L’iPad non rimpiazza il Mac, e va bene così
Joshua Topolsky sul nuovo iPad: If you think you can replace you laptop with this setup: you cannot. Imagine a computer, but everything works worse than you expect. […] But this doesn’t COME CLOSE to replacing your laptop, even for simple things you do, like email. AND one other thing. Apple’s keyboard cover is a […]
Come si faceva il New York Times, nel 1942
Un’affascinante galleria fotografica racconta come veniva messo assieme il New York Times nel 1942: In September 1942, Office of War Information photographer Marjory Collins paid a visit to the offices of the New York Times, located at the iconic One Times Square and an annex on 43rd Street. The Thursday, Sept. 10, 1942 issue was […]
Perchè Amazon ha acquistato Whole Foods?
Ben Thompson: This is the key to understanding the purchase of Whole Foods: to the outside it may seem that Amazon is buying a retailer. The truth, though, is that Amazon is buying a customer — the first-and-best customer that will instantly bring its grocery efforts to scale. […] In the long run, physical grocery […]
Honest Shanghai
Shanghai ha lanciato un’app inquietante che assegna automaticamente un voto di comportamento ai cittadini, calcolato in base ai dati che ha aggregato, raccolti dal governo: Here’s how the app works: You sign up using your national ID number. The app uses facial recognition software to locate troves of your personal data collected by the government, and […]
We wear culture: scoprite perché indossiamo quel che indossiamo su Google Arts & Culture
Indossate dei jeans oggi? Nel vostro guardaroba avete una cravatta floreale o un abito nero? Ricordate quelle scarpe con la zeppa anni ’90? Tutti questi capi di abbigliamento hanno una cosa in comune: raccontano una storia, che talvolta attraversa centinaia di anni. Oggi siamo felici di presentarvi “We wear culture”, un nuovo progetto su Google Arts & Culture che vi porterà a scoprire le storie dei vestiti che indossate.
Più di 180 istituzioni culturali e della moda, scuole, archivi e altre organizzazioni provenienti da ogni parte del mondo, da New York a Londra, da Parigi a Tokyo, da San Paolo a Firenze e altre città, si sono riuniti per rendere tre millenni di moda a portata di mano su Google Arts & Culture. Da oggi è possibile navigare tra 30.000 oggetti e capi d’abbigliamento, passare in rassegna i cappelli per colore o le scarpe in base al periodo storico.
Immergetevi tra le 450 mostre digitali disponibili, dall’antica Via della Seta allo stile del movimento punk britannico, seguite l’evoluzione del denim dagli indumenti dei minatori fino all’ high street e all’alta moda, o scoprite come la diva brasiliana Carmen Miranda ha creato le famose scarpe con la zeppa negli anni ’30. E se vi stavate chiedendo dove è nata la moda delle cravatte floreali… in un negozio di Londra al 5 di Carnaby Street.
Potete incontrare icone e trendsetter fra cui Coco Chanel, Cristóbal Balenciaga, Yves Saint Laurent o Vivienne Westwood. Le storie di quattro capi iconici che hanno cambiato la storia della moda tornano in vita attraverso video in VR (realtà virtuale) disponibili su YouTube o accessibili con un visore per la realtà virtuale:
- L’abito nero di Chanel da Parigi, in Francia (Musée des Arts Décoratifs 1925), che ha cambiato radicalmente il codice di abbigliamento dell’indumento nero, rendendolo un pezzo esclusivo nell’armadio di ogni donna.
- Gli stiletto di Marilyn Monroe di Salvatore Ferragamo da Firenze, in Italia (1950-60), i tacchi a spillo rosso scarlatto che sono divenuti espressione di legittimazione, successo e sensualità per le donne.
- Maglia e gonna Comme des Garçons da Kyoto, in Giappone (1983), con cui Rei Kawakubo ha portato l’estetica e l’artigianato del design giapponese tradizionale sul palcoscenico mondiale.
- Il corsetto di Vivienne Westwood da Londra, nel Regno Unito (1990), che celebra l’interpretazione unica della stilista di uno degli abiti più controversi della storia.
C’è molto più stile di quanto si veda o si possa pensare. I produttori di bigiotteria, i calzolai, i produttori di uniformi, i camiciai, i gioiellieri, i tintori, ricamatori di pizzo, i produttori di borse e i produttori di manichini padroneggiano il loro mestiere artigiano per generazioni per trasformare bozzetti di design e sartoria in abiti da indossare.
