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La nuova sfida tecnologica è l’uomo
telemedicina— di Carola Salvato, CEO Havas Life Italia — Viviamo in un mondo sovraccarico di stimoli digitali sempre più pervasivi, la connettività è la nostra stessa esistenza, siamo dei Cyberg…
L’articolo La nuova sfida tecnologica è l’uomo scritto da Paolo Brambilla proviene da Assodigitale.
The city using Google tools for environmental education
Since launching Google’s Environmental Insights Explorer (EIE) in 2018, my team and I have seen how data can help local governments develop relevant climate plans.
EIE is a free tool designed to help measure emission sources and identify strategies to reduce emissions. In Pune City, India, the local government has used data from EIE to better analyze trip emissions. In Australia, Ironbark Sustainability and Beyond Zero Emissions have developed Snapshot Climate, a community climate tool that incorporates EIE transportation and emissions data — and shares it with local councils and other organizations across the country.
So far, over 320 cities worldwide have made their data available for the public to view through the platform — including West Nusa Tenggara, in Indonesia, the first place in Southeast Asia to adopt EIE.
While we have seen how EIE has helped cities shape their efforts to reduce emissions using data, that’s not the only benefit that the tool offers. Cities like Yokohama in Japan are also using it to educate their citizens.
I wanted to learn more about this initiative — so in the lead-up to Earth Day this week, I sat down with Hiroki Miyajima, the Executive Director of the General Affairs Department in the International Affairs Bureau of the City of Yokohama.
Hiroki-san, it’s wonderful to know that Yokohama City uses Google’s Environmental Insights Explorer (EIE). What motivated the city to use this tool?
I was introduced to EIE back in 2020 and found it to be an excellent tool with visual capabilities and accessible simulation features for us to understand our city better. As we already had data on greenhouse gas emissions, I saw the tool as a great way to build awareness around sustainability among our citizens.
Households in Yokohama generate about 25% of our current CO2 emissions. With our mayor having announced a goal of reducing emissions by 50% by 2030, we need to encourage our citizens to change their behavior as we work towards decarbonization. That starts with education, in particular for children and young people: our next generation. We’ve begun incorporating EIE into education programs from junior high school to universities. By exploring EIE, these students can visualize and better understand the impacts of CO2 emissions.

A student using the Environmental Insights Explorer in class.
What impact have you seen since the education programs have rolled out?
I’ve heard several anecdotal stories from teachers. After attending one class, a junior high school student commented that he would make sure to turn off unnecessary electricity if he saw no one using the classroom. Another student said he plans to incorporate energy-saving ideas at home and share what he learns with his parents.
At universities, we see student teams incorporating EIE data into their projects. For instance, one group created a report on promoting the use of electric vehicles and shared their presentation at an international conference held by the Ministry of Foreign Affairs.
I’m incredibly encouraged knowing that our younger generation cares about their city and this planet. We can motivate them to take practical action through education, no matter how big or small they are. We look forward to bringing EIE to more institutions.
Why should other cities consider getting on board in using EIE with city planning?
We’ve been collaborating and supporting urban development projects with emerging cities in Southeast Asia. We’ve noticed that many of these cities have not had the chance to calculate the amount of GHG emissions they generate. One reason for this is that calculating emissions can be time-consuming and requires significant funding. However, using EIE, it’s possible to get insightful data efficiently and effectively.
If you’re part of a local government and interested in what EIE can do for your community, fill out this formto get in touch with our team, or visit our website.
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DragonChase 2022: Crew4 non partirà prima del 26 aprile. Non riusciremo a vedere la partenza dal vivo
Dopo un paio di giorni di voci di corridoio e di ipotesi, è arrivata la conferma ufficiale: la missione Crew-4 non partirà prima del 26 aprile, ampiamente fuori tempo massimo per noi DragonChaser, che dobbiamo rientrare in Europa il 23.
In sintesi, l’annuncio NASA dice che le condizioni meteo hanno reso necessario lo slittamento del rientro della missione Axiom-1 (che ha portato quattro astronauti commerciali a bordo della Stazione grazie a una capsula Dragon). Il rientro inizierà alle 8:35 EDT del 23 aprile con lo sgancio dalla Stazione e terminerà con un ammaraggio al largo della Florida alle 13:46 locali del 24 aprile.
Questo rientro è essenziale per la missione Crew-4 perché la capsula di Axiom-1 attualmente occupa il punto di attracco (docking port) che verrà usato dalla Crew-4.
Lo slittamento del rientro di Axiom-1 comporta quindi il fatto che Crew-4 non possa partire prima delle 4:15 del 26 aprile, con altre possibilità il 27 e 28. NASA, SpaceX e Axiom vogliono infatti “fornire un intervallo di due giorni dopo il ritorno di Axiom-1 per riesaminare i dati del suo ammaraggio e per prepararsi per il lancio”, dice l’annuncio.
Intanto l’equipaggio di Crew-4 ha trascorso la giornata al Kennedy Space Center, qui in Florida, effettuando una prova generale del conto alla rovescia del proprio lancio. Nel corso della notte, il comandante Kjell Lindgren, il pilota Robert Hines e le specialiste di missione Jessica Watkins e Samantha Cristoforetti hanno indossato le tute pressurizzate e sono entrati nel veicolo, completando la prova generale con successo. Il loro razzo Falcon 9, in cima al quale è montata la capsula Dragon, è sulla rampa di lancio 39A.
Noi ci consoleremo tra poche ore assistendo al lancio di un altro vettore Falcon, che porterà in orbita dei satelliti Starlink. Sapevamo sin dall’inizio dell’avventuretta che c’era il rischio di non poter vedere la partenza di Samantha Cristoforetti e abbiamo accettato questo rischio, sfruttando la nostra trasferta negli Stati Uniti per visitare alcune attrazioni locali. Ma questa è un’altra storia.
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DragonChase 2022: Lancio di satelliti di SpaceX giovedì, prova generale per vedere la partenza di @Astrosamantha
Il 21 aprile alle 11:15 locali (17:15 italiane) SpaceX prevede di lanciare un vettore Falcon 9, molto simile a quello che verrà usato per la missione Crew-4. Questo vettore trasporterà un lotto di satelliti per telecomunicazioni Starlink e partirà dalla rampa SLC-40 (link a Google Maps) della Cape Canaveral Space Force Station, in Florida, a 25 km in linea d’aria da dove ci troviamo ora noi DragonChaser.
Anche se la rampa non è la stessa che verrà usata per lanciare l’equipaggio della Crew-4 (che partirà dalla rampa 39A del Kennedy Space Center), questo lancio ci permette di fare una prova generale dei punti di osservazione e delle modalità del lancio per il quale siamo venuti. Oggi abbiamo iniziato la ricognizione dei vari punti dai quali osservare le partenze dei veicoli spaziali, tenendo conto degli orari e delle traiettorie.
Il primo stadio del vettore, anche in questo caso, atterrerà su una nave appoggio nell’Oceano Atlantico.
SpaceX offrirà, come consueto, una diretta streaming. La connettività qui è un po’ a macchia di leopardo, per cui non garantisco niente ma potrei provare a fare qualcosina anch’io.












