Zoom, l’app per videochiamate che ha visto crescere la propria popolarità soprattutto in questo periodo di isolamento per emergenza coronavirus, continua ad essere nell’occhio del ciclone. Prima i dati degli utenti inviati a Facebook dall’app per dispositivi iOS, poi le videocall registrate reperibili direttamente online (inchiesta del Washington Post) o ora il transito di parte del traffico, contrariamente a quanto promesso, attraverso server cinesi. Problemi di non poco conto e che coinvolgono qualcosa come 200 milioni di utenti. Nei giorni scorsi il CEO Eric Yuan è stato costretto a fare pubblica ammenda e a far rilasciare una nuova versione dell’app per iPhone e iPad, ma evidentemente non è bastato.