Le immagini ad altissima risoluzione, scattate da Google Art Camera, vi consentono di ammirare la loro arte con dettagli mai visti, come il famoso soprabito da sera di Elsa Schiaparelli, un disegno surrealista diventato abito. Entrate all’interno della più grande collezione di costumi al mondo del Metropolitan Museum of Art’s Costume Institute Conservation Laboratory grazie a un video in 360 gradi e scoprite come preservare il loro mestiere per le generazioni future.In Italia immergetevi nel racconto delle creazioni che Salvatore Ferragamo ha pensato per le più famose icone di Hollywood, approfondite le storie delle sorelle Fontana, le tre sorelle che hanno definito la storia della moda italiana. Scoprite come nasce l’iconico abito Delphos di Mariano Fortuny e navigate tra immagini e testi che raccontano i “viaggi” di Gianfranco Ferré in India e in Cina, Paesi da lui conosciuti e amati, le cui culture hanno giocato un ruolo decisivo nella definizione del suo stile. Visitate Bellissima. L’Italia dell’alta moda 1945 – 1968 la mostra ospitata dal MAXXI di Roma che nel 2014 attraverso la lente privilegiata della moda, ha proposto un ritratto della cultura italiana in un momento di creatività straordinaria.
Non è tutto, le collezioni di Palazzo Madama vi permetteranno di fare un viaggio tra i 350 capi tra abiti, cappelli, borse, guanti, colletti e sciarpe in merletto e scoprire il dietro le quinte del restauro di una preziosa veste da camera maschile settecentesca, il Banyan. Infine, i contenuti del Museo della Calzatura di Villa Foscarini Rossi vi porteranno intorno al mondo in un viaggio attraverso nove calzature originali e insolite.
Per raccontare le storie dei vostri armadi, abbiamo lavorato anche con la star di YouTube Ingrid Nilsen. Quindi la prossima volta, prima di nascondervi sotto la vostra felpa o indossare un paio di jeans strappati, andate sul nostro canale YouTube per analizzare il vostro look prima di uscire di casa.
La collezione è online da oggi su g.co/wewearculture e sull’app mobile di Google Arts & Culture per iOS e Android. Cliccate e vedrete che la moda è stata cucita nel tessuto delle nostre società. Indossiamo la storia, indossiamo l’arte e il mestiere. We wear culture.
Scritto da: Kate Lauterbach, Program Manager, Google Arts & Culture Kate Lauterbach Program ManagerGoogle Arts & Culture
Localization Essentials: un corso di Google per una nuova generazione di professionisti della traduzione
In occasione degli 80 anni di sua nonna Chadia, Christina Hayek, Language manager per la lingua araba in Google, e le sue sorelle le hanno fatto un regalo che le permettesse di sentirsi più vicina alle sue nipoti. Chadia vive in Libano, i suoi familiari in altri paesi. Per ridurre le distanze, Christina e le sue sorelle hanno regalato a Chadia uno smartphone Android. Con sua grande sorpresa, Chadia ha potuto usare da subito il suo nuovo telefono nella sua lingua, l’arabo.
Il fatto che Chadia possa facilmente utilizzare il suo telefono Android in arabo, pochi secondi dopo averlo acceso per la prima volta, non è magia: è frutto dell’impegno del team di localizzazione di Google, che rende disponibili i prodotti Google in oltre 70 lingue diverse. I nostri traduttori e revisori collaborano per assicurarsi che tutti i prodotti Google siano tradotti correttamente e siano facili e divertenti da utilizzare da utenti in tutto il mondo. Ma la localizzazione non si ferma alla traduzione: comporta anche altri tipi di adattamenti. Per esempio, se un qualsiasi utente americano è in grado di cogliere riferimenti al baseball e ai donut, utenti di altri paesi potrebbero non capirli o trovarli irrilevanti, perché non parte della propria cultura.
Il numero di utenti internazionali la cui prima lingua non è l’inglese è in continua crescita e, di conseguenza, sta crescendo anche il settore della localizzazione. Questa espansione comporta anche un aumento globale della domanda di traduttori, revisori e professionisti di questo settore.
Così, in linea con la mission di Google di realizzare prodotti per tutti e di rendere le informazioni universalmente accessibili e utili, oggi lanciamo Localization Essentials, un massive open online course – un corso aperto a tutti – in localizzazione.
