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Perché l’esercito svizzero vieta l’uso di WhatsApp, Telegram e Signal? Ci sono motivi che toccano anche gli utenti comuni?
Di recente l’esercito svizzero ha bandito l’uso di WhatsApp, Signal, Telegram e di qualunque altra applicazione di messaggistica diversa da Threema per le comunicazioni legate al servizio. Il portavoce dell’esercito, Daniel Reist, ha spiegato che la decisione è stata presa per questioni di sicurezza e di protezione dei dati. I militari potranno continuare a utilizzare WhatsApp e altre applicazioni per le comunicazioni private.
La decisione dell’esercito ha comprensibilmente spinto molte persone a farsi tre domande:
- cosa c’è di così pericoloso in WhatsApp, Signal, Telegram eccetera da indurre l’esercito svizzero a compiere questo passo?
- perché Threema invece non è pericolosa?
- se lo fa l’esercito, dovremmo farlo anche noi?
Alcuni si saranno anche fatti una quarta domanda: Threema chi? In effetti Threema non è molto popolare: i suoi circa dieci milioni di utenti sono trascurabili rispetto ai due miliardi di utenti di WhatsApp. Molte persone non l’hanno mai sentita nominare e vengono a sapere della sua esistenza soltanto a causa della risonanza della notizia di questa decisione militare svizzera.
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Cominciamo dalla prima domanda: le app di messaggistica non svizzere, come appunto WhatsApp, Signal e Telegram, non rispettano le norme svizzere sulla riservatezza. WhatsApp, in particolare, è soggetta alle leggi statunitensi e in particolare al cosiddetto CLOUD Act (acronimo di Clarifying Lawful Overseas Use of Data Act), una legge del 2018 che consente alle autorità statunitensi di acquisire informazioni sul traffico di dati da tutti i gestori di servizi di telecomunicazioni sottoposti alla giurisdizione degli Stati Uniti e lo consente anche se questi dati si trovano fuori dal territorio americano e anche se sono gestiti per esempio da società europee che hanno una filiale negli Stati Uniti, come spiega in dettaglio la legal specialist e data protection officer Barbara Calderini su Agenda Digitale.
In parole povere, gli Stati Uniti possono ottenere, aggregare e analizzare tutti i dati trasmessi su WhatsApp da qualunque militare svizzero o di qualunque altro paese. Il rischio non è ipotetico: è già capitato che messaggi o post di militari russi abbiano rivelato la loro presenza in Ucraìna e in Siria, a volte smentendo le dichiarazioni ufficiali. La Russia ha vietato completamente l’uso degli smartphone durante il servizio militare nel 2019.
È vero che WhatsApp ha la cosiddetta crittografia end-to-end, per cui Meta (la società che possiede WhatsApp insieme a Facebook e Instagram) non può cedere a nessuno il contenuto delle conversazioni fatte tramite WhatsApp semplicemente perché non le ha a disposizione.
Ma la crittografia non copre i dati di contorno di queste conversazioni, ossia i cosiddetti metadati: con chi avete parlato, a che ora di quale giorno l’avete fatto, per quanto tempo avete conversato e quante volte avete scambiato messaggi con ciascuna delle persone con le quali avete comunicato tramite WhatsApp. Usare WhatsApp significa quindi dare a Meta, e quindi alle autorità statunitensi, l’elenco completo dei propri amici, contatti di lavoro e commilitoni. Messi insieme, tutti questi metadati hanno un valore strategico enorme.
Faccio un esempio concreto: qualche anno fa, nel 2017, sono stato invitato a parlare a Locarno a una conferenza organizzata dall’esercito svizzero e dedicata alla digitalizzazione legata alla sicurezza nazionale. Il pubblico era composto quasi esclusivamente da militari. Ho chiesto quanti di loro avessero uno smartphone acceso in tasca con la geolocalizzazione attiva e WhatsApp installato: hanno risposto affermativamente quasi tutti. Ma allora, ho proseguito, Google o Apple, e sicuramente Facebook, sanno che buona parte degli ufficiali dell’esercito svizzero, provenienti da tutti i cantoni, si trovano radunati in questo preciso luogo in questo preciso momento. E lo possono sapere in tante altre circostanze e passare questi dati al proprio governo. In sostanza, un paese straniero può monitorare i movimenti dei nostri militari, e può farlo oltretutto in modo perfettamente legale. La mia osservazione è stata accolta, come dire, con consapevole disagio.
