Facebook non ha questa grande reputazione quando si parla di “difesa della privacy” dei propri utenti, specie dopo lo scandalo di Cambridge Analytica. Adesso, tuttavia, nell’occhio del ciclone finisce Instagram, non per causa sua diretta ma per colpa di un servizio di terze parti chiamato Ghosty, il quale sfrutta le API del social per dare terreno fertile agli stalker: in parole povere, consente a chiunque di visualizzare molti profili privati senza l’approvazione degli utenti stessi.

