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Il senso della dicitura beta dopo Google

HomeIl senso della dicitura beta dopo Google

Leggo molte lamentele relative a Siri, utenti Android che paventano malfunzionamenti e down, persone che dicono “hey, ma non funziona come promesso”. Ed è vero: io non l’ho provato, ma è possibile che Siri abbia qualche problema. Soprattutto, è possibile che Siri non sia così evoluto come Apple vorrebbe che sia, ovvero che non capisca perfettamente la nostra lingua e tutto quello che gli si dice, se non detto chiaramente, nella maniera standard.

Lo sappiamo, e lo sa Apple, che Siri per ora è limitato a pochi compiti, non può dialogare con applicazioni di terze parti ma svolgere solo quelle cose predefinite e preimpostate da Apple. Siri è un passo in avanti, ma sicuramente c’è ancora molta strada da compiere.

Ma quello che a molti sfugge è che Siri è in beta. Ora, io lo so che è difficile da capire, perché è da tempo che un’azienda di nome Google ha svilito e vuotato di senso la dicitura beta lanciando prodotti che l’hanno mantenuta per anni, e mascherando dietro questa dicitura problemi e malfunzionamenti di ogni tipo.

Ma Apple non l’ha mai fatto. Non vi ha mai presentato un software come in beta per potersi automaticamente mettere in salvo nel caso non funzionasse a dovere, come promesso. Se Apple definisce qualcosa come in beta – e lo fa davvero raramente, se non mai – significa chiaramente questo: che al momento il prodotto non è concluso, che riconosce da sola che potrà avere problemi in determinate situazioni e dunque non garantisce, come in altri casi, un’esperienza d’uso da “It Just Works”.

Siri, per Apple, è in via di sviluppo. Deve essere migliorato, a volte sbaglia, a volte non funziona, altre volte non ci capisce. Apple ha ben in mente che Siri non rappresenta l’assistente virtuale definitivo e promesso. Quando sarà ultimato, Siri sarà molto diverso, e molto più potente, di quello che è attualmente. Per questa ragione, lo ha definito in beta.

Per Apple, in beta vuol dire “resta molto da fare perché sia perfetto e svolga tutto quello che vorremmo fosse in grado di fare, non è finito”. Per Google, “il prodotto è finito, ma se ha problemi è perché è in beta”.

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