Per chi è nelle forze armate, insomma, usare WhatApp, Signal o Telegram o in generale applicazioni di messaggistica gestite da operatori situati al di fuori della Svizzera ha delle implicazioni reali di sicurezza militare.
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Tutto questo spiega perché Threema, invece, non è considerata a rischio: si tratta di un’app creata da una società che ha sede in Svizzera, a Pfàffikon, nel canton Svitto, e che custodisce i dati in modo conforme alle leggi nazionali e lo fa su server situati in Svizzera. Quindi non è soggetta al CLOUD Act statunitense. Allo stesso tempo offre, come le app rivali, le stesse protezioni di crittografia end-to-end ed è open source, quindi liberamente ispezionabile. E a differenza delle altre app, non richiede di dare al gestore un numero di telefono o altre informazioni personali e non si mantiene offrendo queste informazioni ai pubblicitari. Threema è infatti un’app a pagamento: costa quattro franchi, che si pagano una volta sola. L’esercito svizzero pagherà questo abbonamento agli utenti militari.
La scelta dell’esercito di bandire le altre app dalle comunicazioni di servizio ma consentire l’uso di WhatsApp e simili per comunicazioni private non offre sicurezza assoluta: è un compromesso pragmatico, perché il semplice fatto di usare queste app invia comunque dati preziosi e sensibili alle società estere che le gestiscono. Ma è un passo nella direzione giusta.
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Alla luce di tutto questo, noi utenti comuni cosa dobbiamo fare? Dipende tutto dalla situazione personale, ma l’esempio dato dall’esercito svizzero è valido, anche per chi vive al di fuori dei confini elvetici, ed è un buon promemoria del fatto che per molte categorie professionali, come per esempio medici, consulenti legali, giornalisti o fornitori di servizi bancari, usare WhatsApp e simili per comunicazioni legate alla propria attività è già ora una violazione delle norme nazionali sulla riservatezza dei propri pazienti, clienti o interlocutori. Usarle per la sfera personale, invece, è meno problematico, ma va comunque valutato con attenzione.
Allo stesso tempo, è inutile avere un’app ipersicura che però non viene usata dalle persone con le quali si vuole comunicare, per cui è necessario valutare la situazione caso per caso. Possiamo provare a chiedere ai nostri interlocutori se accettano di installare e usare app come Threema accanto a WhatsApp: anche questo è un passo nella direzione giusta.
Fonti: RSI, La Regione, Swissinfo, La Regione, Start Magazine, TvSvizzera.it.
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B2B Google Year in Search 2021: come le tendenze di ricerca del 2021 possono aiutare a definire la strategia digitale nel 2022
Che cosa emerge da questa analisi e che cosa può essere utile conoscere per i brand e per le attività?
Il 2021 è stato un anno che ha visto il grande desiderio di potersi incontrare di nuovo di persona e continuare a vivere esperienze sociali virtuali che anche nel 2021 hanno permesso alle persone di rimanere in contatto. In questo contesto, anche i brand e le attività hanno giocato un ruolo fondamentale nell’aiutare a riconnettersi.
- +100% rispetto all’anno precedente delle ricerche globali riguardanti “ristoranti eleganti vicino a me” (“fancy restaurants near me”)
- +50% rispetto all’anno precedente delle ricerche globali di “negozi di abiti da sposa vicino a me” (“wedding dress shops near me”)
- +70% rispetto all’anno precedente delle ricerche globali contenenti le parole ”giochi con gli amici” (“games with friends”), per esempio “giochi online con gli amici”
- +100% rispetto all’anno precedente delle ricerche globali di “auguri speciali per il compleanno” (“special birthday wishes”)
2. L’evoluzione dell’intrattenimento
Le attività all’aperto hanno continuato a essere popolari nel 2021; allo stesso tempo, la richiesta di attrazioni al chiuso, come spettacoli dal vivo, è cresciuta a un ritmo costante. Per i brand, questo si è tradotto in nuovi modi di raggiungere un pubblico ricettivo.