Localization Essentials, sviluppato in collaborazione con Udacity e completamente gratuito, introduce gli studenti ai concetti base della localizzazione, utili per sviluppare prodotti destinati a un pubblico globale e proveniente dai più diversi contesti culturali. Le cinque lezioni del corso trattano i software principali utilizzati in questo settore, i profili professionali richiesti, i contenuti più frequentemente localizzati e molto altro.
Speriamo che condividere la nostra esperienza e le nostre conoscenze nel settore della localizzazione contribuisca allo sviluppo di prodotti utili e rilevanti per utenti di tutto il mondo, e dia a un numero crescente di persone opportunità di sviluppo prima non disponibili.
Scritto da: Bert Vander Meeren, Director, Google Localization Team Bert Vander MeerenDirectorGoogle Localization Team
Le ricerche sull’arte non sono mai state così facili. Voi da dove comincerete?
Anche se alcuni di noi sono attratti dalle pennellate decise della Notte Stellata di Van Gogh mentre altri preferiscono ammirare la gloria dorata del Bacio di Klimt, una cosa è certa: le persone amano l’arte. Ecco perché ogni mese su Google si fanno più di 500 milioni di ricerche sull’arte. Che siate dei principianti o dei divoratori di arte, Google può aiutarvi a diventare un esperto. Da oggi, per ogni ricerca relativa all’arte, avrete accesso a risultati più pertinenti e alla possibilità di approfondire gli argomenti di vostro interesse. Abbiamo anche aggiunto una nuova funzionalità di Street View che fornisce nozioni fondamentali sulle opere d’arte durante le visite virtuali ai musei: un po’ come una guida digitale!
Esplorate l’arte direttamente dalla Ricerca Google
Per aiutarvi a rendere la vostra ricerca un capolavoro, il team di Google Arts & Culture ha collaborato con gli ingegneri della Ricerca Google. Insieme hanno migliorato il modo in cui i nostri sistemi comprendono e riconoscono le opere d’arte, i luoghi in cui vederle di persona, gli artisti che le hanno realizzate, i materiali utilizzati, il periodo a cui appartengono e i collegamenti tra tutto questo.
Ora, quando cercate un artista come Gustav Klimt, vedrete un Riquadro informazioni interattivo che metterà in luce nuovi modi per saperne di più, come visualizzare una collezione di opere dell’artista o addirittura scorrere i musei dove i suoi dipinti sono esposti. E, per alcune opere, è possibile ammirare le immagini in alta risoluzione di Google Arts & Culture.
Google Arts & Culture, la vostra guida virtuale per i musei
Potete visitare centinaia di musei in tutto il mondo direttamente dal vostro computer con Google Maps e Google Arts & Culture. E da oggi il tour virtuale su Street View dà ancora più informazioni sia su desktop che su browser Chrome per dispositivi mobili. Mentre attraversate le stanze dei musei su Google Maps vedrete note utili e interessanti sui muri a fianco di ogni opera. Cliccando su queste note, vedrete una nuova pagina con altre informazioni fornite da centinaia dei musei più importanti al mondo. Potrete anche ingrandire le immagini in alta risoluzione, per avvicinarvi a queste opere come mai prima d’ora.
Per sviluppare questa funzionalità abbiamo utilizzato il nostro software di riconoscimento visivo. Proprio come Google Foto vi permette di cercare qualcosa nella vostra raccolta di foto, questo software ha scansionato i muri dei musei di tutto il mondo, identificando e categorizzando più di 15.000 opere d’arte.
Scoprire l’arte non è mai stato così facile con Google, e speriamo che tutto questo vi dia la giusta ispirazione per immergervi nel mondo artistico. Concedetevi un momento, lasciatevi trasportare e chi lo sa, con un po’ di fortuna forse troverete l’opera che… vi calza a pennello!
Scritto da: Marzia Niccolai, Technical Program Manager
L’intelligenza artificiale a portata di tutti
Lavoro a Google ormai da 13 anni ed è straordinario vedere come la mission dell’azienda di rendere universalmente accessibile l’informazione sia importante oggi tanto quanto lo era all’inizio. Da sempre cerchiamo di risolvere problemi complessi utilizzando l’analisi dei dati e l’informatica, anche quando la tecnologia intorno a noi impone cambiamenti radicali.
