Non bastasse l’accusa dell’Antitrust di posizione dominante sul mercato, Facebook deve ora difendersi da nuove accuse da parte delle autorità americane. Stavolta gli strali giungono dal Dipartimento di Giustizia, che ha ravvisato procedimenti di assunzione contrari alle normative vigenti da parte dell’azienda di Mark Zuckerberg. Nello specifico, l’accusa è di “discriminazione dei lavoratori statunitensi qualificati”: durante i colloqui sarebbero stati infatti preferiti i titolari di visti temporanei. La procedura discriminatoria si sarebbe consumata tra il gennaio del 2018 e il settembre del 2019 per l’assegnazione di 2.600 posizioni con uno stipendio medio annuo di 156.000 dollari.