- +150% rispetto all’anno precedente delle ricerche globali contenenti “vicino a me con posti all’aperto” (“near me with outdoor seating”)
- +500% rispetto all’anno precedente delle ricerche globali su “film al cinema” (“in theaters now”) tra agosto e ottobre
- +40% rispetto all’anno precedente delle ricerche globali riguardo “musica dal vivo vicino a me” (“live music near me”)
3. Nuove abitudini e nuove abilità
Siamo soliti iniziare l’anno nuovo con una lista di buoni propositi che non sempre rispettiamo. Ma nel 2021 le tendenze di ricerca mostrano come molte persone abbiano fatto dei piccoli, importanti cambiamenti per migliorarsi nel tempo, anche affidandosi ai brand come compagni in questo processo.
Per esempio, per prendersi cura di sé:
- +100% rispetto all’anno precedente delle ricerche globali riguardanti “crema solare per il viso”(“sunscreen for face”)
Oppure per imparare cose nuove:
- +50% rispetto all’anno precedente delle ricerche globali contenenti “pittura per principianti” (“painting for beginners”)
- +60% rispetto all’anno precedente delle ricerche globali riguardo a “come investire” (“ how to invest”)
4. Cambiamenti importanti
Abbiamo imparato che la flessibilità è diventata una necessità per mantenere l’equilibrio tra la vita privata e il lavoro. Questo ha portato le persone a vedere le proprie case sotto un’altra luce, ponendo l’attenzione sugli aspetti da migliorare.
- +100% rispetto all’anno precedente delle ricerche globali contenenti “idee per sistemare il giardino” (“yard landscaping ideas”)
- +400% rispetto all’anno precedente delle ricerche globali contenenti “idee per bagno piccolo poco costose” (“budget small bathroom ideas”)
Non sono mancate ricerche legate a cambiamenti importanti:
- +60% rispetto all’anno precedente delle ricerche globali contenenti “come scrivere una lettera di dimissioni” (“how to write a resignation letter”) tra aprile e giugno 2021
- +200% rispetto all’anno precedente delle ricerche globali contenenti “calcolatore mutuo per la casa” (“calculator for home loan”) tra agosto e ottobre 2021
5. Vita sostenibile
Oltre l’80% delle persone afferma che ora la sostenibilità è una priorità più importante di quanto non lo fosse all’inizio della pandemia. Si cercano infatti soluzioni più green:
- +100% rispetto all’anno precedente delle ricerche globali contenenti “ricarica veicoli elettrici” (“electric vehicle charging”)
- +30% rispetto all’anno precedente delle ricerche globali riguardo la “sostenibilità” (“sustainability”) come per esempio “sostenibilità ambientale” (“environmental sustainability”)
E come poter essere di aiuto agli altri:
- +100% rispetto all’anno precedente delle ricerche globali contenenti “opportunità di volontariato a __” (“ volunteer opportunities near”)
- +100% rispetto all’anno precedente delle ricerche globali su “centri per donazione vicino a me” (“donation centers near me”), incluso “centri per donare cibo vicino a me” (“food donation centers near me”)
6. Abitudini durature
Dopo lo sconvolgimento radicale del 2020, alcune tendenze si sono dimostrate abbastanza utili da rimanere nelle nostre vite. I brand possono rassicurare le persone concentrandosi sulla sicurezza e aiutandole a prendere decisioni consapevoli.
Alcuni cambiamenti sono stati talmente pratici che sono rimasti.
- +80% rispetto all’anno precedente delle ricerche globali contenenti “app di shopping” (“ shopping apps”)
- +70% rispetto all’anno precedente delle ricerche globali su “ordinare cibo a domicilio” (“order food delivery”)
Alcuni insight per i professionisti del marketing
1. La ricerca è il linguaggio della domanda
Il comportamento variabile dei consumatori presenta sfide e opportunità per le aziende. Sapere quando la domanda diminuisce è importante tanto quanto riconoscere quando aumenta e le tendenze evidenziate relative alle ricerche effettuate sulla Ricerca Google aiutano a cogliere questi insight.
