Si parla tanto di privacy, protezione dei dati, controllo delle informazioni personali e minacce in grado di mettere in ginocchio i sistemi di difesa, ma i primi fautori delle nostre disgrazie siamo spesso noi stessi, con le nostre disattenzioni e la nostra mancata o falsata percezione del pericolo. Siamo pronti a puntare il dito contro le piattaforme che non ci tutelano, ma continuiamo a utilizzare “123456” come codice segreto per accedere agli account. Un tema delicato, tornato in auge in occasione del World Password Day celebrato nella giornata di ieri.
