MSI GE76 Raider: il primo con NVIDIA GeForce RTX 3080
Innr Smart Lightning
Negli ultimi anni sta finalmente esplodendo anche in Italia la diffusione di dispositivi per la Smart Home, con l’arrivo di nomi più o meno noti e prezzi per tutte le tasche. Oggi parliamo di Innr, azienda olandese specializzata nella produzione e commercializzazione di apparecchi per l’illuminazione, dalle lampadine fino ad arrivare a plafoniere e lampade da giardino, e caratterizzata dall’ampia compatibilità con i sistemi più comuni oltre che dal prezzo altamente competitivo. In questo modo anche chi ha già installato un sistema nella propria casa può integrarlo con i prodotti Innr, sfruttando ad esempio un bridge Philips Hue o un Amazon Echo con hub integrato.
Huawei lancia la HMS Week: sconti fino al 40%
Huawei sembra aver deciso di inaugurare questo 2021 con sconti a raffica. Le offerte di San Valentino si sono chiuse da poco ed ecco che parte la HMS Week, sette giorni di promo incredibili su Huawei Store che fino al 28 febbraio prossimo ci permetteranno di portarci a casa alcuni dei prodotti di punta del colosso cinese risparmiando fino al 40%.
Governo Draghi: obiettivi 5G, AI e banda larga
Il governo Draghi punta molto sulla tecnologia e vuole renderla fondamentale in ogni settore grazie a provvedimenti ad hoc per il progresso digitale dell’Italia. Anzitutto c’è l’intenzione di diffondere la banda larga in tutto il Paese, soprattutto al sud dove il gap rispetto al resto dell’Italia è più accentuato. Ovviamente l’attenzione è rivolta anche alle zone rurali del centro-nord, dove in questi mesi si conducono test per portare la fibra nei comuni più piccoli.
Fostering innovation in the Middle East, Turkey and Africa
As part of our continuous effort to support the news industry around the world, we are launching our second Google News Initiative Innovation Challenge in the Middle East, Turkey and Africa. It’s an open call for projects that increase reader engagement and explore new business models to build a stronger future for journalism.
Last year, we selected 21 projects from 13 countries: Israel, Lebanon, Morocco, Jordan, UAE, Iraq, Turkey, Côte d’Ivoire, Kenya, South Africa, Rwanda, Nigeria and Ghana. In South Africa, online news publisher Daily Maverick developed a “relevancy engine” for small and medium publishers to help them better understand reader insights and increase relevancy and increase subscriptions. In Jordan, podcast startup Sowt developed a new hosting platform for Arabic news podcasts. You can find out more about all of last year’s recipients in this Keyword post.
TIM, 5G Gratis xTE per provare la rete 5G
TIM dà il via ad una nuova campagna promozionale che permetterà ad alcuni suoi clienti di provare gratuitamente la navigazione in 5G, ovviamente dove disponibile e per coloro che hanno a disposizione uno smartphone compatibile con le reti di nuova generazione.
Vodafone avvia la disattivazione totale del 3G in Italia
Vodafone è pronta a dire addio definitivamente al 3G in tutto il territorio italiano. Dopo aver già iniziato i lavori di disattivazione alla fine del mese scorso, oggi prende il via la parte conclusiva del progetto, che prevede lo spegnimento della vecchia rete 3G per il 100% dei comuni italiani.
ho.Mobile, il codice seriale delle SIM ora è nell’app ufficiale
Novità importante per tutti gli utenti di ho.Mobile. Da oggi, infatti, possono conoscere velocemente il codice seriale della propria SIM attraverso l’app ufficiale, come già annunciato nei giorni scorsi dallo stesso operatore virtuale di Vodafone con un SMS.
NASA: “Alcuni microbi terrestri possono vivere su Marte”
Era il 2019 quando la NASA e l’agenzia spaziale tedesca (DLR) rilasciarono nella stratosfera diversi organismi fungini e batterici, come parte dell’esperimento MARSBOx. Per chi non lo sapesse, la stratosfera è il secondo strato principale dell’atmosfera terrestre e ha condizioni che ricordano quelle di Marte: in sostanza, è perfetta per capire se determinati microorganismi sopravvivrebbero sul Pianeta Rosso. Adesso gli scienziati hanno pubblicato un documento sulle loro scoperte, in cui discutono di come le spore della muffa nera siano riuscite a farcela.