I problemi più complessi sono anche quelli che hanno un impatto più significativo sulla quotidianità di tutti noi ed è entusiasmante vedere quante persone abbiano fatto di Google una parte integrante della loro vita quotidiana. Abbiamo appena superato i 2 miliardi di dispositivi Android mensili attivi; YouTube ha raggiunto, oltre a 1 miliardo di utenti, anche 1 miliardo di ore di watchtime al giorno; e le persone usano Google Maps per fare oltre 1 miliardo di chilometri ogni giorno. Questa crescita sarebbe stata impensabile senza il passaggio al mobile, che ci ha portato a ripensare tutti i nostri prodotti: li abbiamo reinventati perché riflettano nuovi modelli di interazione, come l’utilizzo degli schermi multi-touch.
Oggi siamo di fronte a un nuovo cambiamento in campo informatico: il passaggio da mobile all’intelligenza artificiale. Per questo, ci troviamo a reinventare i nostri prodotti, adattandoli a un mondo che consente di interagire con la tecnologia in maniera più naturale e continuativa. Pensate al motore di ricerca Google: è stato creato sulla nostra capacità di comprendere testi all’interno di pagine web. Adesso, grazie ai progressi nell’ambito del deep learning, le persone possono usare immagini, foto e video come mai prima d’ora. La vostra fotocamera può “vedere”, voi potete parlare con il vostro telefono e ricevere delle risposte. Linguaggio e vista stanno diventando fondamentali per l’informatica tanto quanto la tastiera o gli schermi multi-touch.
L’Assistente Google è un ottimo esempio di questi passi avanti. È già attivo su oltre 100 milioni di dispositivi e diventa ogni giorno più utile. Ora Google Home è in grado di distinguere voci diverse, offrendo alle persone un’esperienza più personalizzata quando interagiscono con il dispositivo. Siamo anche in grado di rendere la fotocamera dello smartphone uno strumento capace di svolgere dei compiti. Google Lens è un insieme di funzionalità di calcolo basate sulla vista, in grado di comprendere ciò che state cercando, aiutandovi a intraprendere azioni basate su queste informazioni.
Invece di fare salti mortali per trovare la lunga e complicata password del Wi-Fi sul retro del router, il vostro telefono ora può aiutarvi a riconoscere la password, capire che state tentando di accedere alla rete Wi-Fi e autenticare l’accesso in modo automatico. E per utilizzare queste nuove funzionalità, non avete bisogno di imparare nulla di nuovo. L’interfaccia e l’esperienza utente possono essere molto più intuitive rispetto, ad esempio, al copiare e incollare da un’app all’altra dello smartphone. La prima cosa che faremo sarà introdurre le funzionalità di Google Lens all’interno dell’Assistente e di Google Foto, per poi estenderlo anche agli altri prodotti.
Tutto questo richiede risorse computazionali adeguate. L’anno scorso in occasione dell’I/O abbiamo annunciato la prima generazione di TPU che ci permettono di eseguire velocemente e in modo più efficiente i nostri algoritmi di machine learning. Oggi annunciamo la nostra prossima generazione di TPU: Cloud TPU, ottimizzati sia per le inferenze che per l’apprendimento e capaci di elaborare molte informazioni. Renderemo disponibile Cloud TPU su Google Compute Engine, in modo che le aziende e gli sviluppatori possano utilizzarlo.
Per noi è importante che questi progressi vadano a vantaggio di tutti, non solo degli utenti di Google. Siamo convinti che i problemi sociali più complessi possano trovare soluzioni rivoluzionarie se scienziati e ingegneri avranno a disposizione strumenti di calcolo migliori e più potenti e accesso immediato alla ricerca. Ma al momento gli ostacoli sono ancora troppi.
Ecco perché abbiamo deciso di sviluppare Google.ai, che concentra le nostre iniziative nel campo dell’intelligenza artificiale in un unico impegno capace di ridurre gli ostacoli e accelerare il modo in cui i ricercatori, gli sviluppatori e le aziende operano in questo campo.
Un modo per rendere più accessibile l’intelligenza artificiale è semplificando la creazione dei modelli di apprendimento automatico, le cosiddette reti neurali. Attualmente, la progettazione di reti neurali è estremamente impegnativa in termini di tempo e richiede competenze che limitano il suo utilizzo a una piccola comunità di scienziati e ingegneri. Ecco perché abbiamo creato un approccio chiamato AutoML, che dimostra che è possibile per le reti neurali progettare altre reti neurali. Speriamo che AutoML acquisisca capacità che solo pochi dottorandi hanno oggi e che nell’arco di tre o cinque anni possa permettere anche a centinaia di sviluppatori di progettare nuove reti neurali per le loro esigenze.
