Poco fa SpaceX ha fatto volare il prototipo numero 10 della sua Starship, facendolo salire a circa 10 chilometri di quota per poi fermarsi a mezz’aria ed effettuare una discesa controllata con atterraggio finale. A differenza dei test precedenti, stavolta il veicolo ha frenato correttamente, si è fermato in volo librato sopra la piazzola di atterraggio, sostenuto soltanto dalla spinta di due dei suoi tre motori (uno spento intenzionalmente), e poi è atterrato, anche se un po’ bruscamente e con una lieve pendenza.
Vari minuti dopo l’atterraggio, però, c’è stato il gran finale a sorpresa:
An amazing shot of Starship SN10’s post-landing Rapid Unplanned Disassembly (RUD) after Wednesday’s test flight.
➡️https://t.co/bOsEo1u0u0 pic.twitter.com/FmNtYBFmIe
— Chris B – NSF (@NASASpaceflight) March 3, 2021
È comunque un progresso; non dimentichiamoci che si tratta di voli sperimentali dai quali si raccolgono enormi quantità di dati ed esperienze comunque vadano. Il concetto di scendere in “spanciata” per frenare e poi raddrizzarsi per poi atterrare usando soltanto i motori è stato dimostrato. C’è solo da migliorare il molleggio dell’atterraggio.
E a differenza di altri progetti spaziali (SLS, in ritardo di almeno due anni e fuori budget di 2 miliardi di dollari), questo costa poco e migliora in fretta. Il prossimo prototipo, il numero 11, è quasi pronto.
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