I suoi effetti visivi usavano il computer come ausilio, per esempio per comandare la cinepresa, ma gli oggetti che riprendeva erano sempre modelli reali, fisici, perché così otteneva un dettaglio e un realismo che ancora oggi la grafica digitale stenta a raggiungere: una lezione che alcuni registi, come Christopher Nolan, hanno imparato ma che molti altri hanno trascurato, sedotti dal nuovo giocattolo digitale.
Il volo degli spinner sopra la città in Blade Runner? Opera sua, con modelli fisici e cinepresa computerizzata per riprendere i singoli elementi in passate multiple perfettamente identiche e a registro, direttamente sulla pellicola originale, senza dover fare compositing ottico che degradava le immagini. Le inquietanti nubi nel cielo di Incontri ravvicinati del terzo tipo? Sue, ottenute riprendendo liquidi versati in una vasca.
Ho avuto l’onore di seguire una sua masterclass e di parlargli al Festival di Locarno nel 2013. Trovate qui il mio resoconto e le sue parole, chiare e conclusive, sulle teorie di complotto che asseriscono che le immagini degli allunaggi sarebbero state ottenute con gli effetti speciali. Le sue tecniche e la sua arte visiva hanno incantato e ispirato per decenni e resteranno indelebili nella storia. Grazie, maestro.
Fonti aggiuntive: Engadget, Hollywood Reporter.


