Diventano di dominio pubblico i dati relativi a ben 235 milioni di account di social network come Instagram, TikTok e YouTube. Non si tratta di una violazione dei database dei rispettivi servizi, bensì di una certosina operazione di scraping, che porta alcuni “furbetti” all’utilizzo di un particolare software che consente di andare a caccia di dati pubblici online, andandoli a catalogare in un apposito database. Non si tratta di una pratica illegale, dunque, perché i dati sono già pubblici, ma in teoria la maggior parte dei social network vieta questa pratica, poiché appena tutti i dati relativi ad una persona vengono messi assieme creando così un profilo ben identificabile, assumono un valore commerciale poiché potrebbero far gola ad agenzie che occupano nel settore della pubblicità.