Come prenotare online il vaccino anti-COVID in Toscana
La campagna di vaccinazione contro il COVID-19 in Italia sta procedendo dall’inizio di gennaio, seppur con qualche rallentamento legato ai ritardi nella consegna delle dosi dei tre vaccini già approvati a livello europeo: Pfizer/BioNTech, Moderna e AstraZeneca. Ogni Regione sta procedendo con le proprie tempistiche e quasi tutte hanno messo in piedi un sistema di prenotazione online che permette ai cittadini, a seconda della categoria e della fascia di età che si deve vaccinare in un determinato momento.
Hai dimenticato la password? Nessun problema: questo sito di e-commerce italiano non la controlla
Mi è stato segnalato un sito di commercio online italiano che ha definitivamente risolto il problema degli utenti che dimenticano le password usando una soluzione decisamente originale: non controlla la password.
Incuriosito e leggermente incredulo che qualcuno possa commettere uno scivolone del genere, vado alla home page del sito, clicco su Login e mi registro.
Il sito è perentorio: la password deve essere lunga almeno sei caratteri e deve contenere almeno un numero. Perché la sicurezza è una cosa seria. Va bene: immetto una password conforme.
Ricevo dal sito la mail che mi invita a cliccare su un link o immettere un codice per confermare e attivare il mio account. Faccio quanto richiesto, e mi scollego.
L’account funziona: posso entrare e vedere il mio profilo. Posso scegliere prodotti e metterli nel carrello.
Faccio logout, rientro facendo login, scrivo il mio indirizzo di mail e lettere a caso nel campo della password, ed ecco che mi ritrovo nel mio account.
Ma dai, sarà un errore mio. Magari il sito usa un cookie per fare a meno di digitare la password. Però la password me l’ha chiesta.
Provo con un altro browser, che non ho mai usato per fare login a quel sito. Scrivo il mio indirizzo di mail, scrivo lettere a caso nel campo della password…. e sono dentro di nuovo.
Provo a questo punto su un altro computer. Vado alla home page, clicco su Login, immetto il mio indirizzo di mail e tre caratteri random nel campo della password, violando quindi anche la regola dei sei caratteri minimi obbligatori… e sono di nuovo nel mio account.
Posso vedere i dati del mio profilo: nome, cognome, indirizzo di casa, numero di telefono. Se avessi fatto ordini, probabilmente potrei vedere anche quelli.
Ho trovato sul sito l’indirizzo del responsabile della protezione dei dati (DPO) e gli ho scritto oggi quanto segue:
Buongiorno,
sono Paolo Attivissimo, giornalista informatico. Vi segnalo che è possibile entrare nel vostro sito di e-commerce [omissis] digitando qualunque cosa al posto della password, anche semplicemente tre lettere a caso.
Questo consente a chiunque di accedere ai dati personali dei vostri clienti semplicemente conoscendone l’indirizzo di mail.
Ritengo che questo configuri una grave violazione della sicurezza e della privacy dei vostri clienti, con potenziali ripercussioni in termini di GDPR.
Vi invio questa segnalazione affinché possiate rimediare. Qualora dovessero trascorrere 15 giorni di calendario dalla segnalazione senza un vostro riscontro, riterrò assolto il mio dovere di “responsible disclosure” e mi riserverò a quel punto l’opzione di pubblicare i dettagli la notizia nell’interesse dei vostri clienti.
Ho pubblicato un articolo preliminare, senza citare il vostro nome, presso Disinformatico.info.
Cordiali saluti
Paolo Attivissimo
Lugano, Svizzera
Vediamo che succede.
2021/02/21 19:50. Stando alle prime indicazioni, il problema riguarda gli account creati di recente; gli utenti che hanno account sul sito da parecchio tempo segnalano che per loro le password sbagliate vengono rifiutate.
