Intel ha riportato guadagni migliori del previsto per il secondo trimestre del 2019 (terminato a giugno), grazie alla corsa di molti clienti globali ai suoi chip, piuttosto che alle controparti, meno costose, provenienti dalla Cina. L’embargo, ancora attuale, che il Dipartimento del Commercio Usa ha attuato nei confronti dei fornitori governati da Pechino ha dunque dato un vantaggio sostanziale alla multinazionale americana.