2. Le campagne sulla rete di ricerca Google
Nelle campagne sulla rete di ricerca, l’utilizzo combinato di parole chiave a corrispondenza generica e Smart Bidding si rivela una strategia utile per aiutare i professionisti del marketing a tenere il passo con il comportamento in rapida evoluzione dei consumatori.
Scritto da: Il Team di Google in Italia
Antibufala: l’annuncio di positivi nei supermercati circola anche in Svizzera
| Fonte: Butac.it. |
Da alcuni giorni mi arrivano segnalazioni di messaggi vocali, diffusi su WhatsApp e altri sistemi di messaggistica, che descrivono con indignazione una situazione di negligenza sanitaria diffusa e inquietante.
“Sai cosa mi ha raccontato mia mamma? Una che conosce è andata all’IKEA di Grancia e ha visto un suo collega che doveva essere a casa in isolamento perché positivo al Covid… le sono girati i c***ioni ed è andata in cassa ad avvisare che nel centro commerciale c’era in giro un positivo che lei conosceva. Alla cassa hanno fatto l’annuncio, dicendo che sapevano che c’era un positivo e che questa persona doveva presentarsi subito al centro informazioni, altrimenti ne avrebbero annunciato nome e cognome con gli altoparlanti e avrebbero avvisato le autorità. E così al centro informazioni si sono presentati in sette!”
Ho alterato varie parole rispetto all’originale, mantenendo però intatto il senso, e ho fatto rileggere il messaggio vocale a una voce sintetica per proteggere l’identità della persona che l’ha diffuso. E soprattutto vi ho risparmiato la pioggia di parole colorite rivolte alle sette persone che, secondo questo messaggio, si sono presentate al centro informazioni ammettendo la propria colpa.
La cosa strana è che circolano varie versioni di questo allarme, nelle quali cambia il luogo del misfatto (non solo Svizzera, ma anche Italia, Olanda, Austria) e cambia l’identità della persona che riconosce il positivo: a volte, per esempio, è un medico che riconosce un paziente, ma non può segnalarlo direttamente agli addetti del centro commerciale perché violerebbe la riservatezza del rapporto medico-paziente. Anche il numero dei positivi che confessano la propria violazione della regole è variabile: a volte sono cinque o otto o addirittura tredici. In alcuni casi l’annuncio fatto tramite gli altoparlanti causa un vero e proprio fuggi fuggi generale. E spesso l’allarme è stato pubblicato dai giornali, dandogli credibilità e ulteriore diffusione.
Ma la falsariga è sempre la stessa: qualcuno dice di aver saputo che qualcun altro ha riconosciuto una persona positiva al Covid in un centro commerciale e l’ha segnalata ai gestori del centro, che hanno fatto un annuncio pubblico che ha fatto emergere anche altre persone positive che si aggiravano nel centro commerciale, con conseguente scandalo e indignazione di chi racconta la notizia e con altrettanto conseguente inoltro del messaggio vocale a tutti i propri conoscenti.
Niente panico: questi messaggi non sono la dimostrazione di un comportamento diffuso e preoccupante. Sono invece un esempio classico di leggenda metropolitana: una storia non vera che nasce chissà dove e viene diffusa dal passaparola, facilitato dai social network, perché fa leva su una paura condivisa e sul gusto del racconto con finale grottesco.
Infatti in tutti i casi nei quali le autorità hanno effettuato controlli, l’allarme è risultato infondato e i direttori dei supermercati coinvolti lo hanno smentito espressamente, come raccontano con ampia documentazione l’esperta di leggende metropolitane Sofia Lincos sul sito del Centro per la raccolta delle voci e leggende contemporanee, Leggendemetropolitane.eu (anche qui), e i siti Bufale.net, Bufale un tanto al chilo (Butac.it) e Il Post. È vero che ci sono stati alcuni episodi di persone positive realmente sorprese in giro (per esempio ad Assisi), ma come dice Sofia Lincos,
…negli episodi reali manca […] la conclusione grottesca della scena, ossia il tratto tipico della nostra leggenda metropolitana. Una leggenda che […] gioca sull’indignazione per il cattivo comportamento, ma anche sul senso di giustizia (i “colpevoli” vengono scoperti e puniti) e, forse ancor di più, sul finale paradossale, da commedia.
