L’iPad non rimpiazza il Mac, e va bene così
Joshua Topolsky sul nuovo iPad: If you think you can replace you laptop with this setup: you cannot. Imagine a computer, but everything works worse than you expect. […] But this doesn’t COME CLOSE to replacing your laptop, even for simple things you do, like email. AND one other thing. Apple’s keyboard cover is a […]
Come si faceva il New York Times, nel 1942
Un’affascinante galleria fotografica racconta come veniva messo assieme il New York Times nel 1942: In September 1942, Office of War Information photographer Marjory Collins paid a visit to the offices of the New York Times, located at the iconic One Times Square and an annex on 43rd Street. The Thursday, Sept. 10, 1942 issue was […]
Perchè Amazon ha acquistato Whole Foods?
Ben Thompson: This is the key to understanding the purchase of Whole Foods: to the outside it may seem that Amazon is buying a retailer. The truth, though, is that Amazon is buying a customer — the first-and-best customer that will instantly bring its grocery efforts to scale. […] In the long run, physical grocery […]
Honest Shanghai
Shanghai ha lanciato un’app inquietante che assegna automaticamente un voto di comportamento ai cittadini, calcolato in base ai dati che ha aggregato, raccolti dal governo: Here’s how the app works: You sign up using your national ID number. The app uses facial recognition software to locate troves of your personal data collected by the government, and […]
We wear culture: scoprite perché indossiamo quel che indossiamo su Google Arts & Culture
Indossate dei jeans oggi? Nel vostro guardaroba avete una cravatta floreale o un abito nero? Ricordate quelle scarpe con la zeppa anni ’90? Tutti questi capi di abbigliamento hanno una cosa in comune: raccontano una storia, che talvolta attraversa centinaia di anni. Oggi siamo felici di presentarvi “We wear culture”, un nuovo progetto su Google Arts & Culture che vi porterà a scoprire le storie dei vestiti che indossate.
Più di 180 istituzioni culturali e della moda, scuole, archivi e altre organizzazioni provenienti da ogni parte del mondo, da New York a Londra, da Parigi a Tokyo, da San Paolo a Firenze e altre città, si sono riuniti per rendere tre millenni di moda a portata di mano su Google Arts & Culture. Da oggi è possibile navigare tra 30.000 oggetti e capi d’abbigliamento, passare in rassegna i cappelli per colore o le scarpe in base al periodo storico.
Immergetevi tra le 450 mostre digitali disponibili, dall’antica Via della Seta allo stile del movimento punk britannico, seguite l’evoluzione del denim dagli indumenti dei minatori fino all’ high street e all’alta moda, o scoprite come la diva brasiliana Carmen Miranda ha creato le famose scarpe con la zeppa negli anni ’30. E se vi stavate chiedendo dove è nata la moda delle cravatte floreali… in un negozio di Londra al 5 di Carnaby Street.
Potete incontrare icone e trendsetter fra cui Coco Chanel, Cristóbal Balenciaga, Yves Saint Laurent o Vivienne Westwood. Le storie di quattro capi iconici che hanno cambiato la storia della moda tornano in vita attraverso video in VR (realtà virtuale) disponibili su YouTube o accessibili con un visore per la realtà virtuale:
- L’abito nero di Chanel da Parigi, in Francia (Musée des Arts Décoratifs 1925), che ha cambiato radicalmente il codice di abbigliamento dell’indumento nero, rendendolo un pezzo esclusivo nell’armadio di ogni donna.
- Gli stiletto di Marilyn Monroe di Salvatore Ferragamo da Firenze, in Italia (1950-60), i tacchi a spillo rosso scarlatto che sono divenuti espressione di legittimazione, successo e sensualità per le donne.
- Maglia e gonna Comme des Garçons da Kyoto, in Giappone (1983), con cui Rei Kawakubo ha portato l’estetica e l’artigianato del design giapponese tradizionale sul palcoscenico mondiale.
- Il corsetto di Vivienne Westwood da Londra, nel Regno Unito (1990), che celebra l’interpretazione unica della stilista di uno degli abiti più controversi della storia.
C’è molto più stile di quanto si veda o si possa pensare. I produttori di bigiotteria, i calzolai, i produttori di uniformi, i camiciai, i gioiellieri, i tintori, ricamatori di pizzo, i produttori di borse e i produttori di manichini padroneggiano il loro mestiere artigiano per generazioni per trasformare bozzetti di design e sartoria in abiti da indossare.