Oltre a questo, Google.ai permette a scienziati e sviluppatori di Google di collaborare su problemi in una vasta gamma di discipline, con risultati promettenti. Abbiamo utilizzato il machine learning per migliorare l’algoritmo che rileva l’avanzamento del tumore al seno nei linfonodi adiacenti. Abbiamo anche osservato notevoli progressi dell’intelligenza artificiale per quanto riguarda il tempo e la precisione con cui i ricercatori possono predire le proprietà delle molecole nonché la sequenza del genoma umano.
Questo sviluppo non è solo finalizzato alla progettazione di dispositivi futuristici o allo scopo di condurre ricerca all’avanguardia. Pensiamo anche che possa aiutare milioni di persone oggi, democratizzando l’accesso alle informazioni e aprendo nuove opportunità. Ad esempio, quasi la metà dei datori di lavoro americani afferma di avere ancora problemi ad assumere nuove risorse per le posizioni di lavoro aperte. Allo stesso tempo, chi sta cercando lavoro spesso non sa che c’è una posizione aperta proprio dietro l’angolo, perché la natura degli annunci di lavoro – elevata rotazione, poco traffico, incongruenza nei titoli professionali – li ha resi difficili da classificare per i motori di ricerca. Attraverso una nuova iniziativa, Google for Jobs, vogliamo mettere in contatto aziende e candidati e aiutare chi cerca lavoro a trovarlo. Come parte di questo impegno, nelle prossime settimane lanceremo una nuova funzionalità della Ricerca di Google che permetterà ai candidati in cerca di lavoro di trovare offerte a ogni livello di esperienza e retribuzione, incluse offerte di lavoro storicamente difficili da indicizzare e classificare, come quelle nei settori dei servizi e del commercio al dettaglio.
È affascinante realizzare come l’intelligenza artificiale stia iniziando a produrre frutti che le persone possono già cominciare a raccogliere. C’è ancora molta strada da fare per arrivare a un mondo in grado di sfruttare appieno le potenzialità dell’intelligenza artificiale. Ma più facilitiamo l’accesso alla tecnologia – sia in termini di strumenti che le persone possono utilizzare sia di modalità di applicazione – più tutti ne potremo beneficiare. Al più presto.
Per sapere di più su molti altri annunci di Google I/O, tra cui Android, Foto e VR, leggete le nostre ultime novità.
Scritto da: Sundar Pichai, CEO, Google
Il Grand Tour d’Italia con Google
La cultura e il saper fare italiano, ma anche l’arte, l’architettura, la musica e il cibo, hanno reso grande l’Italia nel mondo. Vi siete mai chiesti come questi capolavori del passato abbiano plasmato il presente in cui viviamo oggi e come possano essere continua fonte di ispirazione per il futuro?
300 anni fa il Grand Tour era un viaggio tre le città d’arte e la cultura del Bel Paese, alla portata di pochi. Oggi la scoperta dei tesori culturali e delle tradizioni dell’Italia viene reinterpretata attraverso la tecnologia di Google e il racconto di istituzioni culturali partner del Google Cultural Institute, tra cui il Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, la Fondazione Musei Civici di Venezia, l’Accademia dei Fisiocritici, il Consorzio per la Tutela del Palio di Siena, Outdoor Project, il Teatro Massimo di Palermo e reso disponibile per tutti nel Grand Tour d’Italia.
Da Venezia a Palermo, passando per Siena e Roma, potete intraprendere un viaggio digitale su Google Arts & Culture tra alcuni dei tesori culturali del nostro Paese, rivivere tradizioni senza tempo, guardare da vicino capolavori ad altissima risoluzione e scoprire innovazioni, che hanno cambiato per sempre il mondo moderno.
