Già da un anno, da giugno 2022, a San Francisco circolano i taxi autonomi di
Cruise, usabili dal pubblico dopo anni di prove e collaudi. A bordo non
c‘è un conducente in caso di emergenza; c’è solo un monitoraggio remoto. E i risultati si vedono: nonostante la
selva di sensori, che includono radar, LIDAR e telecamere, non appena l’auto
incontra una caratteristica della strada che non è stata premappata nei suoi
sistemi non ha idea di cosa fare. E questo
non è l’unico caso documentato. La strada verso la guida realmente autonoma su strade non dedicate sembra
essere ancora molto lunga.
Cruise stuck in the Middle of the road in SF.
pic.twitter.com/0XOcfC3Q2M— Tesla Owners Silicon Valley (@teslaownersSV)
June 4, 2023
Anche Waymo, altro gestore di auto autonome, non se la passa bene. È arrivata da poco la notizia che sempre a San Francisco una delle sue auto ha investito e ucciso un cane che le ha attraversato la strada mentre il veicolo era in modalità autonoma in una zona in cui il limite di velocità è 25 miglia orarie (40 km/h). L’incidente è avvenuto nonostante ci fosse un conducente d’emergenza a bordo e nonostante il riconoscimento del cane da parte del software del veicolo.
Certo, anche gli umani purtroppo investono gli animali e anche i pedoni, e può anche darsi che la situazione abbia reso impossibile evitare la collisione. Ma l’investimento di questo cane non rassicura un pubblico già scettico sui veicoli autonomi.