Startup advice from our Accelerator: Europe graduates
Despite all of its challenges, 2020 was a year of rapid development and expansion for the inaugural class of the Google for Startups Accelerator: Europe, an intensive three-month program designed to help growth-stage companies build their businesses. Dialing in from six countries across Europe and Israel, the nine participating startups each spent over 150 hours working with 75 industry mentors and Google experts, sharpening their skills in technology, product design, customer acquisition and leadership. While much of the support from the Accelerator catered to their specific business and technology needs, the startups received training and mentorship to develop their leadership and organizational management skills. Read on to see what they learned about themselves along their startup journeys, and their advice for those just starting out.1. Listen to people who’ve walked your road before.This tip comes from Tomasz Domino, the COO of Infermedica, a health tech company whose diagnostic engine collects data, checks symptoms and guides patients to the right care. “Do not reinvent the wheel!” he says. “Make use of someone else’s experience and, if possible, learn from their mistakes! It will help you not only save precious time, but also allocate your resources in a more effective way.” 2. Seek more data.“Build your business on data, not on intuition,” advises Attila AlGharawi, the cofounder and CEO of Xeropan, which motivates language learners through an intuitive AI-powered game. “Bring on Google Analytics, A/B testing and surveys, anything that will help you validate the effectiveness of your product. But remember to allocate time to understand these measurements. It’s the only way to make sure your startup responds to the right needs of the right customers.”3. Your customers can tell you more about your business than a trends analysis.“Feedback is a blessing,” declares Marta Czarnecka, the VP Marketing of Sundose, which manufactures data-driven diet supplements tailored to each customer’s unique needs. “Customers are the best source of information on how to improve your products, what next steps to take as a company, and ultimately how to grow! The only thing you need to do is listen carefully and observe their reaction.”4. Build the right team.Cristian Mezei, the cofounder of Deepstash — an educational platform that aims to change how we consume and work with information — has learned the value of a smart hiring plan. “The most valuable resource of any business isn’t a great strategy, or a big round of financing, or even a top-notch technology; it’s the people you hire who share key concepts and values of the company,” Cristian says. “A good working team is much greater than the sum of its parts. After all, it’s an investment that can pay off for years.” 5. Accept the unknown.“Startups navigate uncharted territory,” notes Katarzyna Dorsey, founder & CEO of Yosh.AI, which uses AI to automate the communication between companies and their users. “The sooner you accept the unknown, the better. Sometimes, relentlessness and a bit of luck are the best allies of those who don’t stop starting, so believe in your ideas and just…try!”6. Stay curious. “Remember the old saying ‘learning never ends?’ Well, the adage holds up, especially when it comes to startups,” says Avital Beck, the CEO and cofounder of Diagnose Stick, which offers a test strip to check the ingredients and quality of breast milk. “Yes, you can find everything on Google, but don’t be afraid to ask people for help or a word of explanation when in need. Stay curious about the world, and it will pay off.” 7. “Personalization” isn’t jargon; it means getting to know your users.Martin Pentenrieder, the cofounder of SQIN, is aiming to change the world of beauty retail by creating the world’s number-one beauty community app. “While ‘segmentation,’ ‘personalization’ or ‘user personas’ may sound a bit jargony at first, they are super important in the later stage of your business,” he says. “Offering each visitor a unique experience tailored to what’s important to them is the only way to make sure they will come back for more!”8. Great tech is not enough — you also need a clear message for your target audience. “When starting a business, many founders think about checking boxes like artificial intelligence or machine learning, but that won’t make your business automatically successful,” says Marius Taft Mathisen, CEO of Appfarm, a no-code development platform that helps users quickly create business apps. “If you don’t have a credible story behind your business and an identified audience, you can easily lose your purpose. Define the two in the first place before you start working on sophisticated tech solutions!”9. “Listen to Your Heart” isn’t just a ‘90s hit by Roxette.Last but not least comes a tip from László Békéssy, the cofounder and CEO of Codeberry, a fully localized and gamified coding school for non-English speakers. “Building a business is hard work that requires dedication, time and energy,” László says. “So when thinking about starting something of your own, make sure that you are truly passionate about the idea. Listen to yourself — if your heart isn’t in it, then it’s not the right time.“Curious how Google can help take your idea or new business to the next level? Learn more about Accelerator and other Google for Startups programs on startup.google.com.