Le immagini ad altissima risoluzione, scattate da Google Art Camera, vi consentono di ammirare la loro arte con dettagli mai visti, come il famoso soprabito da sera di Elsa Schiaparelli, un disegno surrealista diventato abito. Entrate all’interno della più grande collezione di costumi al mondo del Metropolitan Museum of Art’s Costume Institute Conservation Laboratory grazie a un video in 360 gradi e scoprite come preservare il loro mestiere per le generazioni future.In Italia immergetevi nel racconto delle creazioni che Salvatore Ferragamo ha pensato per le più famose icone di Hollywood, approfondite le storie delle sorelle Fontana, le tre sorelle che hanno definito la storia della moda italiana. Scoprite come nasce l’iconico abito Delphos di Mariano Fortuny e navigate tra immagini e testi che raccontano i “viaggi” di Gianfranco Ferré in India e in Cina, Paesi da lui conosciuti e amati, le cui culture hanno giocato un ruolo decisivo nella definizione del suo stile. Visitate Bellissima. L’Italia dell’alta moda 1945 – 1968 la mostra ospitata dal MAXXI di Roma che nel 2014 attraverso la lente privilegiata della moda, ha proposto un ritratto della cultura italiana in un momento di creatività straordinaria.
Non è tutto, le collezioni di Palazzo Madama vi permetteranno di fare un viaggio tra i 350 capi tra abiti, cappelli, borse, guanti, colletti e sciarpe in merletto e scoprire il dietro le quinte del restauro di una preziosa veste da camera maschile settecentesca, il Banyan. Infine, i contenuti del Museo della Calzatura di Villa Foscarini Rossi vi porteranno intorno al mondo in un viaggio attraverso nove calzature originali e insolite.
Per raccontare le storie dei vostri armadi, abbiamo lavorato anche con la star di YouTube Ingrid Nilsen. Quindi la prossima volta, prima di nascondervi sotto la vostra felpa o indossare un paio di jeans strappati, andate sul nostro canale YouTube per analizzare il vostro look prima di uscire di casa.
La collezione è online da oggi su g.co/wewearculture e sull’app mobile di Google Arts & Culture per iOS e Android. Cliccate e vedrete che la moda è stata cucita nel tessuto delle nostre società. Indossiamo la storia, indossiamo l’arte e il mestiere. We wear culture.
Scritto da: Kate Lauterbach, Program Manager, Google Arts & Culture Kate Lauterbach Program ManagerGoogle Arts & Culture
Localization Essentials: un corso di Google per una nuova generazione di professionisti della traduzione
In occasione degli 80 anni di sua nonna Chadia, Christina Hayek, Language manager per la lingua araba in Google, e le sue sorelle le hanno fatto un regalo che le permettesse di sentirsi più vicina alle sue nipoti. Chadia vive in Libano, i suoi familiari in altri paesi. Per ridurre le distanze, Christina e le sue sorelle hanno regalato a Chadia uno smartphone Android. Con sua grande sorpresa, Chadia ha potuto usare da subito il suo nuovo telefono nella sua lingua, l’arabo.
Il fatto che Chadia possa facilmente utilizzare il suo telefono Android in arabo, pochi secondi dopo averlo acceso per la prima volta, non è magia: è frutto dell’impegno del team di localizzazione di Google, che rende disponibili i prodotti Google in oltre 70 lingue diverse. I nostri traduttori e revisori collaborano per assicurarsi che tutti i prodotti Google siano tradotti correttamente e siano facili e divertenti da utilizzare da utenti in tutto il mondo. Ma la localizzazione non si ferma alla traduzione: comporta anche altri tipi di adattamenti. Per esempio, se un qualsiasi utente americano è in grado di cogliere riferimenti al baseball e ai donut, utenti di altri paesi potrebbero non capirli o trovarli irrilevanti, perché non parte della propria cultura.
Il numero di utenti internazionali la cui prima lingua non è l’inglese è in continua crescita e, di conseguenza, sta crescendo anche il settore della localizzazione. Questa espansione comporta anche un aumento globale della domanda di traduttori, revisori e professionisti di questo settore.
Così, in linea con la mission di Google di realizzare prodotti per tutti e di rendere le informazioni universalmente accessibili e utili, oggi lanciamo Localization Essentials, un massive open online course – un corso aperto a tutti – in localizzazione.
Localization Essentials, sviluppato in collaborazione con Udacity e completamente gratuito, introduce gli studenti ai concetti base della localizzazione, utili per sviluppare prodotti destinati a un pubblico globale e proveniente dai più diversi contesti culturali. Le cinque lezioni del corso trattano i software principali utilizzati in questo settore, i profili professionali richiesti, i contenuti più frequentemente localizzati e molto altro.
Speriamo che condividere la nostra esperienza e le nostre conoscenze nel settore della localizzazione contribuisca allo sviluppo di prodotti utili e rilevanti per utenti di tutto il mondo, e dia a un numero crescente di persone opportunità di sviluppo prima non disponibili.
Scritto da: Bert Vander Meeren, Director, Google Localization Team Bert Vander MeerenDirectorGoogle Localization Team