Immergetevi nell’atmosfera del Redentore, scopritene le origini e la storia, o con un semplice visore Google Cardboard vivete la magia della festa e dei suoi fuochi d’artificio in un’esperienza a 360°. Provate l’emozione di una tradizione che plasma la vita di un’intera città, vivendo i preparativi del Palio di Siena, proprio come se foste là. In un clic arrivate a Pienza e scoprite come una piccola cittadina di 3 mila abitanti abbia dato il via ad un nuovo approccio urbano, utilizzato poi nelle più grandi città moderne, come Brasilia. Passeggiate virtualmente per Roma e fermatevi davanti alla statua di Pasquino, scoprite la storia delle statue parlanti e delle Pasquinate, antesignani dei più moderni social media. Entrate nel Teatro Massimo di Palermo, il più grande edificio teatrale lirico d’Italia, e le sue innovazioni, un tempo fruito esclusivamente dalla élite della città, e oggi un punto di riferimento aperto a tutti.
4 città, 7 Cardboard tour, 25 video, 21 Tour con Street View, 38 mostre digitali, oltre 1300 tra immagini, fotografie, video e documenti in italiano e in inglese per scoprire curiosità, storie legate alla cultura e all’intrattenimento, ma anche alla scienza, allo sviluppo urbano, alle innovazioni e molto altro ancora, questo è il Grand Tour d’Italia.
A Venezia, e nei prossimi mesi anche a Siena, Roma e Palermo, questo viaggio virtuale diventa reale con l’obiettivo di celebrare i tesori della città, ma anche di preparare la città e i suoi abitanti ad un futuro sempre più digitale. Venite a trovarci dal 19 al 21 maggio all’Arsenale Nord, Tesa 94 (dalle 10 alle 20) e avrete la possibilità di scoprire come queste storie affascinanti prendono vita attraverso la tecnologia.
Entrate nelle opere di Canaletto, fotografate ad altissima risoluzione con Art Camera e proiettate a tutto schermo sulle pareti dell’Arsenale Nord, e scoprite come questi capolavori sono ancora studiati oggi per comprendere il fenomeno dell’acqua alta di Venezia; immergetevi nella rivoluzione avviata da Galileo in Piazza San Marco e fate un salto nello spazio grazie a Google Earth VR. Immergetevi nei video a 360° con l’aiuto di Daydream View o ancora mettetevi alla prova con Tilt Brush per reinterpretare le bellezze di Venezia e osservate le opere realizzate dagli altri visitatori in in realtà virtuale.
Non solo, ecco che altro abbiamo in programma per diffondere le competenze digitali e, attraverso la tecnologia, rendere le nuove generazioni pronte a cogliere le opportunità offerte dal digitale:
- YouTube: per content creator e video maker, è previsto per oggi un pomeriggio di formazione e condivisione insieme a KissandMakeup01, Marcello Ascani e Matcha Latte dove scoprire come sviluppare una strategia su YouTube dai primi passi fino ad avere una sempre crescente e appassionata base di fan.
- Competenze digitali: se siete imprenditori e desiderate sapere di più su come utilizzare il web per la vostra impresa, partecipate ad uno degli appuntamenti che abbiamo in programma insieme alla Camera di Commercio di Venezia. Dal 17 al 18 maggio i tutor digitali di Eccellenze in Digitale – il progetto di Unioncamere e Google per la digitalizzazione delle piccole e medie imprese – faranno tappa all’Arsenale per aiutare le aziende a sviluppare competenze digitali e avviare un dialogo sulle opportunità economiche della rete. Per iscriversi ai seminari (o ad entrambi) visitate la sezione “Eventi e corsi” del sito www.dl.camcom.it/
- Start-up: venerdì 19 maggio sarà la volta di Google Design Sprint, una giornata tutta dedicata al mondo delle start up che, applicando la metodologia del Design Sprint creata da Google Venture e il supporto di 5 mentor, avranno la possibilità di risolvere un problema per loro rilevante e testare nuove idee.
Vi aspettiamo all’Arsenale Nord, tesa 94, da venerdì 19 a domenica 21 maggio dalle 10 alle 20, non mancate!
Scritto da: Grand Tour Team
Un aggiornamento sui miglioramenti della qualità della Ricerca
La ricerca su web può essere sempre migliorata; lo sapevamo quando ho cominciato a lavorare al motore di ricerca nel 1999 ed è ancora vero oggi. Allora, Internet stava crescendo con incredibile rapidità, era necessario dare un senso a quella esplosione di informazioni, organizzarle e presentarle in modo tale che le persone potessero trovare quello che stavano cercando direttamente nella pagina dei risultati di ricerca. Il lavoro al tempo era attorno a PageRank, l’algoritmo fondamentale usato per misurare l’importanza delle pagine web per poterle ordinare nei risultati. Oltre a cercare di organizzare le informazioni, i nostri algoritmi hanno sempre dovuto lottare con individui o sistemi che cercavano di “imbrogliare” i nostri sistemi per apparire più in alto nei risultati di ricerca, utilizzando produttori di contenuto (content farms) di bassa qualità, testo nascosto e altre pratiche ingannevoli. Abbiamo combattuto questi problemi, e altri nel corso degli anni, apportando regolarmente modifiche ai nostri algoritmi e introducendo altre funzioni che impediscono di imbrogliare il sistema.
