Pornhub ha attirato l’attenzione delle autorità in seguito all’articolo del New York Times, pubblicato lo scorso dicembre, in cui veniva accusato di monetizzare su sfruttamento dei minori, revenge porn e altri contenuti illegali. Ora, il sito web ha voluto illustrare i cambiamenti avvenuti da quel momento, svelando di appoggiarsi ana società di terze parti – chiamata Yoti – che verifica l’identità degli utenti in grado di caricare i contenuti.
