Il declino dei formati fisici per l’ascolto di musica – fatta eccezione per il vinile, cresciuto del 1.427% dal 2007 a oggi – è stato visto con un certo entusiasmo dai sostenitori di un mercato dell’intrattenimento più amico dell’ambiente. D’altronde, la riduzione nella richiesta di CD e DVD ha portato anche a un calo di emissioni correlate alla produzione di questi formati, così come alla domanda di materiali plastici. Eppure le alternative digitali non appaiono così green come sembrano: secondo un recente report di BBC, anche la musica in streaming inquina.