Un altro elemento che distingue la leggenda metropolitana dalla notizia reale è che la fonte della vicenda è un amico di un conoscente che ha sentito raccontare la vicenda da un parente, insomma mai una fonte diretta e autorevole.
Se ricevete messaggi vocali di questo genere, non mandateli in giro: creano inutilmente indignazione, apprensione e allarme senza motivo. E le conseguenze possono essere pesanti: Leggendemetropolitane.eu segnala che chi ha diffuso questi allarmi è stato travolto da “decine di telefonate da parte di amici e conoscenti che gli chiedevano se fosse vero e se andare a fare la spesa fosse sicuro” con il risultato che “la sua vita era diventata un inferno”.
Start the year strong with Google Marketing Platform
As 2022 kicks off, it’s a good time to review your digital marketing strategy and ensure you’re ready for the year ahead. Here are five ways Google Marketing Platform can help you better understand your customers and get stronger marketing results.
Get insights while respecting user consent choices
Close data gaps with conversion modeling
Invest in your analytics foundation
Deliver consistent experiences across channels
Get creative with interactive ads
Lenovo Thinkpad P14s, la workstation con Ryzen 7 Pro 5850U
Celebrating a decade of partnering with Technovation
In 2006, engineering grad student Tara Chklovski looked around at her classroom and realized how few women and people of color were in the room. Determined to change that, Tara launched Technovation, and this year, Google is celebrating over a decade of support.
In 2010, we brought the first group of 45 girls to Google’s Mountain View cafe to learn from Google mentors how to build and bring apps to market through Technovation Girls, a program that prepares girls for tech entrepreneurship and leadership.
The first Technovation Challenge season was conducted in-person, with Google mentors helping the group to learn how to build apps using MIT App Inventor. In the decade since, Google has continued to support Technovation, both through groups of dedicated volunteers, as well as through funding. In 2017, Google hosted Technovation’s World Summit, and along the way has helped Technovation reach 350,000 people across 100 countries. The collaboration also allowed Technovation’s AI education program to empower 20,000 children and parents to identify problems in their communities and develop AI-based solutions.
Through Google.org, we support organizations using technology and innovation to help more students, particularly those who have been historically underserved, get a better education. Since 2013, we’ve given more than $80 million to organizations around the globe focused on closing the computer science education access gap. And we recently shared resources to help nonprofits like Technovation that are working to close the gender gap in CS education.
To date, Google’s investment in Technovation programming totals nearly $2 million, and more than 50 Technovation alumni have worked at Google campuses around the world. Those alumnae include women like Padmapriya in India, Dalia in Palestine, Jenny and Emma in the United States, and Adelina in Moldova, who graciously agreed to share their stories about participating in Technovation.
The current Technovation Girls season is now open—if you know a girl who’s ready to change the world, let her know about Technovation and encourage her to sign up. And if you want to support girls taking their first steps as technology creators and entrepreneurs, learn more about participating as a mentor or a judge. There are thousands of girls like Padmapriya, Dalia, Adelina, Emma, and Jenny who are just getting started and could use your encouragement!
5 Timely B2B Marketing Tips I’ve Learned From 15 Years As A Remote Worker


With hybrid and remote work here to stay and digital-first marketing on the rise, how can B2B marketers make the most of these important shifts?
Although I’ve written about remote work before, in pieces including “Remote Communication Opportunities For B2B Marketers,” “Day 4,777: Remote Work Tips From 13+ Years As A Distance Marketer,” and “Hybrid & Remote Work Trends That Will Alter The Future Of B2B Marketing,” the permanent changes to where and how we work have significant implications that will affect B2B marketers forever, so it’s time to reassess.
Let’s take a close look at five ways B2B marketers can make the most from remote and hybrid work and digital-first brand interactions, from the perspective of someone who’s been working entirely remotely for 15 years, and from several top voices on the future of work.
