a identificare gli UAP”. In altre parole, i militari non sono infallibili, e non lo sono neanche i loro strumenti, con buona pace di chi in questi mesi ha insistito che i piloti non potevano sbagliarsi e che i video parlavano chiaro.
Un altro aspetto, come facilmente previsto, è che non esiste una spiegazione unica che copre tutti i casi: “Ci sono probabilmente più tipi di UAP che richiedono spiegazioni differenti.” Inoltre “La nostra analisi dei dati supporta il concetto che se e quando i singoli eventi UAP verranno risolti, ricadranno in una di cinque categorie esplicative potenziali: clutter [materiale che genera riflessi radar — Paolo] aereo, fenomeni atmosferici naturali, programmi di sviluppo del governo statunitense o dell’industria statunitense, sistemi di avversari stranieri, e un contenitore “altro” per tutto il resto.“
È particolarmente interessante la precisazione delle capacità di manovra degli UAP, drasticamente ridimensionate rispetto alle descrizioni giornalistiche: “Alcuni UAP hanno dato l’impressione di rimanere stazionari e librati nel vento, di muoversi controvento, di manovrare bruscamente, o di muoversi a velocità considerevole, senza mezzi propulsivi riconoscibili. In un piccolo numero di casi, i sistemi degli aerei militari hanno elaborato energia in radiofrequenza (RF) associata agli avvistamenti di UAP [cioè gli aerei statunitensi hanno rilevato emissioni radio –Paolo].” Inoltre altri UAP hanno esibito signature management, “gestione della firma emissiva”, ossia hanno tentato di mascherare o alterare le proprie emissioni o il proprio riflesso radar. Un comportamento molto, molto terrestre.
Il concetto di fondo del rapporto è altrettanto concreto, al limite dell’ovvio: “Gli UAP costituiscono un pericolo per la sicurezza del volo e potrebbero comportare un pericolo più ampio se alcuni casi rappresentano raccolta sofisticata nei confronti delle attività militari da parte di un governo straniero o dimostrano una tecnologia aerospaziale rivoluzionaria da parte di un avversario potenziale.”
Niente omini verdi, insomma. La cosa più concreta, e forse più importante, di queste paginette di rapporto è l’osservazione che la raccolta di dati su questi UAP è stata ostacolata anche dalla “stigmatizzazione socioculturale”: i piloti e tutto il personale militare sono riluttanti a segnalare UAP perché temono di essere denigrati e ridicolizzati, e questo li induce a tacere per salvaguardare la loro reputazione.
È un silenzio perfettamente comprensibile, come dimostrato dal can can mediatico e dallo schiamazzante circo giornalistico-ufologico che si sono scatenati intorno ai piloti che hanno provato a parlare seriamente di quello che hanno visto. Ma è anche un silenzio che ostacola l’indagine seria su questi fenomeni. Se questo rapporto permetterà ai testimoni di segnalare più serenamente gli UAP, allora sarà utile. Non per gli ufologi, ma per i piloti e per la loro sicurezza.
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Intanto il suddetto circo giornalistico ufologico continua a esibirsi in acrobazie ridicole e ottuse come questa di ANSA. I militari USA: ecco il rapporto sugli UAP. Non parla di extraterrestri.
ANSA: Ma allora se non ne parla vuol dire che gli alieni non sono esclusi!
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A new notice in Search for rapidly evolving results
Accessing timely, relevant and reliable information is increasingly important in our current environment. Whether you see something on social media or are having a conversation with a friend, you might turn to Google to learn more about a developing issue.
While Google Search will always be there with the most useful results we can provide, sometimes the reliable information you’re searching for just isn’t online yet. This can be particularly true for breaking news or emerging topics, when the information that’s published first may not be the most reliable.
To help with this, we’ve trained our systems to detect when a topic is rapidly evolving and a range of sources hasn’t yet weighed in. We’ll now show a notice indicating that it may be best to check back later when more information from a wider range of sources might be available.
MM731: il mouse ultraleggero di Cooler Master per il gaming
Sky abbassa il prezzo del pacchetto Calcio a 5 euro al mese
B2B Marketing News: Brand Social Media Expectations Study, Google Postpones Cookie Changes, & B2B Buyer Behavior Report