<div>OPPO X 2021 è il futuro! Ecco l’anteprima dello smartphone che si ”allarga”</div>
OPPO è da sempre una tra le aziende più innovative e il primo smartphone con display estendibile ne è certamente la conferma. Si allarga e si restringe a differenza di altri device che invece si piegano. Lo abbiamo provato a Milano e queste sono le nostre impressioni.
chmod 666, il “comando di Satana”
Può sembrare comico oggigiorno, ma agli albori dell’informatica c’era parecchia gente che vedeva questa scienza come una sorta di stregoneria. A loro volta, gli informatici dissacranti rispondevano introducendo terminologie ispirate apparentemente all’horror o alla stregoneria, come daemon (demone in italiano) in Unix e negli altri sistemi operativi analoghi. Erano gli anni Sessanta e molti degli informatici più in vista dell’epoca avevano stili di vita decisamente non convenzionali e amavano essere irriverenti. A chi ci vedeva segnali di perdizione era inutile spiegare che il termine daemon derivava dalla mitologia greca, nella quale i demoni erano servitori degli dei che svolgevano compiti di cui gli dei in questione non potevano occuparsi. I demoni informatici, analogamente, eseguono compiti di cui l’utente non vuole o non può occuparsi.Un altro esempio di pseudosatanismo informatico è il 666 presente nel comando chmod dei sistemi Unix e simili (anche in Linux e MacOS): il comando chmod serve per cambiare i permessi a un file o a una cartella, e il parametro 666 serve a specificare che tutti gli utenti possono leggere e scrivere quel file o cartella ma non possono eseguirlo. Tutto qui, ma è bastato a farlo diventare per alcuni “il comando di Satana”.Per i gamer, invece, è famosa la storia della porta TCP/UDP 666, assegnata al gioco Doom. Dato che il gioco contiene creature demoniache, ovviamente la scelta non è stata casuale; ma si tratta di irriverenza, non di satanismo.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
Alle origini del complotto dei microchip sottopelle
Ormai la tesi di complotto dei chip sottopelle che sarebbero strumenti segreti per il controllo mondiale della popolazione è diventata un classico e un tormentone. Se ne era parlato per esempio già nel 2013, quando si sosteneva che l’allora presidente Obama aveva un piano per rendere obbligatori i microchip sottopelle e un parlamentare italiano sosteneva che questi chip servivano “per registrare, per mettere i soldi, quindi è un controllo di tutta la popolazione”. Ultimamente è tornata alla ribalta in una nuova variante, secondo la quale i vaccini conterrebbero dei microchip segreti controllati nientemeno che da Bill Gates. Ovviamente la tesi circola senza alcuna prova concreta a sostegno.Ma l’idea di un complotto mondiale per impiantare microchip nelle persone risale ad almeno venti anni fa (Rense.com) e ha origini religiose: l’impianto del microchip (più specificamente un RFID, simile a quello che si usa per l’identificazione dei cani e dei gatti) sarebbe un “marchio della Bestia”, cioè di Satana, secondo un’interpretazione della Bibbia che cita il libro dell’Apocalisse, nel quale si parla di un “marchio sulla mano destra o sulla fronte” messo dalla Bestia su “tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi” in modo che “nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio”. Pazienza che fra marchio (cosa visibile) e chip sottopelle (per definizione non visibile) ci sia un abisso.A quell’epoca questa tesi prendeva di mira specificamente due marche di RFID impiantabili: Mondex e VeriChip. Se volete, c’è uno sbufalamento meticoloso delle asserzioni riguardanti il caso Mondex qui su Urban Legends, che si applica pari pari al caso VeriChip. Ma la smentita più forte è che sono appunto passati vent’anni e di questo fantomatico imminente obbligo di chipparsi non c’è alcuna traccia.Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
Puntata numero 666 del Disinformatico: informatica e numerologia