1 — Adjust To The Permanent Shift In How We Work
As I enter my thirty-eighth year working online, I’ve worked remotely for 5,409 days, and spent close to 40 percent of my career as a remote worker.
What’s changed for us all since the pandemic has reminded me of the shifts in how we communicate that I saw when I first began operating a computer bulletin board system (BBS) on a Commodore 64 computer and a 300-baud modem.
Back in 1984, relatively few people owned a home computer — and even fewer also knew what a modem or online communications were. The personal computer revolution that began in the 1970s took off like wildfire in the 1980s. Online communication was a bit slower to evolve into the mainstream, however it surely did, especially once Sir Tim Berners-Lee invented and activated his World Wide Web technology, as I explored in “Classic Marketing Insights to Celebrate the Internet’s 50th Birthday.”
Just as there was frustration, backlash, and confusion back then adjusting to interacting online, so too has the pandemic’s forced shift to remote and hybrid work caused global upheaval and uncertainty.
2 — Make Digital-First The New Norm
Remote and hybrid workers have not only had to adjust to the significant changes in where they work, but they’re also facing the fact of ever-more digital interactions when it comes to B2B marketing.
For better or worse, the world has become a digital-first environment for most of us, which means that B2B marketers are looking to make the most of every social media, email, and mobile messaging interaction with their audiences.
Each generation of B2B marketers, as well as their clients and the customers of their brands, will have had the advantage of coming of age with greater technological opportunities and ever-greater digital immersion. Our own senior content marketing manager Joshua Nite recently took a look at “Who Is the New B2B Buyer and How Do You Connect with Them?” — an article that offers five helpful ways to better understand and connect with the Millennials and Gen Zs entering the B2B workforce.
[bctt tweet=”“If someone can interact with the brand across multiple channels with a single seamless experience, they are more likely to choose your brand at decision-making time.” — Joshua Nite @NiteWrites” username=”toprank”]3 — Elevate With Handy Remote & Hybrid Work Tips
Here are some of the tips I’ve gathered from 15 years as a remote worker, in no particular order.
- Use Powerful & Abundant Remote Collaboration Tools. Powerful online collaboration platforms such as those offered by Slack, our client monday.com, and many others provide the type of robust remote communication that has seen dramatically-increased use since the pandemic began.
- Create your own physical workspace. Whether it’s a dedicated room in your home where you’ll be doing the bulk of your work, a co-working space in another location, or a full-on private spot in an office building as I’ve chosen, having a physical place that you can leave at the end of the workday is an ideal way to separate your personal and professional life.
- Build a regular schedule into your remote workday — one that pulls some of the best elements from your previous office location — in order to bring a similar sense of organization to your remote work.
- Learn to savor the advantages of working remotely, especially those from working at home. Especially if your remote work situation isn’t a permanent one, take time to appreciate the little things that working remotely provides, whether it’s eating lunch with your partner or children, listening to music as loud as you want to, taking a lunchtime walk in a new area, or enjoying extra time saved from not having a lengthy work commute.
- Minimize distractions as much as possible, so that you can use remote work to find newfound focus on your projects. If working from home, let the people in your home know when you’ll be working, and encourage them to connect with you only during set times such as over lunch or breaks.
- If your remote work situation is more long-term, learn to make your laptop your office. If you have freedom in the locations you work from, expand your work world to include working in different spots in your city, state, country, or even internationally. A second external monitor can also be very helpful for many remote marketers, and some also will use high-definition TVs as a second or third laptop monitor.
- Implement Remote-Friendly Tech Gadgets. As with a traditional business office, remote workers should set up the technology hardware necessary for doing your best work, whether it’s a second, third, or fourth monitor, a WiFi signal extender, or Zoom-friendly cameras, microphones, and ring lights.
- Get Closer To Your Projects Than Ever Through Remote Work. A properly set up remote work environment can provide a positive and distraction-free place to focus intensely on your projects, and research continues to emerge showing that this is a very real advantage of working outside of a traditional office environment.