Google delays blocking third-party cookies in Chrome until 2023
Google has announced that it will postpone its previously-announced abandonment of third-party tracking cookies in its Chrome web browser, a change that will now not take place until 2023, the search giant has revealed. The postponement has given marketers additional time to work on and implement alternative tracking methods. The Verge
US ranks last among 46 countries in trust in media, Reuters Institute report finds
29 percent of U.S. consumers say they trust the news media, a figure that is the lowest of any nation in the newly-released annual report from Reuters Institute for the Study of Journalism at Oxford. The report also showed that the pandemic has brought about rapid adoption of new digital consumption behaviors, among other insights of interest to digital marketers. The Poynter Institute
Ad Spending Surges 56% In May, All Media Except Magazines Rise
Advertising spending in the U.S. in May jumping by 56 percent year-over-year, topping April’s 53 percent rise, according to recently-released ad spend data of interest to online marketers. The data also shows that digital ad spending in the U.S. climbed at an even higher 69 percent in May. MediaPost
Facebook launches Clubhouse-like live audio rooms and podcasts
Facebook has rolled out its take on live audio rooms similar to features made popular by audio-call-based social communication firm Clubhouse, and has also launched new podcast and related monetization features on the platform, Facebook recently announced. Reuters
DOA Emails: Consumers Say Only 5% Of Messages Are Well-Timed To Their Needs
Just five percent of consumers say that email offerings they get are well-timed to mesh with their needs, while some 83 percent will, however, purchase from firms that are sending relevant messages — two of several statistics of interest to digital marketers in newly-released email marketing survey data. MediaPost
Consumers are hungry for live events. Here’s how brands should respond
87 percent of consumers say they are willing to use technology while attending live events, with more than half noting that they appreciate the flexibility that hybrid events bring — two of numerous insights in recently-released survey data examining changing expectations for events and digital experiences. Campaign US

2021 State of B2B Digital Marketing [Report]
The number one digital marketing trend B2B brands are prioritizing is the utilization of new social platforms, while 57 percent of marketers said that social media was seen as the area of digital customer experience that had the most impact on overall strategic success, according to newly-released B2B digital marketing report data. Wpromote
YouTube Adds New Control Options for Shorts Remixes, Tests Shorts Analytics in the Main App
Google’s YouTube video platform has updated its main mobile app, adding a slew of new features including bulk audio sampling blocking, additional video usage statistic data, and video remixing options for its Shorts feature, the video giant recently announced. Social Media Today
B2B Buyers Say These Vendor Behaviors Are Immediate Deal-Killers
B2B buyers say that misleading information and not understanding their needs are the two top B2B seller behaviors that will end the possibility of doing business, followed by sellers that don’t understand their own product or service, according to recently-released survey data. MarketingCharts
New Report Looks at Evolving Consumer Expectations From Brands on Social Media [Infographic]
90 percent of consumers will purchase from brands they follow on social, while a leading 33 percent say they prefer social media for reaching out with customer service questions — two of many statistics of interest to online marketers in the latest survey report from Sprout Social. Social Media Today
ON THE LIGHTER SIDE:

A lighthearted look at the “customer lifetime value” by Marketoonist Tom Fishburne — Marketoonist
Gamer Captures Bigfoot at Atrocious 1080p Resolution — Hard Drive
TOPRANK MARKETING & CLIENTS IN THE NEWS:
- Lee Odden — What’s Trending: From Content to Experience for B2B Marketing — LinkedIn (client)
- Lee Odden — Sorry, Marketers — People Don’t Care About Brands — Mark Armstrong
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