Le nuove reazioni di Facebook sono più limitanti del bottone like?
Interessante articolo di Slate sulle nuove reactions di Facebook (le aggiunte recenti al bottone like): The new reactions aren’t designed to help users express how they really feel. They function more like patches for all those times when a like seems insufficient or inappropriate. […] Facebook’s limited set of responses feels strangely more constricting than the solitary […]
Perché Facebook ha espanso il like
Il Product Designer di Facebook ha raccontato, su Co.Design, come sono arrivati a realizzare il nuovo bottone like — e quali riflessioni ci sono state dietro. Hanno, per esempio, analizzato i commenti brevi — di una parola o due — più popolari: We also took an anonymized global sample of commonly used, short comments. These gave […]
Spazio alle voci femminili su YouTube
In vista della Giornata Internazionale della Donna, YouTube ha dato l’avvio a progetti che valorizzano le diverse figure femminili presenti sulla piattaforma attraverso un programma legato agli YouTube Space e grazie a una nuova partnership di un anno con le Nazioni Unite, che nomineranno sette YouTuber donne come le prime Change Ambassador nella campagna a favore dello Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.
“YouTube è da sempre la piattaforma in cui donne di ogni età e origine possono trovare spazio e raccontare le loro storie. Attraverso il programma legato agli YouTube Space alla nuova partnership con le Nazioni Unite, daremo ancora più voce alle donne su YouTube e nel mondo”, ha dichiarato Susan Wojcicki, CEO di YouTube.
YouTube ha stabilito una partnership senza precedenti con le Nazioni Unite che conferiranno a sette tra le top YouTuber il titolo di Change Ambassador. Come “Ambasciatrici del Cambiamento” le giovani saranno impegnate nella lotta per l’uguaglianza di genere come parte della campagna per gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU. Queste donne rappresenteranno la loro generazione presso le Nazioni Unite e coinvolgeranno il loro pubblico su temi importanti legati alla parità di genere.
“193 nazioni nel mondo hanno sostenuto e fatto dell’uguaglianza di genere una priorità quando, lo scorso settembre, hanno firmato l’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile”, ha commentato Mitchell Toomey, Direttore della Campagna per gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU. “La Campagna per gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU è entusiasta di collaborare con YouTube e di riunire queste sette influencer, appena nominate Change Ambassador, per sostenere i Paesi nel raggiungimento dei loro obiettivi. Speriamo di poter lavorare con queste giovani, che rappresentano un modello di ruolo per i millenials, e di trasformare la loro popolarità in azioni misurabili ed efficaci.”
Il primo gruppo di Change Ambassador è rappresentato da star di YouTube di rilievo internazionale tra cui Ingrid Nilsen (USA), Jackie Aina (USA), Yuya (Messico), Taty Ferreira (Brasile), Hayla Ghazal (Emirati Arabi), Louise Pentland (Inghilterra) e Chika Yoshida (Giappone). Le Change Ambassador rappresenteranno modelli positivi da seguire all’interno delle loro community e coinvolgeranno il pubblico di YouTube con contenuti dedicati al problema della discriminazione femminile.
Per ispirare le donne che creano contenuto su YouTube e stimolare ulteriormente la produzione di contenuti prodotti dalle donne sulla piattaforma, YouTube ha inoltre dato vita all’interno degli YouTube Space a un programma globale pensato per mostrare i talenti delle YouTuber davanti e dietro alle telecamere. Negli ultimi mesi, diverse YouTuber hanno realizzato contenuti in set costruiti appositamente per questa iniziativa negli YouTube Space di Los Angeles, Londra, Tokyo, New York, San Paolo e Berlino, realizzando oltre 50 video che mettono in luce una varietà di punti di vista femminili.
Come parte del programma, che include eventi e workshop, sei famose YouTuber, Anna Akana (USA), Alexys Fleming (USA), Julia Veiga Faria (Brasile), Em Ford (Inghilterra), Nilam Farooq (Germania) e Kuma Miki (Giappone) sono state nominate Direttrici Creative, con l’obiettivo di formare le YouTuber emergenti che hanno preso parte alla realizzazione dei contenuti.
YouTube ha inoltre collaborato con il Geena Davis Institute on Gender in Media, un’importante associazione non-profit che lavora nel mondo dell’intrattenimento e dell’informazione per migliorare la rappresentazione di genere nelle trasmissioni e dietro le quinte. Il Geena Davis Institute ha fornito consulenza alle creator come parte del programma attivo negli YouTube Space.
