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Intelligenza artificiale produce algoritmi di sort più veloci
Deepmind, il centro di ricerca sull’IA di Google, ha annunciato di aver realizzato algoritmi di sort più veloci di quelli usati finora grazie all’ottimizzazione del codice esistente, effettuata usando l’intelligenza artificiale e specificamente il deep reinforcement learning del software AlphaDev. Il risultato è pubblicato su Nature.
Il sort è una funzione usatissima quotidiamente da miliardi di persone senza neanche rendersene conto. Qualunque elenco ordinato, dalla rubrica dello smartphone all’anagrafe nazionale, è generato e aggiornato tramite questa funzione. Avere un sort più veloce significa offrire un servizio migliore con consumi energetici minori (perché la potenza di calcolo richiesta è minore).
Google ha reso open source questi algoritmi più efficienti, che vengono già usati in concreto trilioni di volte al giorno, secondo i ricercatori. Una volta tanto, una buona notizia dal fronte turbolento dell’intelligenza artificiale. Tutti i dettagli, in forma divulgativa, sono in questo post di Deepmind e in questo articolo di Ars Technica.
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ANTEPRIMA Podcast RSI – Strane mail dagli Illuminati, droni assassini e… Massimizzatori di Fermagli
ALLERTA SPOILER: Questo è il testo di accompagnamento al podcast
Il Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera che uscirà questo
venerdì presso
www.rsi.ch/ildisinformatico.
—
[CLIP: Il T-800 (Schwarzenegger) spiega la rivolta di Skynet, da Terminator 2 – Il Giorno
del Giudizio (1991). Notate la pronuncia terribile di “stealth” e l’uso
della parola inventata “automizzati” nel doppiaggio italiano]
L’idea che cedere il controllo delle armi militari all’intelligenza
artificiale non possa che finire male è un cliché della fantascienza almeno
dai tempi di Wargames o di Terminator, film che ormai hanno più
di qualche decennio sulle spalle, eppure pochi giorni fa ha fatto il giro del
mondo la notizia che un test militare statunitense avrebbe affidato il
controllo di un drone armato a un’intelligenza artificiale, che pur di
completare la propria missione non avrebbe esitato a uccidere il proprio
operatore, che la frenava. Uccidere virtualmente, s’intende, ma la vicenda ha
comunque creato allarme e apprensione perché è stata raccontata molto
maldestramente a vari livelli.
Vale la pena di chiarirla per levare eventuali residui di panico ma anche
perché contiene un’idea molto importante per qualunque applicazione basata
sull’intelligenza artificiale, con scopi militari o civili. Stranamente,
questa idea ha a che fare con le fabbriche di fermagli, ed è uno degli
argomenti della puntata del 9 giugno 2023 del Disinformatico, il
podcast della Radiotelevisione Svizzera dedicato alle notizie e alle storie
strane dell’informatica, insieme a questa vicenda del drone assassino
(virtuale) e a un’indagine su una bizzarra campagna di spam che vi propone di
entrare a far parte degli Illuminati per avere “potere, fama e gloria”.
Ma cosa succede se si risponde all’invito?
Sono Paolo Attivissimo, e dopo la sigla vi racconterò cosa hanno scoperto in
proposito gli investigatori di sicurezza informatica.
[SIGLA di apertura]



