Qualora aveste sperato che l’amministratore delegato di Google, Sundar Pichai, avrebbe fatto luce sul motore di ricerca della sua azienda censurato ad hoc per la Cina, potreste rimanere piuttosto delusi. La Camera dei rappresentanti del Rhode Island ha messo sotto torchio Pichai sul progetto, ma da parte di BigG ci sono stati perlopiù tentativi di minimizzare il vero scopo di Dragonfly. Il dirigente di Google ha sottolineato che non ci sarebbero “piani” per lanciare un motore di ricerca per la Cina, e che Dragonfly si trattava di uno “sforzo interno” e “limitato” nella portata.
