In tutti gli impianti, nei campi operativi, nei villaggi e nelle città africane dove Eni ha realizzato progetti di sviluppo, è presente una doppia bandiera: quella del cane a sei zampe e quella locale. Tra Eni e il continente africano c’è infatti una legame che dura dal 1954, da quel primo passo nel deserto egiziano fino alle più recenti scoperte di gas nel Mediterraneo, un rapporto indissolubile che si è creato grazie all’impegno dell’azienda in questi Paesi.