In occasione della seicentosessantaseiesima puntata del Disinformatico radiofonico ripesco questa storia del 2007 che mescola informatica e numerologia.Ci sono persone che sostengono che i codici a barre presenti sulle confezioni dei prodotti contengano il numero 666, che secondo alcuni sarebbe legato alla “perdizione satanica.”Il “666” si anniderebbe nelle coppie di righe sottili all’estrema destra, all’estrema sinistra e al centro di ogni codice esistente, perché nel codice a barre due righe sottili affiancate rappresenterebbero il 6.Non è così: queste righe estreme e centrali, infatti, non rappresentano alcuna cifra ma sono semplicemente le linee di riferimento che servono allo scanner che legge il codice per capire dove inizia e dove finisce il codice stesso.La teoria è talmente diffusa che George J. Laurer, inventore del codice, aveva pubblicato anni fa un commento esasperato su questa storia; il commento sopravvive solo negli archivi di Archive.org.Fra l’altro, l’attribuzione del numero 666 come simbolo di Satana è tutt’altro che conclamata ed è in effetti una leggenda metropolitana dentro la leggenda metropolitana: una credenza tramandata per sentito dire, ma di cui nessuno va a controllare le origini.Infatti, come si può leggere per esempio sulla Wikipedia in inglese, le primissime fonti bibliche usavano invece il numero 616 o 665, e molti studiosi ritengono che la Bestia non sia Satana, ma l’imperatore Nerone o Domiziano (il cui nomignolo derisorio era, guarda caso, “la bestia” fra i romani, i greci, i cristiani e gli ebrei). Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
Le parole di Internet: input validation. La storia di un uomo alto 6,2 cm
Liam Thorp è un trentaduenne britannico in ottima salute. Normalmente dovrebbe essere in fondo alla lista d’attesa per le vaccinazioni anti-Covid, che vengono fatte prioritariamente a chi è più avanti negli anni o ha problemi di salute, ma la BBC racconta che gli è arrivato l’invito a vaccinarsi perché risultava clinicamente obeso. Aveva infatti un indice di massa corporea di 28.000, quando i valori normali di questo indice oscillano fra 18 e 24. Il disguido è avvenuto perché la sua statura era stata registrata nei sistemi informatici della sanità britannica immettendo piedi e pollici in un campo fatto per contenere un valore espresso in centimetri. Thorp è alto 6 piedi e 2 pollici (187 cm), e così qualcuno ha immesso 6,2 (anzi, 6.2 secondo la notazione anglosassone). Risultato: il sistema ha accettato senza batter ciglio che Thorp avesse una statura di 6,2 centimetri ed è poi andato a calcolare il suo indice di massa corporea prendendo il suo peso e la sua statura e ha quindi deciso che il soggetto era incredibilmente obeso. Il sistema ha poi preso questo dato di obesità impossibile e lo ha usato come criterio per l’emissione dell’invito a vaccinarsi. Thorp l’ha presa bene, ma se il sistema può commettere errori di questo genere potrebbe anche commetterli nell’altro senso e negare una vaccinazione a chi ne ha bisogno. Questo genere di problema tipicamente informatico nasce dal fatto che chi programma i computer non fa controlli di buon senso sui dati immessi. Un programma fatto bene non dovrebbe nemmeno accettare una statura di 6,2 centimetri. Questo tipo di controllo va sotto vari nomi: input validation o input sanitization sono fra i più frequenti. La validation consiste nel controllare che in un campo venga immesso un dato pertinente (per esempio soltanto cifre in un campo destinato ad accogliere un numero) e sensato (una statura deve avere limiti massimi e minimi, per esempio). La sanitization, invece, consiste nel verificare che i dati immessi non contengano caratteri che possono causare problemi nell’elaborazione successiva (per esempio qualcosa che possa essere interpretato come comando anziché come dato). Può sembrare banale, ma il mancato controllo dei dati immessi è la tecnica tipica di intrusione nei siti: si chiama SQL injection. Cito in proposito l’ormai storica vignetta di xkcd: Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
Huawei, ridotta del 60% la produzione di smartphone?
