Google Meet continua ad evolversi e complice la seconda ondata di coronavirus, la piattaforma per riunioni e lezioni a distanza, è tornata ad essere indispensabile per la produttività personale e aziendale. I lockdown, ma anche le altre misure restrittive più soft, hanno inevitabilmente incentivato lo smart working e la didattica a distanza. Di conseguenza, le persone che partecipano a videochiamate di gruppo sono in numero sempre maggiore. Più persone rischiano inevitabilmente di generare più confusione dal punto di vista organizzativo. Quando si è in tanti è più facile che ci siano più persone desiderose di prendere la parola e il rischio è che le riunioni diventino ingestibili.

