In occasione della
Le tracce cartacee lasciate da Shakespeare durante la sua vita
Le immagini satellitari del programma Landsat
Proteggere il patrimonio documentario da tali minacce è quindi un esercizio per preservare le memorie che sono venute a definirci, come esseri umani, attraverso una serie di conquiste nelle arti e nella letteratura, nella geografia, nella politica, nella scienza e nella tecnologia, e nella religione, così come in altri campi dell’impegno umano nel corso della storia. Di conseguenza, la perdita di memoria può diminuire criticamente la nostra identità come individui e come comunità.
Imparare dalla nostra eredità storica
Per apprezzare meglio l’obiettivo generale del Programma Memorie del Mondo dell’UNESCO come affermazione della nostra umanità condivisa, basta considerare la Raccomandazione UNESCO 2015 relativa alla conservazione e all’accesso al patrimonio documentario, anche in forma digitale, che sottolinea “l’importanza del patrimonio documentario per promuovere la condivisione della conoscenza per una maggiore comprensione e dialogo, al fine di promuovere la pace e il rispetto della libertà, della democrazia, dei diritti umani e della dignità”. In questo senso, il Programma conserva documenti storicamente significativi che contengono e richiamano la memoria di eventi e movimenti sia positivi che negativi che ci ricordano dove siamo stati, di avvenimenti che non dovrebbero mai essere dimenticati, e di momenti che hanno plasmato la nostra società globale nel bene e nel male.
È attraverso questa conservazione della storia, e la digitalizzazione delle impronte che rimangono, che si possono tramandare lezioni sulla natura stessa dell’umanità.
Fackson Banda, Chief of UNESCO Documentary Heritage Unit


