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Oggi la Russia ha compiuto un atto di totale incoscienza spaziale lanciando un’arma antisatellite che ha colpito un satellite russo e lo ha trasformato in una nube di frammenti che ora orbitano intorno alla Terra e minacciano di colpire ad altissima velocità altri satelliti e anche la Stazione Spaziale Internazionale, con esiti potenzialmente catastrofici.
Gli astronauti a bordo della Stazione hanno dovuto interrompere le attività previste, chiudere i portelli divisori e collocarsi in aree meno esposte del loro avamposto.
Non è il primo test di un’arma antisatellite: ne hanno
Poco dopo si è saputo che il satellite colpito dall’arma russa era un altro satellite russo, il Kosmos-1408 o Tselina-D risalente al 1982 e in disuso. La sua frammentazione è stata confermata da LeoLabs. Si tratta di un satellite piuttosto grande (massa di circa 2000 kg), di aspetto simile a quello mostrato qui accanto (fonte: Gunter’s Space Page), per cui ci si aspetta che la sua distruzione abbia generato centinaia o forse migliaia di frammenti.
È stato poi ritrovato un annuncio generico (NOTAM) russo che citava un lancio di un razzo Nudol dal cosmodromo di Plesetsk, sopra il quale è passato il satellite-bersaglio, rendendo credibile che il lancio sia stato un test antisatellite.
Il Dipartimento di Stato statunitense ha confermato questa ricostruzione e ha condannato pubblicamente l’azione russa.
The U.S. State Department confirms and condemns that Russia conducted an anti-satellite weapon (ASAT) test in low Earth orbit.
Full statement: pic.twitter.com/2WIUuWV6Mh
— Michael Sheetz (@thesheetztweetz) November 15, 2021
Lo US Space Command ha preso posizione:
U.S. Space Command on Russia’s ASAT weapons test:
“Russia has demonstrated a deliberate disregard for the security, safety, stability, and long-term sustainability of the space domain for all nations.”
Full statement: pic.twitter.com/T3cjJnhSVe
— Michael Sheetz (@thesheetztweetz) November 15, 2021
L’equipaggio a bordo della Stazione Spaziale Internazionale si era nel frattempo rifugiato nei rispettivi veicoli spaziali di rientro in attesa del passaggio di una nube di detriti (presumibilmente la stessa) nelle vicinanze della Stazione. Gli astronauti Raja Chari, Tom Marshburn e Kayla Barron della NASA e l’astronauta europeo dell’ESA Matthias Maurer si sono piazzati nella loro Crew Dragon; i cosmonauti russi Anton Shkaplerov e Pyotr Dubrov e l’astronauta NASA Mark Vande Hei sono saliti a bordo della loro Soyuz.
Successivamente il Controllo Missione ha avvisato gli astronauti della Stazione che alcuni portelli stagni che dividono le varie sezioni della Stazione stessa dovranno restare chiusi fino a martedì a causa del pericolo derivante dalla nube di detriti. Sono state annullate le attività di utilizzo del braccio robotico e l’equipaggio ha ricevuto un elenco degli orari dei vari passaggi della nube di detriti.
La Stazione attraverserà la nube di detriti ogni 90 minuti circa per almeno un giorno.
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