Hyundai Italia attaccata, dati dei clienti trafugati. Occhio alle truffe
Se avete una Hyundai acquistata in Italia, occhio a messaggi e chiamate da parte di sedicenti rappresentanti dell’azienda. Il ricercatore di sicurezza Troy Hunt segnala una comunicazione “riservata e confidenziale” da parte di Hyundai in italiano che annuncia che “una terza parte non autorizzata ha avuto accesso” a “e-mail, indirizzi e numeri di telefono” dei clienti e a “dati dei veicoli (come i numeri di telaio)”.
Data breach at @Hyundai_Italia: pic.twitter.com/oMMcFiG2Ud
— Troy Hunt (@troyhunt) April 11, 2023
Normalmente dati di questo genere vengono rubati da malfattori per usarli in truffe di vario genere. Uno scenario banale ma tipico è la richiesta di denaro per qualche fantomatica pratica burocratica, resa credibile dal fatto che il truffatore scrive o chiama citando gli estremi e i dettagli del cliente-vittima.
Questo è il testo integrale della comunicazione citata da Hunt:
Gentile [omissis]
a nome di Hyundai Motor Company Italy, sono spiacente di informarla che la nostra azienda ha recentemente appreso che una terza parte non autorizzata ha avuto accesso ad alcune informazioni contenute nel nostro database clienti.
Non appena ci è stato comunicato l’incidente abbiamo immediatamente avviato un’indagine e messo in atto tutte le misure per arginarlo. Ci siamo rivolti ai migliori specialisti di cybersecurity ed ai nostri avvocati per farci supportare nella gestione dell’incidente. Abbiamo informato
tempestivamente il Garante per la Protezione dei Dati Personali e tra le varie misure di sicurezza adottate, abbiamo bloccato il server interessato e lo abbiamo rimosso definitivamente dalla rete. Stiamo continuando a lavorare con i nostri team IT per garantire che i nostri sistemi mantengano un elevato
standard di sicurezza.Le nostre indagini informatiche hanno confermato che alcuni dati dei nostri clienti potrebbero essere effettivamente stati impattati. Nello specifico, i dati comprendono informazioni di contatto (come e-mail, indirizzi e numeri di telefono) e dati dei veicoli (come i numeri di telaio). Non sono stati invece colpiti né dati finanziari, né numeri di identificazione ufficiali.
Sebbene non vi siano prove che i dati interessati siano stati utilizzati per scopi fraudolenti, per estrema cautela, la invitiamo a prestare particolare attenzione ed a verificare qualsiasi tentativo di contatto via e-mail, posta e/o sms che possa sembrare provenire da Hyundai Italia o da altre entità del Gruppo Hyundai. In particolare, le raccomandiamo di evitare di premere qualsivoglia link che possa essere contenuto nel tentativo di contatto che potrebbe ricevere.
Come sempre, può contattarci direttamente per qualsiasi verifica o supporto.
A questo proposito, abbiamo predisposto un canale dedicato che potrà raggiungere all’indirizzo databreach@hyundai.it.
Per noi di Hyundai Motor Company Italy la protezione dei dati personali dei nostri clienti è sempre stata una priorita assoluta.
Ci impegniamo ogni giorno per garantire i massimi standard di sicurezza ed assicurare una risposta pronta e esaustiva in caso di qualsiasi rischio, anche solo potenziale.
Hyundai Motor Company Italy si scusa per qualsiasi preoccupazione che questo incidente possa averle causato.
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Il Corriere scrive stupidaggini spaziali. E se sostituissimo i titolisti inetti con ChatGPT?
Uno dei primi lavori umani eliminati dall’intelligenza artificiale di ChatGPT e simili potrebbe essere la creazione di titoli e sottotitoli di articoli di giornali. Faccio un esempio pratico.
Un lettore su Mastodon mi segnala che il Corriere della Sera ha scritto l’8 aprile scorso un
articolo
più che dignitoso sulle nuove immagini di Urano acquisite dal telescopio
spaziale Webb, ma lo ha agghindato con un sottotitolo che dice una scemenza
spaziale, ossia che il telescopio Webb (che sta nello spazio) ha
“ottiche… capaci dunque di compensare la distorsione creata
dall’atmosfera terrestre”.
Evidentemente chi si occupa dei titoli degli articoli non si è chiesto nemmeno
lontanamente perché un telescopio situato nello spazio avesse bisogno di
ottiche che compensassero problemi atmosferici.
In realtà l’articolo cita dapprima le foto nuove del telescopio spaziale Webb
e poi parla delle immagini di Urano scattate tempo addietro da un telescopio
terrestre, che è quello con le ottiche adattative. Il “titolista” (uso
le virgolette perché alcuni colleghi negano che esista) ha fatto un disinvolto
minestrone dei due concetti, e il risultato è un titolo che dice
“Urano e i suoi anelli come non l’avete mai visto: la nuova foto del
telescopio James Webb”
e un sottotitolo che recita
“L’immagine che racconta la ricchezza dell’atmosfera del settimo pianeta
del Sistema Solare è stata scattata con ottiche adattive agli infrarossi,
capaci dunque di compensare la distorsione creata dall’atmosfera
terrestre”.
Ho segnalato la cosa al Corriere. Al momento in cui pubblico questo articolo il sottotitolo è ancora com’era. Copia permanente:
https://archive.is/LdAen.
Forse sarebbe il caso di assumere “titolisti” meno inetti, ma questa è una
proposta che giace inascoltata da tempo. Assumere gente che lavori bene costa,
mandare a casa quella che lavora male pure, e quindi il giornalismo finisce
per diventare inattendibile. L’articolista magari si sforza pure di scrivere
le cose giuste, come in questo caso, ma la sua fatica viene stroncata dal
pasticcione che gli imbratta il lavoro.
Allora faccio un’altra proposta: e se facessimo scrivere titoli e sottotitoli
a ChatGPT, che costa meno? Magari le parole “costa meno” hanno più
effetto su editore di parole come “qualità”.
Ci ho provato, usando il mio account OpenAI a pagamento (20 dollari/mese), che
mi permette di usare la versione 4 di ChatGPT, e gli ho chiesto:
“Crea un titolo di al massimo 90 caratteri e un sottotitolo di al massimo
220 caratteri per questo testo:”, dandogli in pasto il testo del Corriere. Ho scelto questi limiti di
lunghezza basandomi sulla lunghezza del titolo e del sottotitolo originali.
ChatGPT mi ha scritto questo in una manciata di secondi:
Titolo: Il telescopio James Webb rivela gli anelli di Urano con dettagli
senza precedentiSottotitolo: In una straordinaria foto a infrarossi, il gigante ghiacciato
mostra la sua atmosfera perlacea e gli anelli polverosi, mentre gli
scienziati anticipano ulteriori scoperte grazie alle capacità del potente
telescopio spaziale.
Screenshot per i dubbiosi:
Allora, Corriere, cosa aspettate a licenziare i titolisti e
rimpiazzarli con ChatGPT? Ovviamente, come io e altri abbiamo scritto tante volte, c’è il rischio che ogni tanto ChatGPT scriva delle cretinate. Ma se ne scrive meno dei titolisti umani, e costa meno di loro, come la mettiamo?
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