Oggi, in un mondo in cui vengono pubblicate online decine di migliaia di pagine ogni minuto, ci sono nuovi metodi con cui le persone cercano di imbrogliare il sistema. Quello più visibile è il fenomeno delle “fake news”, per cui del contenuto presente sul web ha contribuito a diffondere informazioni palesemente ingannevoli, di scarsa qualità, offensive o completamente false. Sebbene questo problema sia diverso da quelli affrontati in passato, il nostro obiettivo resta sempre lo stesso: offrire alle persone accesso a informazioni rilevanti provenienti dalle fonti più affidabili a disposizione. E benché non sempre riusciamo del tutto nel nostro intento, stiamo facendo buoni progressi nell’affrontare il problema. Tuttavia, per ottenere cambiamenti che abbiano un impatto a lungo termine, sono necessari cambiamenti più strutturali alla Ricerca.
Proprio con un obiettivo di lungo termine in mente, oggi stiamo compiendo un altro passo per continuare a far emergere più contenuto di alta qualità dal web, il che include miglioramenti al search ranking (il sistema di posizionamento nel motore di ricerca), modi più semplici perché le persone possano fornirci feedback diretti e ancora più trasparenza su come funziona la Ricerca.
Posizionamento nel motore di ricerca
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Nuove Linee guida per i valutatori della qualità della Ricerca: quello che porta a cambiamenti alla Ricerca è un processo che coinvolge diverse sperimentazioni. Come parte di questo processo, ci sono valutatori – persone reali che valutano la qualità dei risultati di ricerca di Google – che ci forniscono un riscontro sui nostri esperimenti. Queste valutazioni non determinano il posizionamento di singole pagine, ma vengono utilizzate per raccogliere dati sulla qualità dei nostri risultati e identificare aree che richiedono miglioramenti. Lo scorso mese, abbiamo aggiornato le nostre Linee guida per i valutatori della qualità della Ricerca (Search Quality Rater Guidelines) con esempi più dettagliati di pagine di scarsa qualità in modo che i valutatori le segnalino appropriatamente; gli aggiornamenti includono informazioni ingannevoli, risultati inaspettatamente offensivi, bufale e teorie cospiratorie non dimostrate. Queste linee guida cominceranno ad aiutare i nostri algoritmi a far retrocedere simili contenuti di scarsa qualità e ad introdurre ulteriori miglioramenti nel tempo.
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Cambiamenti nel posizionamento: combiniamo centinaia di segnali per determinare quali risultati mostrare per una determinata ricerca, da quanto è recente il contenuto al numero di volte in cui il termine di ricerca compare nella pagina. Abbiamo modificato i segnali per aiutare a far emergere più pagine più autorevoli e far retrocedere contenuti di scarsa qualità, cosicché problemi come quello dei risultati che negano l’Olocausto che abbiamo visto a Dicembre abbiano meno probabilità di presentarsi.
Maggiore trasparenza sui nostri prodotti
Nel corso degli ultimi mesi ci sono state poste domande difficili sul perché nel Completamento automatico comparissero previsioni di ricerca scioccanti o offensive. Su questa base, abbiamo valutato come migliorare le nostre policy sul contenuto e le abbiamo aggiornate di conseguenza. Ora pubblichiamo queste policy nella nostra Guida, in modo che chiunque possa approfondire il Completamento automatico e il nostro approccio alle rimozioni.
Per chi è interessato ad approfondire ulteriormente, abbiamo recentemente aggiornato il sito How Search Works per offrire più informazioni sulla tecnologia che sta dietro alla Ricerca. Il sito contiene una descrizione di come il sistema di posizionamento di Google sceglie tra miliardi di pagine per fornirvi i risultati di una ricerca e include anche una descrizione del processo di test da parte degli utenti.
Post content Scritto da: Ben Gomes, VP of Engineering, Google Search



