Hacker nel Far West
È una scena classica da western: l’eroe si accorge che sta per avvenire una rapina e corre a perdifiato per avvisare lo sceriffo, arrivando appena in tempo. Se invece vedeste un cowboy che corre semplicemente… fino al telefono più vicino restereste probabilmente spiazzati.
Ma la realtà storica è questa: già nel 1890, quindi sul finire dell’era western comunemente intesa, negli Stati Uniti si potevano comperare i telefoni, e questi telefoni venivano “hackerati” dai cowboy per telefonare gratis nelle grandi pianure rurali.
Il problema non era procurarsi il telefono: lo si poteva ordinare per posta. Ma mancavano i cavi telefonici, che le compagnie come la Bell Telephone installavano soltanto nelle città. Tirare centinaia di chilometri di cavi per servire una manciata di persone non aveva nessuna convenienza economica.
Ma alcuni rancher intraprendenti si resero conto che in realtà i cavi c’erano già: bastava essere un pochino creativi. Le loro enormi proprietà erano infatti delimitate dal filo spinato, che è in sostanza un filo metallico in grado di condurre corrente e quindi anche di trasportare un segnale telefonico.
E di filo spinato ce n’era tanto. Nel periodo di picco, nel West ne veniva posato oltre un milione di chilometri ogni anno. Bastava attaccare un telefono alla recinzione e si poteva telefonare da un capo all’altro del filo, dato che i telefoni di quell’epoca erano autoalimentati da una batteria e generavano un segnale elettrico molto potente. Non serviva un centralino e non serviva un abbonamento.
Si potevano anche fare chiamate collettive: anzi, quando qualcuno faceva una chiamata, squillavano tutti i telefoni presenti sul circuito. Ci si metteva d’accordo con una sequenza particolare di squilli per indicare la persona con la quale si voleva comunicare, ma era normale che rispondessero un po’ tutti. Le occasioni per parlare con qualcuno erano pochissime e quindi erano benvenute.
Questa strana storia di hacking nel Far West è documentata da storici come Rob MacDougall, della University of Western Ontario, in Canada, e raccontata da riviste come New Scientist (21/28 dicembre 2013) in tempi recenti e dalla Electrical Review del 1897, che segnala un ranch in California in cui “fra i vari accampamenti c’è una comunicazione telefonica tramite le recinzioni di filo spinato”. Il New England Journal of Agriculture, sempre nel 1897, cita due contadini del Kansas che vivevano a un miglio di distanza l’uno dall’altro e avevano collegato due telefoni al filo spinato per parlarsi.
In Texas, poi, c’era una recinzione, quello dell’XIT Ranch, che si estendeva per oltre 260 chilometri, e ai primi del Novecento “furono installati moltissimi telefoni nel ranch. Dove possibile, il filo superiore delle recinzioni veniva usato come linea telefonica, anche se la qualità del ‘servizio’ era atroce”, spiega il
Storie dimenticate come questa, però, sono importanti per ricordare che non sempre è necessario ricorrere a tecnologie complicate, software e sistemi digitali per ottenere risultati sorprendenti. E se dovesse capitarvi di vedere un western in cui qualcuno telefona, non stupitevi e non gridate all’errore. La storia della tecnologia è piena di soluzioni alternative finite nell’oblio. Ogni tanto conviene ripassarle.
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Riconoscimento facciale senza computer: il test per sapere se siete super-riconoscitori
“Non dimentico mai una faccia” sembra la classica battuta da film di serie B, ma per alcune persone è una realtà. Esistono infatti i cosiddetti super-riconoscitori, ossia individui che hanno una capacità eccezionale di riconoscere e ricordare i volti delle persone, arrivando a identificarle anche in immagini sgranate e confuse in mezzo a una folla.