Secondo quanto riportato dal portale asiatico Nikkei, che cita come fonti alcuni degli stessi clienti della popolare azienda cinese, Huawei Technologies avrebbe comunicato ai suoi fornitori una diminuzione, per quest’anno, degli ordini di componenti per smartphone pari a oltre il 60%.Leggi il resto dell’articolo
Non solo Starlink: aziende, costi e servizi di Internet via satellite
Ultimamente si è parlato spesso di Internet satellitare grazie in particolare al nuovo progetto di Elon Musk e della sua azienda aerospaziale SpaceX, ovverosia Starlink. Ma quella del fondatore e CEO di Tesla non è né il primo, né l’unico progetto che si propone di diffondere la navigazione in Rete attraverso una costellazione di satelliti orbitanti intorno alla Terra.Leggi il resto dell’articolo
WhatsApp ci riprova: ecco la nuova informativa sulla privacy
Whatsapp ci riprova: dopo il caos legato all’annuncio della nuova informativa della privacy e la decisione di rinviare tutto di tre mesi, il servizio di messaggistica di Facebook torna alla carica presentando in modo differente i cambiamenti inevitabili che gli utenti dovranno accettare per continuare ad usare il servizio. Leggi il resto dell’articolo
Microsoft conferma l’arrivo di Office 2021
La novità era già stata anticipata, ma ora Microsoft ha dato l’ufficialità. Office 2021 arriverà nel corso del 2021 e rappresenterà l’alternativa più valida e aggiornata per gli utenti della suite di Microsoft che preferiscono non affidarsi alla versione cloud e avere installate sui propri dispositivi tutte le applicazioni che nel corso degli anni sono diventati un must-have.Leggi il resto dell’articolo
CROWDFUNDME + 39% RISPETTO ALLA MEDIA
CROWDFUNDME + 39% RISPETTO ALLA MEDIA NAZIONALE DELL’EQUITY CROWDFUNDING INDEX Secondo l’indicatore stilato dal Politecnico di Milano, il Nav del portale raggiunge quota 216.6 punti nel mese di gennaio 2021, superando il risultato del mercato Milano, 19 febbraio 2021 – Le emittenti di CrowdFundMe SpA, unico portale di Crowdinvesting (Equity Crowdfunding, Real Estate Crowdfunding e Corporate Debt) presente su Borsa Italiana, registrano performance superiori alla media nazionale in termini di rivalutazione. Lo indicano i dati dell’Equity Crowdfunding…
L’articolo CROWDFUNDME + 39% RISPETTO ALLA MEDIA scritto da REDAZIONE TRENDIEST proviene da Assodigitale.
The Forrester Wave™: Social Listening Platforms, Q3 2018
Talkwalker leader The 10 Providers That Matter Most And How They Stack Up Key Takeaways Sprinklr, NetBase, And Synthesio Lead The Pack Forrester’s research uncovered a market in which Sprinklr, NetBase, and Synthesio are Leaders; Crimson Hexagon, Digimind, Talkwalker, Sysomos, and Brandwatch are Strong Performers; Linkfluence and Zignal Labs are Contenders. Users Across The Enterprise Want Social Insights The social listening platforms market is growing as more companies adopt social intelligence to quickly address consumer…
L’articolo The Forrester Wave™: Social Listening Platforms, Q3 2018 scritto da REDAZIONE TRENDIEST proviene da Assodigitale.
Windows: una patch per dire addio a Flash
Microsoft distribuisce una patch tramite l’aggiornamento cumulativo di febbraio per rimuovere definitivamente l’Adobe Flash Player
Strategia Omnichannel Marketing Per Il Retail
Marketing Omnichannel: fornire un’esperienza utente senza interruzioni su tutti i canali rilevanti nel percorso d’acquisto Solo negli Stati Uniti, 213 milioni di adulti accedono a Internet con una media di 4 dispositivi diversi. Sono più connessi e hanno più controllo che mai sul…
[[ This is a content summary only. Visit my website for full links, other content, and more! ]]I Nostri 10 Comandamenti Del Digital Marketing
I principi del marketing fatto come si deve Il marketing ha subito un’enorme evoluzione con l’avvento di internet prima e del mobile poi. La possibilità di poter comunicare in modo più immediato e diretto coi loro clienti ha portato le aziende ad evolvere il loro modo di relazionarsi…
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