Vim vedeva la luce il 2 novembre 1991. Due decadi con l’editor tra i più famosi e rappresentativi del mondo UNIX e del software libero. Compagno fedele di molti programmatori e sistemisti, spesso visti come degli “eletti” per il solo fatto di aver superato quello scoglio iniziale che Vim impone a tutti i neofiti. Prima di poterne anche solo comprendere appieno tutte le funzionalità offerte servono ore. Più un ambiente di lavoro che un banale editor, con le sue logiche e le sue stranezze.
La versione 1.14, la prima ad essere resa pubblica, fece la sua comparsa nel Fish Disk #591 della “Fresh Fish’s Amiga freeware collection”. Bram Moolenaar lo sviluppò per scopi personali con l’intento di renderlo il più possibile simile a vi. Con gli anni, l’aiuto di altri programmatori e una comunità di utenti molto affezionata, è diventato l’emblema degli editor per sistemi UNIX-like. Moltissimi i plugin disponibili e per gli scopi più disparati.
Quello che mi ha sempre affascinato di Vim, pur non essendone un esperto, è la sua portabilità e il suo approccio sofisticato. Utilizzandolo si ha la sensazione di usare uno strumento antico e per certi versi misterioso, ma per molti utenti è insostituibile e soprattutto attuale. Probabilmente è una di quelle “reliquie” dell’informatica che non soffrirà mai del tipico invecchiamento tecnologico.
Via | ars technica
Un ventennio con Vim é stato pubblicato su Ossblog.it alle 19:00 di giovedì 03 novembre 2011.