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Professional Network – Milano. in diretta Francesco Specchia martedì 23 ore 19
— – di Paolo Brambilla – Trendiest News – — Professional Network – Milano – è una rete di operatori qualificati nella prestazione di servizi professionali ad alto valore aggiunto alle imprese, costituita in associazione a Milano nel 1998: rappresenta le più importanti categorie del terziario avanzato e comprende aziende di know-how, professionisti, finanziarie, esperti di Merger&Acquisition. La selezione degli associati è derivata da anni di collaborazione su progetti comuni e ha tenuto conto dei…
L’articolo Professional Network – Milano. in diretta Francesco Specchia martedì 23 ore 19 scritto da REDAZIONE TRENDIEST proviene da Assodigitale.
Cashback Natale: arrivano i rimborsi, cosa bisogna fare
Stanno arrivando i primi rimborsi per l’iniziativa del Cashback di dicembre, lanciata dal precedente governo Conte e che negli ultimi tempi ha fatto molto discutere. Le pratiche dei furbetti che effettuano raffiche di micropagamenti per raggiungere l’extrabonus hanno infatti in parte oscurato quello che era l’obiettivo iniziale, ovvero quello di favorire i pagamenti elettronici al posto dei contanti per sensibilizzare gli italiani e al contempo ridurre il sommerso. Si poteva fare di meglio? Indubbiamente sì, perché magari si sarebbe potuto porre un limite di tempo ai pagamenti dello stesso bene, impedendo di fatto di fare 20 euro di benzina con 20 pagamenti da 1 euro, tanto per intenderci.
Usare il deep learning per il parsing degli indirizzi postali
Il ruolo frainteso della scienza: una storia di bambini e veleni. A lieto fine
Un po’ di gente se l’è presa per un mio recente tweet sul ruolo della scienza. Questo:
Giusto per ricordarlo: la scienza che ci permette di far appoggiare dolcemente su Marte un robot grosso come un’auto è la stessa che ti dice che le mascherine funzionano per non diffondere virus.
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 18, 2021
Molti di questi critici hanno tirato in ballo gli errori o i disastri combinati dalla scienza. In realtà in quegli errori la scienza non aveva colpa. La colpa stava altrove. Vi racconto una storia che spiega cosa intendo con “scienza” e con il suo ruolo reale nella nostra vita. È una piccola fetta di una storia più grande di cui ho scritto qualche anno fa su Le Scienze.
Negli anni Ottanta le auto andavano a benzina contenente piombo tetraetile (un antidetonante per migliorare il funzionamento dei motori). Alcuni genitori si preoccupavano dei danni che il piombo rilasciato nei gas di scarico poteva arrecare ai bambini. Se avete meno di quarant’anni, probabilmente non sapete nulla di questa storia e sicuramente non l’avete vissuta. Non avete il ricordo viscerale, impiantato nelle narici, di quei gas di scarico. Ma siete certamente parte di quei bambini.
Nel Regno Unito come in tanti altri paesi, in quegli anni, i genitori si organizzarono in comitati anti-piombo, volantinando e facendo proteste. Erano gli antivax di allora? No, perché portarono prove robuste e indiscutibili.
Queste prove furono fornite dalla scienza, e furono fornite nonostante politici e imprenditori cercassero di sminuire la gravità del problema.
Questo è Robin Russell Jones, uno degli scienziati che mise in guardia a proposito dei danni cognitivi e comportamentali causati dal piombo. Danni misurabili e quantificabili.
Esposti ai livelli di piombo presenti nell’aria delle città, i bambini erano più violenti, più aggressivi, meno capaci di concentrarsi. Nel 1971 nel mondo furono immesse quattrocentomila tonnellate di piombo, aggiunte alla benzina delle nostre auto.
Il governo britannico rispose minimizzando il problema e negando l’evidenza scientifica. Octel, l’azienda che produceva il piombo, negò che il problema dei bambini fosse colpa del suo prodotto. La scienza parlava chiaro, ma andava contro gli interessi della politica e delle aziende.
Questo è Jack Winterbottom, direttore della Octel, che disse pubblicamente che “i rischi… sono stati grossolanamente esagerati”.
Si sostenne che i problemi cognitivi e comportamentali fossero colpa delle classi sociali più povere, che vivevano in case tinteggiate con pitture fatiscenti o tubature vecchie. Tutto pur di non dare la colpa a Madama Automobile e all’industria che la circondava.
