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Linux e il consumo d’energia: forse c’è una soluzione

HomeLinux e il consumo d’energia: forse c’è una soluzione

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TuxTorniamo sulla questione consumi energetici di Linux. A partire dalla versione 2.6.38 del kernel, fino al più recente rilascio stabile, molti utenti hanno riscontrato un’impennata dei consumi con una conseguente diminuzione dell’autonomia dei laptop. Questa volta sembra muoversi qualcosa.

Al solito, è Micheal Larabel — il fondatore di Phoronix — a dare risalto alla notizia. Mesi fa è stato uno dei primi a porre la questione dei consumi, utilizzando delle comparazioni coi kernel precedenti alla versione 2.6.38. Di fatto, però, la causa di questo problema non è mai stata un segreto: un errato “settaggio” della gestione di ASPM.

Piuttosto, rimane un segreto come gli sviluppatori del kernel non abbiano prontamente risposto a questa emergenza. C’è da restare stupefatti, quando Micheal Larabel nel suo articolo sostiene: «The Linux PCI sub-system maintainers were not aware of the severity of the impact by this commit to the 2.6.38 kernel». In sostanza, come a dire che gli sviluppatori addetti al sottosistema “incriminato” non ne sapessero nulla.

In molti potranno obiettare che non è un bug nel vero senso della parola, ma le soluzioni approntate non erano certo alla portata di tutti e, soprattutto, non risolvevano pienamente il problema. ASPM sta per Active State Power Management ed è un protocollo per la gestione della memoria utilizzato per gestire le periferiche PCI-Express al fine di limitare i consumi di quelle inattive. Si tratta, quindi, di una specifica fondamentale per estendere la durata delle batterie in dispositivi come i portatili.

Un ingegnere Red Hat ha fatto un tentativo per risolvere la questione. Giovedì pomeriggio, Matthew Garrett ha pubblicato una patch dedicata a questo problema: “pci: Rework ASPM disable code“. Questa patch ha lo scopo di rivedere il meccanismo di attivazione/disattivazione del supporto a PCI-Express in ASPM.

Alla base dell’errata gestione ci sarebbe una mancanza di documentazione. Attualmente, si pensa che l’hardware non supporti ASPM a meno che non sia espressamente indicato dal BIOS. Chiaramente si tratta di una intuizione, di un tentativo per vedere se le cose stanno veramente così. A mio parere, rimane indicativo il silenzio prolungato degli sviluppatori del sottosistema PCI. Sono passati molti mesi e svariati rilasci stabili prima che si prendessero l’impegno di tentare qualcosa. Staremo a vedere se la correzione avrà gli esiti sperati.

Via | Phoronix

Linux e il consumo d’energia: forse c’è una soluzione é stato pubblicato su Ossblog.it alle 16:00 di venerdì 11 novembre 2011.


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