“Il mondo dell’intrattenimento descrive spesso una società in cui ci sono molti più personaggi maschili che femminili, e questi ultimi risultano spesso più stereotipati. Abbiamo bisogno di un maggior numero di voci femminili forti all’interno dei media, in modo che questo equilibrio tra i generi diventi la normalità per le ragazze che guardano un qualsiasi contenuto video” ha dichiarato Geena Davis, attrice vincitrice di un Premio Oscar e fondatrice e Presidente del Geena Davis Institute on Gender in Media. “Con questa iniziativa per sostenere e rappresentare più voci femminili su YouTube, spero che un numero maggiore di ragazze e donne nel mondo si sentano ispirate a fare parte della comunità creativa.”
‘Slack: non andiamo più d’accordo’
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Primi finanziamenti del Fondo per l’Innovazione della Digital News Initiative: 27 milioni di Euro in 23 paesi europei
A ottobre abbiamo lanciato il primo bando per il Fondo per l’Innovazione della Digital News Initiative. Il fondo, del valore di 150 milioni di Euro in tre anni, è pensato per favorire la sperimentazione e offrire a organizzazioni editoriali europee di tutte le dimensioni l’opportunità di provare nuove iniziative e innovare nel contesto digitale.
Oggi, alla Sciences Po di Parigi, il CEO di Google Sundar Pichai ha annunciato che abbiamo offerto finanziamenti a 128 organizzazioni di 23 diversi paesi europei. In tutto, più di 27 milioni di Euro per progetti grandi e piccoli, con l’obiettivo di favorire l’innovazione nel settore.
Non possiamo entrare nei dettagli perché stiamo ancora finalizzando le procedure di notifica dei progetti selezionati, ma questi sono un paio di esempi di progetti che mostrano un nuovo modo di pensare al giornalismo digitale e a cui siamo orgogliosi di avere offerto un finanziamento:
- La testata spagnola eldiario.es creerà un sistema di finanziamento di contenuto giornalistico che identificherà nicchie di utenti e li inviterà a finanziare una specifica storia o a contribuire al finanziamento di una importante categoria di notizie. Partendo dal tradizionale modello di crowdfunding, il progetto farà leva sulla relazione che esiste tra l’organizzazione editoriale che sta dietro la piattaforma e una comunità di milioni di lettori.
- La startup tedesca Spectrm realizzerà un motore di intelligenza artificiale per aiutare gli editori a comunicare direttamente con i lettori e distribuire i contenuti 1:1 attraverso app di messaggistica istantanea.
Le informazioni su come funziona il fondo e sulla sua governance si possono trovare qui; aggiorneremo il sito della Digital News Initiative con la lista completa dei progetti finanziati. Prima dell’estate, inoltre, apriremo nuovamente le application e siamo ansiosi di ricevere idee e proposte ancora più ambiziose di quelle ricevute in questo primo round.
Come abbiamo detto ad aprile al lancio della Digital News Initiative (che oggi vede la collaborazione di Google con oltre 160 editori europei), lo sviluppo prodotto è importante per supportare il giornalismo di qualità attraverso l’innovazione tecnologica, tanto quanto lo sono i finanziamenti. E a dimostrazione di quanto lo riteniamo importante, i nostri team a Mountain View hanno importanti novità da condividere con l’industria dell’informazione.
L’accesso alle informazioni è il cuore dell’attività di Google, ma purtroppo oggi il mobile web non è ancora all’altezza delle aspettative degli utenti, soprattutto per quanto riguarda la velocità di accesso. Per questa ragione, lo scorso ottobre abbiamo lanciato, insieme ad altri player del settore, il progetto open source Accelerated Mobile Pages (in breve, AMP). In soli quattro mesi, AMP ha fatto grandi progressi, con centinaia di editori, aziende tecnologiche e attori dell’online advertising che hanno preso parte a questo progetto.
A partire da oggi, le Accelerated Mobile Pages cominceranno a comparire nella Search da mobile in un carosello dedicato, che aiuterà gli utenti a trovare i contenuti di news sviluppati in AMP in modo ancora più rapido. Le pagine realizzate con AMP si caricano in media quattro volte più in fretta delle pagine di mobile web tradizionali e usano fino a 10 volte meno dati. Oggi editori e piattaforme di sei paesi europei, tra cui l’Italia, celebrano con noi questa novità, così come significativi miglioramenti nelle caratteristiche del prodotto legate alla pubblicità, gli analytics e i paywall.
Scritto da: Google Italy Blog Team