4 — Excel With Always-On Digital Engagement
Going hand-in-hand with digital-first marketing is another shift B2B marketers have seen — the growing popularity of always-on marketing, which allows brands to be everywhere their audiences are anytime.
In a digital world that’s never all sleeping at once, brands have turned to always-on marketing programs to never miss an opportunity to answer the questions their customers are asking, whether it’s in the form of social media monitoring and interaction, artificial intelligence (AI)-infused chatbots, the rising realm of so-called metaverse content, or more traditional methods.
You can learn more about how always-on digital engagement can play a key role in your B2B marketing efforts in the following articles we’ve published:
- How to Elevate Post Pandemic B2B Marketing with Always-On Influence
- Inside Influence 2: Garnor Morantes from LinkedIn on the Power of Always-On Influence
- How To Move From A Pilot B2B Influencer Marketing Program to Always-On Success
5 — Prepare For The Future of Marketing Work
What will hybrid and remote work look like in ten years, 100 years, or a millennium from 2022?
While there’s no way to predict with certainty, there are some technologies that will form the framework of what lies on the far distance horizon, including:
- Ever-faster computing power
- Ever-greater information storage capabilities
- Ever-speedier transfer of data between devices
- Ever-smarter computer programs and derivative algorithms
B2B marketers that are mindful of these digital backbone elements in their efforts, and who take the time to look ahead and carefully examine how to best incorporate advances in each of these areas, are likely to be the ones that will see the greatest long-term success.
One subject matter expert on the future of remote and hybrid work is Liam McIvor Martin, co-founder of Time Doctor and Staff.com. Our own senior content marketing manager Nick Nelson spoke with Liam about the future of work, in “Break Free B2B Marketing: Liam McIvor Martin of Time Doctor on The Revolutionary Power of Remote Work.”
[bctt tweet=”“It’s a very interesting time for the history of work, not even just the history of remote work. I think fundamentally work is going to change, and it’s never going back to the way it was before.” — Liam McIvor Martin @liamremote” username=”toprank”]Caffeinate Your 2022 B2B Marketing Efforts
Excelling in B2B marketing given all these changes can be a daunting proposition. However, if we adjust to the permanent shifts in how we work, make digital-first our new norm, implement our remote and hybrid work tips, and elevate with always-on digital engagement, we’ll be well-prepared for the future of marketing work, hot coffee or not.
We hope you’ve found our look at timely marketing tips for remote and hybrid work helpful, and that you’ll incorporate some of the suggestions we’ve explored into your own 2022 B2B marketing efforts.
No matter how well you’re able to caffeinate and create digital content in 2022, crafting award-winning B2B marketing takes considerable time and effort, which is why an increasing number of firms are choosing to work with a top digital marketing agency such as TopRank Marketing. Reach out to us today to learn how we can help, as we’ve done for over 20 years for businesses ranging from LinkedIn, Dell and 3M to Adobe, Oracle, monday.com and others.
The post 5 Timely B2B Marketing Tips I’ve Learned From 15 Years As A Remote Worker appeared first on B2B Marketing Blog – TopRank®.
ANSA scrive che i minori in terapia intensiva per Covid in Italia “sono 268“. Dimentica di dire che è il totale da inizio pandemia
Ieri ANSA ha
ANSA ha anche pubblicato un
Successivamente ANSA ha creato un redirect per cui chi clicca sul link all’articolo originale viene portato a un testo nuovo e privo di quell’errore. Non viene indicata alcuna rettifica. Al momento in cui scrivo queste righe, il tweet ingannevole di ANSA è ancora online.
Sempre ieri (11/1/22), Bruno Vespa a Porta a porta su Raiuno ha riportato la stessa notizia falsa intorno al minuto 46: “268… tra i…. in terapia intensiva… 268 persone hanno meno di 19 anni e 68 meno di tre anni.” Ha usato il tempo presente, dando a intendere che ci siano ora 268 persone sotto i 19 anni in terapia intensiva.
Sì lo ha detto. pic.twitter.com/pZScgEkKUI
— antican (@antican) January 12, 2022
Ringrazio @antican e twittatore per l’aiuto nel reperimento delle fonti.
Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico) o altri metodi.













