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Che fine ha fatto SpinLaunch, lo sparasatelliti elettrico?
Quasi due anni fa ho scritto un articolo a proposito di SpinLaunch, una società privata che propone di lanciare piccoli satelliti usando un sistema a frombola, con un braccio rotante che viene accelerato ad altissima velocità e rilascia il satellite all’istante opportuno; il satellite parte quindi come un proiettile balistico, attraversando gli strati più densi dell’atmosfera senza usare propellente, riducendo (in teoria) i costi e l’impatto ambientale di un lancio tradizionale basato su propellenti chimici.
Da quell‘articolo è passato un bel po’ di tempo senza novità
significative. SpinLaunch ha pubblicato alcuni video dei lanci suborbitali di
prova che ha effettuato, come questo, che si riferisce
a un test del 27 settembre 2022, in cui ha lanciato dei carichi sperimentali
di NASA, Airbus U.S., Cornell University e Outpost. Non è stata indicata la
quota raggiunta, ma le notizie (Space.com) parlano di accelerazioni di circa 10.000 g e di una dimostrazione della
realizzabilità di carichi utili in grado di sopportare queste sollecitazioni
usando componenti standard. I carichi sono stati recuperati con successo.
Questo è stato il decimo lancio di prova effettuato e il primo con carichi di terze
parti.
La notizia più recente pubblicata nella
rassegna stampa sul sito
di SpinLaunch risale al
9 ottobre 2022, quasi un anno fa, e parla del decimo lancio di prova, notando che la
velocità massima raggiunta dal veicolo è intorno ai 7.500 km/h. Notevole, ma
per un’orbita bassa servono 28.000 km/h (che non è necessario raggiungere con il braccio, dato che il progetto di SpinLaunch prevede che il veicolo abbia un motore a propellente chimico che si accenderebbe dopo il superamento degli strati atmosferici più densi, accelerando fino alla velocità orbitale).
Un articolo del 2 settembre 2023 su
The Space Bucket
(con relativo video)
riferisce che SpinLaunch sembra aver trascorso quest’ultimo anno andando in
cerca di finanziamenti e di un sito dove costruire la versione orbitale del
proprio lanciatore, senza effettuare altri lanci. I siti presi in
considerazione includono l‘Alaska, l’Australia e le Hawaii (il lanciatore
attuale è nello stato del New Mexico, negli Stati Uniti). SpinLaunch
attualmente dichiara nelle sue
FAQ che
“il primo Sito di Lancio Orbitale è in via di selezione finale in un
luogo che verrà rivelata prossimamente situato in una regione costiera degli Stati Uniti” (“The first Orbital Launch
Site is in final selection in a soon-to-be-disclosed location in a coastal
region of the United States”), ma questa FAQ risale a oltre un anno fa.
Un
servizio video della
CBS News datato 3 settembre 2023 (cinque giorni fa) mostra immagini del
lanciatore, dei lanci e dei veicoli/proiettili di prova e intervista il
fondatore, ma non fornisce novità.
Il 7 settembre 2023 Chris Bergin di NasaSpaceflight.com ha riportato su X (l’ex Twitter) un estratto di un comunicato stampa di SpinLaunch che annuncia una partnership di investimento da parte della giapponese Sumitomo Corporation. Non vengono indicate cifre.
E questo, per il momento, è tutto: per il futuro, il sito di SpinLaunch
descrive il progetto del lanciatore orbitale, denominato L100, che avrebbe una camera a vuoto circolare obliqua con un
diametro di circa 90 metri, collegata a un tubo di lancio dotato di portelli
ad apertura e chiusura ultrarapida (e, presumo, molto ben sincronizzata) che
impedirebbero la ripressurizzazione della camera dopo il lancio e in teoria consentirebbero una cadenza di lancio molto rapida (un paio d’ore fra un lancio e l’altro).
Non è difficile notare che quello che Spinlaunch ha costruito e propone di costruire è non solo un lanciatore di veicoli spaziali, ma anche in sostanza un cannone elettrico, che spara proiettili ipersonici. Se li lanciasse angolati, anziché verticalmente come sta facendo, avrebbero una gittata non trascurabile, e sarebbero dei proiettili assai difficili da intercettare. La soluzione di usare un braccio rotante, invece di un acceleratore lineare come nei cannoni elettrici militari (railgun) attuali, riduce il picco di energia elettrica richiesto, dato che il braccio può essere portato alla velocità di lancio gradualmente. Le applicazioni e implicazioni militari, insomma, non sono trascurabili, anche se le velocità di lancio raggiunte finora da SpinLaunch sono inferiori ai 12.000 km/h dei railgun lineari.
Inoltre un sistema del genere sarebbe molto interessante se installato sulla Luna o su altri corpi celesti che non hanno un’atmosfera densa o non ne hanno affatto: costituirebbe un metodo efficace per lanciare carichi senza dover portare o fabbricare propellente, senza sollevare polvere superficiale al decollo e senza contaminare la zona di lancio con il proprio scarico di gas combusti, evitando la necessità di collocare il sito di lancio lontano dalle strutture abitate (sarebbe sufficiente metterlo dietro una collinetta che conterrebbe eventuali malfunzionamenti catastrofici). L’energia per alimentarlo sarebbe elettrica, e quindi generabile in loco usando dei pannelli solari e un sistema di accumulo.
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