Una parziale smentita o, per meglio dire, una “precisazione” che ha l’effetto di ridimensionare le dichiarazioni di Jane Silber. Avevamo già trattato la questione cloud e la partnership tra Canonical e HP. Smaltiti gli entusiasmi iniziali, ora la logica business sembra prendersi le sue rivincite. A quanto pare il ruolo primario di Ubuntu, come sistema operativo per il cloud HP, sembra essere stato ridimensionato. Secondo fonti interne ad HP, il fatto che Ubuntu venga utilizzato nell’infrastruttura beta di HP non significa affatto che le strade per altri sistemi operativi siano precluse.
Sembra che i dirigenti di Canonical abbiano quindi mal interpretato l’intento di HP nella scelta per il test della loro piattaforma. Da Canonical fanno sapere che, nonostante la precisazione di HP, nulla è cambiato. Un errore grossolano. Di sicuro è “uno scivolone” in termini di marketing. E non di poco conto.
I responsabili della comunicazione hanno persino rettificato il titolo originale del post per ridimensionare l’eco della notizia. Rimane allora da capire se siano state prese decisioni di medio periodo sulle tecnologie da adottare, da parte di HP. Nell’analisi potrebbe pesare anche il rapporto privilegiato che HP ha coltivato con Microsoft. HP è attore attivo nelle soluzioni Azure. Parliamo sempre di cloud, dunque. La “morale” sembra essere: nessuna partnership è scontata. E, come spesso accade per questi accordi, i matrimoni non sono ben accetti.
Via | ChannelRegister
Ubuntu e HP, una partnership senza primati é stato pubblicato su Ossblog.it alle 11:00 di venerdì 18 novembre 2011.