Insomma, i bambini dei poveracci erano deficienti per colpa dei poveracci. Bastava vivere in una bella villa in un parco per risolvere il problema. Ergo, i ricchi erano per definizione più intelligenti e più adatti a governare e dirigere. I poveracci s’arrangiassero.
Se a questo punto vi viene in mente Star Trek, state pensando alla puntata “The Cloud Minders” (“Una città tra le nuvole”), in cui c’è un pianeta dove i ricchi vivono nell’atmosfera pulita e i minatori che li riforniscono vengono considerati bruti e inferiori per natura: impossibili da includere in una società civile. Ma i nostri eroi scoprono che in realtà i minatori sono resi aggressivi e violenti non solo dalla discriminazione che subiscono, ma anche dal gas che respirano.
Star Trek sapeva affrontare già negli anni Sessanta temi che nessuno osava toccare. Lo faceva con contorno di azione, alieni, fantascienza e graziose fanciulle, ma sotto traccia c’erano lezioni morali a badilate.
In quella puntata di Star Trek bastò una dimostrazione molto pratica e drammatica per far cambiare idea a tutti. Qui sulla Terra, invece, servì la scienza. Gli studi sugli animali furono decisivi.
I topi da laboratorio non vivevano in case fatiscenti o con tubature tossiche; erano tutti nello stesso ambiente ed erano biologicamente uguali. Ma quelli esposti al piombo dei gas di scarico delle auto lottavano fra loro molto di più e diventavano aggressivi.
Nel Regno Unito fu trapelata alla stampa una lettera del consulente medico primario del governo, Sir Henry Yellowlees, che diceva chiaramente al governo stesso che era altamente probabile che il piombo nella benzina stesse riducendo permanentemente il quoziente intellettivo di molti bambini britannici.
A quel punto la posizione di governo e industria di far finta di nulla divenne insostenibile e nel 1983 il governo britannico decise di bandire il piombo dalla benzina. Ma la benzina senza piombo costava più della “normale”.
E ovviamente serviva un’automobile nuova, dotata di marmitta catalitica e di un motore in grado di gestire il carburante senza piombo. Insomma, chi voleva contribuire un pochino, nel suo piccolo, a migliorare l’ambiente doveva spendere di più. Qualunque parallelo con la situazione attuale delle auto elettriche rispetto a quelle diesel o benzina è assolutamente non casuale.
Sei anni dopo, nel 1989, fu finalmente introdotta una tassa sulla benzina con piombo. La senza piombo costava così meno della normale. Bastarono sei soli anni di incentivazione della benzina senza piombo per veder crollare dell’80% i livelli di piombo nei bambini britannici.
Nel 2011 l’ONU dichiarò che l’eliminazione del piombo aveva fatto risparmiare 2,4 mila miliardi di dollari l’anno in costi medici e sociali. Con buona pace di chi dice che l’ecologia costa.
Questa rivoluzione, questo successo nel migliorare le cose, è merito della scienza. Andando contro la politica e l’industria. Quelli che molti commentatori al mio tweet hanno additato come errori o contraddizioni della scienza sono in realtà bugie o manipolazioni della politica o dell’industria.
Sono passati 40 anni da quelle decisioni sulla benzina e sul piombo. Guardatevi intorno e chiedetevi in quali altri campi le evidenze scientifiche vengono ignorate o liquidate dai politici e dall’industria in cambio di un tornaconto immediato, senza pensare al lungo termine.
Questo è il ruolo della scienza, del metodo scientifico, nella nostra vita. Tirar fuori i fatti, verificarli pazientemente, correggerli se necessario, e presentarli per quelli che sono, non importa quanto siano sgradevoli o politicamente scomodi, non importa quanto siano irritanti o sovversivi agli occhi dei benpensanti e dei tradizionalisti, per darci modo di decidere cosa fare.
La scienza scopre l’atomo: ma sono i politici a usarlo per fare bombe “per difendere i bambini”. Sono i politici a decidere se fare o non fare lockdown, se vendere sigarette, se consentire l’uso di diserbanti o di additivi nei cibi. E i politici li eleggiamo noi.
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La fonte di questa storia è The petrol that was poisoning children, della BBC. Le considerazioni sociali e politiche sono mie.
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