Si parla spesso dei sistemi informatici di riconoscimento facciale, visti a volte come minaccia che consente la sorveglianza automatica di massa e a volte come strumento potentissimo per rintracciare terroristi e altri criminali nelle immagini delle telecamere di sorveglianza, ma si parla molto meno di questi super-riconoscitori, che sono in sostanza dei sistemi di riconoscimento facciale biologici e hanno prestazioni superiori a quelle dei sistemi elettronici. Sono, in pratica, la versione reale dei mentat, i computer umani resi celebri nella fantascienza dalla saga letteraria e cinematografica Dune di Frank Herbert.
Yenny Seo, di Melbourne, è uno di questi “computer umani”: è una super-riconoscitrice. In una recente intervista per il Guardian, ha raccontato di essersi accorta di questa sua capacità superiore alla media sin da bambina e di averla messa in pratica con molta cautela per non inquietare le persone.
Una volta, ha detto al Guardian, ha usato il proprio talento per consentire di acciuffare un taccheggiatore seriale che rubava spesso nel negozio dove lei lavorava durante gli studi universitari. Le telecamere di sorveglianza avevano ripreso delle immagini del ladro, ma erano di pessima qualità. Furono mostrate comunque al personale del negozio e quindi anche a Yenny. Quando il ladro entrò di nuovo nel negozio, Yenny lo riconobbe subito e allertò l’addetto alla sicurezza.
Questa capacità di riconoscimento facciale viene usata da tempo dalle forze dell’ordine di vari paesi, che reclutano le persone che la manifestano. La polizia di Londra, per esempio, ha una squadra speciale che esamina le riprese delle scene dei crimini e l’ha usata nelle indagini per rintracciare gli autori di un avvelenamento di una ex spia russa avvenuto a Salisbury, nel Regno Unito, nel 2018. Yenny Seo al momento non fa parte di questi gruppi.
Si sapeva da sempre che ci sono persone più o meno brave nel riconoscere i volti, e che esiste la prosopagnosia, ossia l’incapacità totale o parziale di identificare un viso o di distinguerne uno da un altro; il fenomeno opposto, vale a dire il super-riconoscimento, è emerso grazie a Internet.
Nel 2017 un gruppo di ricercatori della University of New South Wales, in Australia, che studiavano la prosopagnosia, si sono accorti che esisteva un 1-2% della popolazione che aveva una capacità eccezionale di riconoscimento facciale ed erano in grado di memorizzare volti non familiari anche dopo averli visti solo per qualche istante. Questa scoperta è stata possibile grazie allo strumento di test online che i ricercatori hanno pubblicato, invitando le persone di tutto il mondo a provarlo.
Le cause di questa capacità sono ancora tutte da capire, ma se volete sapere se siete dei super-riconoscitori potete usare ancora adesso questo strumento. Vi verrà mostrata una prima serie di volti da memorizzare e poi una seconda serie: dovrete dire quali volti avete già visto e quali no. Yenny Seo è stata scoperta usando proprio questo test, che è già stato utilizzato da oltre 100.000 persone. Yenny è ancora tra le prime cinquanta in classifica.
Se siete come me e vi piazzate in fondo alla graduatoria, consolatevi: almeno la prossima volta che incontrate qualcuno che dovreste conoscere ma non lo riconoscete potrete scusarvi dicendo che non è pigrizia o disinteresse, è che siete fatti così e lo certifica pure un test medico.
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Capita spesso, dopo aver scattato una foto, di accorgersi troppo tardi che c’è un oggetto o una persona che non si voleva inquadrare o c’è una macchia, una ruga o una scritta che distrae troppo, oppure ancora c’è il classico turista che passa davanti nel momento sbagliato e rovina l’inquadratura.
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Attenzione, però, alla riservatezza delle immagini che caricate: ho contattato i responsabili del sito per sapere se le foto ritoccate vengono inviate al sito o se restano sul proprio computer, visto che c’è un traffico di dati con il sito (il servizio non funziona offline) e al momento non ho ancora ricevuto risposta. Prudenza, quindi, e buon divertimento.













